Thursday, August 31, 2023

In onda sabato mattina, sesta puntata estiva, riascolteremo le interviste a Punkreas, Kento e Checco Curci!!

Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, il sesto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
Il primo ospite del 15 aprile è stato un artista che apprezziamo molto, come testimonia il fatto che è stata la sua quinta apparizione sulle nostre frequenze negli ultimi dieci anni.

Parliamo di Kento, rapper reggino che abbiamo già intervistato (qui l'ultimo podcast) per i due album che ha registrato con una sorta di super-band, The Voodoo Brothers, che includeva fra gli altri nomi a noi noti come Federico JolkiPalki Camici, già bassista di Honeybird & the Birdies, e Cesare Petulicchio, batterista dei Bud Spencer Blues Explosion. Due dischi che, partendo da rap, blues e rock esploravano territori ed epoche musicali anche molto lontane fra di loro, come in una sorta di viaggio nella storia della musica afroamericana, che hanno fatto parte delle nostre Picks 2014 e 2016. 
Lo abbiamo ritrovato all'inizio del 2021 per Barre - Rap, sogni e segreti in un carcere minorili, libro edito da Minimum Fax in cui racconta la sua esperienza maturata in oltre dieci anni di laboratori in vari istituti penitenziari italiani, a contatto con centinaia di ragazzi detenuti, insieme ai quali ha scritto strofe, ritornelli e punchline. La pubblicazione è stata accompagnata dal Barre Mixtape, e presentata da Raf nei Radioracconti (qui il podcast).

Dopo un EP nel maggio 2022, intitolato Neanche per sbaglio, lo scorso 31 marzo Time 2 Rap ha pubblicato Kombat Rap, quello che di fatto è il suo primo album solista da 14 anni. Un disco complesso, dalla lunga gestazione, che se dal punto di vista lirico è come sua abitudine carico allo stesso tempo di messaggi e di poesia, dal punto di vista musicale riserva parecchie sorprese. Frutto del lavoro di 12 diversi produttori, l’album passa dal boombap originale agli esperimenti rock, fino ad arrivare anche alla techno e alla trap, ovviamente rivisitate attraverso la sua personalità ed il suo stile. Molte anche le collaborazioni al microfono, fra rapper come Lucariello e Claver Gold, featuring inaspettati come Johnson Righeira, ed ospiti internazionali come l'attrice e cantante neozelandese Lucy Lawless e la leggenda della dancehall giamaicana Burru Banton. Uno splendido lavoro, che lo stesso Kento presenta così: "Volevo un disco che avesse la libertà e la forza della musica indipendente ma con un livello di sound e collaborazioni degno di una major, e sono molto, molto contento del risultato. Non credo che in molti si aspettassero da me un lavoro del genere, che ribalta tante scelte musicali del passato e forse scontenterà qualcuno tra i miei storici ascoltatori. Ma non sono mai riuscito nella vita a scegliere la strada facile, e preferirei smettere di fare musica piuttosto che ridurmi ad essere la cover band di me stesso."


Sempre il 15 aprile siamo stati lieti di accogliere per la prima volta un gruppo presente nelle mie scalette da quando ho iniziato a fare radio, ormai più di 25 anni fa.

Si tratta di una storica band del punk italiano, di cui mi ero innamorato fin dal nome, Punkreas. Nati nel 1989, hanno esordito l'anno seguente con un demo, cui sono seguiti ad oggi ben 11 album di inediti, più vari live, raccolte ed EP. Il tutto con un'invidiabile stabilità nella formazione, che in questi tre decenni abbondanti ha visto pochi cambi, ed include ancora oggi tre membri fondatori su cinque. Dopo aver celebrato i trent’anni di carriera con XXX 1989-2019: The Best, ed essersi dati una veste acustica dal vivo e nel disco Funny Goes Acoustic del 2021, tornano a "lasciare il segno con l'attitudine e l'impegno che li ha resi tra i principali esponenti del punk rock e ska punk in Italia, suggellando il loro percorso con un nuovo ed energico lavoro discografico"
.

Lo scorso 31 marzo è infatti uscito Electric Déjà-vu, il loro nuovo album, scritto in parte prima della pandemia, che ha come filo conduttore il concetto dei corsi e ricorsi storici: la guerra e la propaganda, la destra al governo, gli imbonitori di regime, i diritti calpestati e lo sfruttamento del lavoro, sono alcuni dei temi presenti in questo lavoro, con il loro triste sapore di già visto. Un ottimo disco, prodotto e registrato come il precedente da Roberto Rhobbo Bovolenta ed impreziosito da ospiti come Giancane, Francesco Fry Moneti e Franco D’Aniello dei Modena City Ramblers e Raphael, una delle più belle voci del reggae italiano.


L'intervista del 18 marzo è stata dedicata a quella che non esitiamo a definire una delle più belle sorprese di questo inizio di anno.

Si tratta del disco di esordio di Checco Curci, cantautore nato e cresciuto a Noci, in provincia di Bari, che si è in seguito trasferito prima a Venezia per studiare architettura, poi a Milano per specializzarsi in urbanistica, materia che oggi insegna al Politecnico. In questi anni ha militato in vari gruppi, ed ha anche fondato l’associazione BucoBum e curato per 10 anni la direzione artistica dell’omonimo festival, portando a Noci una lunga lista di ottimi artisti italiani (Dente, Dimartino, Giovanni Truppi, Motta, Edda e tanti altri).

Lo scorso 27 gennaio l’etichetta-collettivo Dischi Uappissimi (con distribuzione ArtistFirst) ha pubblicato il suo primo album, Anche solo per un saluto: undici canzoni che "penetrano nelle pieghe nascoste dei pensieri e dei comportamenti umani per provare a svelare i significati complessi e profondi che si celano dietro azioni e fatti apparentemente semplici o scontati". Suoi sono i testi, le musiche e gli arrangiamenti, mentre la produzione è di Giacomo Carlone con la partecipazione di Leo Steeds. Last, but not least, il disco si pregia della supervisione artistica di quello che ci piace definire un vecchio amico della trasmissione, Riccardo Sinigallia, che già prima di entrare nel progetto aveva più volte descritto il lavoro di Checco Curci come una delle novità più interessanti e originali nel panorama della canzone italiana.
Un disco ricco e vario, ma mai sovraccarico o sfocato, profondo e complesso, ma mai ostico o pretenzioso, che sorprende e conquista per maturità e personalità. Canzoni che "più che attraversare i generi e gli stili, li scavalcano e si presentano come tessere di un grande mosaico, articolato e complesso, ma al tempo stesso compatto e lineare, astratto eppure incredibilmente realistico. Che siano imperniati sul suono solitario di un pianoforte verticale o su ricchi incastri armonici e timbrici, i brani di Checco Curci trasudano contemporaneità senza mai tradire la forma canzone. L’anima del cantautore, l’acume del compositore, il gusto del musicista, il coraggio dello sperimentatore si conciliano nello spazio finito di una canzone."


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!
Sabato 2 settembre, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Sunday, August 27, 2023

Online il podcast di ieri, ospiti Fonderia, Comaneci e Daniela Pes!!

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di ieri, ospiti Fonderia, Comaneci e Daniela Pes, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:

1

Eurocrime!

Calibro 35

02:56

2

Mojo wire

Fonderia

05:34

3

Radio  burst

Fonderia

06:34

4

Little girl

Comaneci

03:42

5

Hidden places

Comaneci

03:27

6

Illa sera

Daniela Pes

04:04

7

A Te Sola

Daniela Pes

10:19


Saturday, August 26, 2023

In onda stamattina, quinta puntata estiva, riascolteremo le interviste a Fonderia, Comaneci e Daniela Pes!!

È arrivato il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, il quinto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
Il 29 aprile abbiamo dedicato una bella intervista al ritorno di una band che seguiamo dai suoi inizi, ed abbiamo anche fatto esibire a Lussemburgo, come headliner della prima edizione delle nostre Panoplie Italian Nights, il festival di due giorni che abbiamo organizzato dal 2007 al 2012.

La Fonderia è "nata a Roma nell’autunno del 1994. Alcuni musicisti si incontravano in uno scantinato per liberarsi in session di improvvisazione totale, senza limiti e senza schemi. Poi alcuni anni di pausa, e a partire dal 2000 l’attività discografica, la produzione di tre album, alcuni cambiamenti nella formazione e tanti concerti. Nel frattempo, attaverso tante esperienze artistiche e professionali, il progetto si è evoluto. L’improvvisazione ha lasciato il posto alla composizione e a partire dalle proprie radici stilistiche - rock, funk, psichedelia, jazz ed elettronica – la band ha costruito un proprio sound originale e contemporaneo, ma sempre fedele allo spirito di libertà degli inizi." Tre splendidi album, l'omonimo esordio del 2002, re>>enter del 2006 e My Grandmother’s Space Suit del 2010, che hanno ottenuto riscontri e riconoscimenti anche per alcuni bei video, li hanno visti collaborare con artisti come Rodolfo Maltese (Banco del Mutuo Soccorso), Marcello Allulli e Pap Yeri Samb (Orchestra di Piazza Vittorio) e Barbara Eramo, e sono stati accompagnati da un'intensa attività live, in Italia ed all'estero, anche per la sonorizzazione dal vivo di film muti, e dalla realizzazione di musiche per cortometraggi, teatro e documentari televisivi.

Negli ultimi anni abbiamo seguito l'attività di tre membri della band con La Batteria, finché ad inizio dicembre un post sulla loro pagina Facebook, celebrando i 20 anni dal primo disco, ha annunciato il loro ritorno sulle scene. Anticipato da qualche singolo pubblicato nelle precedenti settimane, il 17 febbraio hanno pubblicato Dinamo, il loro quarto album: "le suggestioni principali vengono dalla scienza, dalla meccanica come dalla biologia: uno scenario dominato dalla tecnologia in cui però caos e irrazionalità si insinuano spezzando la logica e confondendo le prospettive. Il risultato è una musica che nasce a partire da beat imperiosi, poliritmi e strutture articolate, sonorità elettroniche e futuribili, cui però si mescolano echi vintage, come un riff di chitarra blues o un synth che "canta" una dolente melodia anni ’70, così come molte sonorità prese a prestito dagli anni ’80, ma rielaborate in una chiave del tutto originale." Un ottimo lavoro,  ricco e vario, che siamo stati lieti di presentare dando il bentornato ad Emanuele Bultrini, chitarrista della band.


La prima intervista del 3 dicembre è stata dedicata allo splendido nuovo disco di una band che seguiamo ed apprezziamo da una quindicina di anni.

Era infatti il 2005 quando la ravennate Francesca Amati (voce, chitarra e piano elettrico) ha creato i Comaneci, trio autore di due Ep autoprodotti e di un primo album, Volcano, nel 2007. Nel 2009 diventano un duo, che vede Francesca affiancata dal chitarrista (e molto altro) cesenaticense Glauco Salvo, che pubblica gli album You A Lie (2009) e Uh! (2012) e si fa conoscere in tutta Italia e in Europa grazie a un’intensa attività dal vivo e alla partecipazione a varie colonne sonore. Nel 2017 tornano alla formazione a tre, con l'arrivo alla batteria ed alle percussioni di Simone Cavina (Junkfood, Ottone Pesante, Arto..), pubblicando l'anno seguente Rob a Bank, un disco come loro abitudine molto affascinante, "senza dubbio il più complesso, e soprattutto completo, della loro carriera, il più riuscito nel portare avanti questa strana commistione tra melodia, canzone folk e attitudine sperimentale".

Continua questo percorso il loro quinto album, Anguille, uscito il 14 ottobre per Santeria, Wallace e Tannen Records, che "amplia ulteriormente il repertorio di colori della band, grazie al più largo utilizzo di elettronica rudimentale e trattamenti elettroacustici, e alla partecipazione straordinaria di ospiti come Luca Cavina (Calibro 35, Arto), Tim Rutili (Califone) Troy Mytea (Dead Western)." 


Il 22 aprile abbiamo presentato con un'intervista un esordio meraviglioso, proprio nel senso etimologico del termine, un disco che sorprende ed emoziona profondamente.

Si intitola Spira, ed è appunto il primo album di Daniela Pes, artista nata nel cuore della Gallura nel 1992 "con un curriculum di tutto rispetto che include una laurea in Canto Jazz al Conservatorio di Sassari e una borsa di studio ai Seminari Estivi di Nuoro Jazz diretti da Paolo Fresu, che la porta a esibirsi a Time in Jazz e all'Harp Festival di Rio de Janeiro. Completano il quadro il prestigioso premio Andrea Parodi nel 2017 (dove vince il premio della critica, giuria internazionale, miglior musica e miglior arrangiamento) e il premio miglior musica e il premio Nuovoimaie a Musicultura nel 2018."

Da là, è partita ad esplorare sentieri sonori originali, che l'hanno portata a definire un suo linguaggio molto personale, sia dal punto di vista lirico che da quello musicale. Da un lato infatti canta in una lingua che non esiste (ancora), fatta di antiche parole galluresi, frammenti di termini italiani e vocaboli totalmente inventati, dall'altro unisce elettronica e sonorità che potremmo definire arcaiche, in una sorta di "rituale sciamanico celebrato in un remoto e allucinato futuro per evocare nuove divinità ctonie". Questo lavoro, uscito il 14 aprile per Tanca Records, è il frutto di tre anni di lavoro al fianco di un altro artista che amiamo, IOSONOUNCANE, che ha contribuito sia come produttore che come musicista. Il risultato è sorprendente ed emozionante, quanto impossibile da poter classificare o far rientrare in categorie o generi.


READY TO TUNE IN?!
11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Thursday, August 24, 2023

In onda sabato mattina, quinta puntata estiva, riascolteremo le interviste a Fonderia, Comaneci e Daniela Pes!!

Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, il quinto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
Il 29 aprile abbiamo dedicato una bella intervista al ritorno di una band che seguiamo dai suoi inizi, ed abbiamo anche fatto esibire a Lussemburgo, come headliner della prima edizione delle nostre Panoplie Italian Nights, il festival di due giorni che abbiamo organizzato dal 2007 al 2012.

La Fonderia è "nata a Roma nell’autunno del 1994. Alcuni musicisti si incontravano in uno scantinato per liberarsi in session di improvvisazione totale, senza limiti e senza schemi. Poi alcuni anni di pausa, e a partire dal 2000 l’attività discografica, la produzione di tre album, alcuni cambiamenti nella formazione e tanti concerti. Nel frattempo, attaverso tante esperienze artistiche e professionali, il progetto si è evoluto. L’improvvisazione ha lasciato il posto alla composizione e a partire dalle proprie radici stilistiche - rock, funk, psichedelia, jazz ed elettronica – la band ha costruito un proprio sound originale e contemporaneo, ma sempre fedele allo spirito di libertà degli inizi." Tre splendidi album, l'omonimo esordio del 2002, re>>enter del 2006 e My Grandmother’s Space Suit del 2010, che hanno ottenuto riscontri e riconoscimenti anche per alcuni bei video, li hanno visti collaborare con artisti come Rodolfo Maltese (Banco del Mutuo Soccorso), Marcello Allulli e Pap Yeri Samb (Orchestra di Piazza Vittorio) e Barbara Eramo, e sono stati accompagnati da un'intensa attività live, in Italia ed all'estero, anche per la sonorizzazione dal vivo di film muti, e dalla realizzazione di musiche per cortometraggi, teatro e documentari televisivi.

Negli ultimi anni abbiamo seguito l'attività di tre membri della band con La Batteria, finché ad inizio dicembre un post sulla loro pagina Facebook, celebrando i 20 anni dal primo disco, ha annunciato il loro ritorno sulle scene. Anticipato da qualche singolo pubblicato nelle scorse settimane, il 17 febbraio hanno pubblicato Dinamo, il loro quarto album: "le suggestioni principali vengono dalla scienza, dalla meccanica come dalla biologia: uno scenario dominato dalla tecnologia in cui però caos e irrazionalità si insinuano spezzando la logica e confondendo le prospettive. Il risultato è una musica che nasce a partire da beat imperiosi, poliritmi e strutture articolate, sonorità elettroniche e futuribili, cui però si mescolano echi vintage, come un riff di chitarra blues o un synth che "canta" una dolente melodia anni ’70, così come molte sonorità prese a prestito dagli anni ’80, ma rielaborate in una chiave del tutto originale." Un ottimo lavoro,  ricco e vario, che siamo stati lieti di presentare dando il bentornato ad Emanuele Bultrini, chitarrista della band.


La prima intervista del 3 dicembre è stata dedicata allo splendido nuovo disco di una band che seguiamo ed apprezziamo da una quindicina di anni.

Era infatti il 2005 quando la ravennate Francesca Amati (voce, chitarra e piano elettrico) ha creato i Comaneci, trio autore di due Ep autoprodotti e di un primo album, Volcano, nel 2007. Nel 2009 diventano un duo, che vede Francesca affiancata dal chitarrista (e molto altro) cesenaticense Glauco Salvo, che pubblica gli album You A Lie (2009) e Uh! (2012) e si fa conoscere in tutta Italia e in Europa grazie a un’intensa attività dal vivo e alla partecipazione a varie colonne sonore. Nel 2017 tornano alla formazione a tre, con l'arrivo alla batteria ed alle percussioni di Simone Cavina (Junkfood, Ottone Pesante, Arto..), pubblicando l'anno seguente Rob a Bank, un disco come loro abitudine molto affascinante, "senza dubbio il più complesso, e soprattutto completo, della loro carriera, il più riuscito nel portare avanti questa strana commistione tra melodia, canzone folk e attitudine sperimentale".

Continua questo percorso il loro quinto album, Anguille, uscito il 14 ottobre per Santeria, Wallace e Tannen Records, che "amplia ulteriormente il repertorio di colori della band, grazie al più largo utilizzo di elettronica rudimentale e trattamenti elettroacustici, e alla partecipazione straordinaria di ospiti come Luca Cavina (Calibro 35, Arto), Tim Rutili (Califone) Troy Mytea (Dead Western)." 


Il 22 aprile abbiamo presentato con un'intervista un esordio meraviglioso, proprio nel senso etimologico del termine, un disco che sorprende ed emoziona profondamente.

Si intitola Spira, ed è appunto il primo album di Daniela Pes, artista nata nel cuore della Gallura nel 1992 "con un curriculum di tutto rispetto che include una laurea in Canto Jazz al Conservatorio di Sassari e una borsa di studio ai Seminari Estivi di Nuoro Jazz diretti da Paolo Fresu, che la porta a esibirsi a Time in Jazz e all'Harp Festival di Rio de Janeiro. Completano il quadro il prestigioso premio Andrea Parodi nel 2017 (dove vince il premio della critica, giuria internazionale, miglior musica e miglior arrangiamento) e il premio miglior musica e il premio Nuovoimaie a Musicultura nel 2018."

Da là, è partita ad esplorare sentieri sonori originali, che l'hanno portata a definire un suo linguaggio molto personale, sia dal punto di vista lirico che da quello musicale. Da un lato infatti canta in una lingua che non esiste (ancora), fatta di antiche parole galluresi, frammenti di termini italiani e vocaboli totalmente inventati, dall'altro unisce elettronica e sonorità che potremmo definire arcaiche, in una sorta di "rituale sciamanico celebrato in un remoto e allucinato futuro per evocare nuove divinità ctonie". Questo lavoro, uscito il 14 aprile per Tanca Records, è il frutto di tre anni di lavoro al fianco di un altro artista che amiamo, IOSONOUNCANE, che ha contribuito sia come produttore che come musicista. Il risultato è sorprendente ed emozionante, quanto impossibile da poter classificare o far rientrare in categorie o generi.


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!
Sabato 26 agosto, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Sunday, August 20, 2023

Online il podcast di ieri, ospiti Cut, Bono / Burattini e Dagger Moth!!

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di ieri, ospiti Cut, Bono / Burattini e Dagger Moth, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:

1

Eurocrime!

Calibro 35

02:56

2

They got beat

Cut

02:51

3

Raping My Mind

Cut

03:08

4

Plaster Mask

Julie’s Haircut

05:40

5

Le Ossa

Bono / Burattini

02:09

6

Stella

Bono / Burattini

03:41

7

Church without God

Dagger Moth

04:24

8

Slow motion collapse

Dagger Moth

04:54


Saturday, August 19, 2023

In onda stamattina, quarta puntata estiva, riascolteremo le interviste a Cut, Bono / Burattini e Dagger Moth!!

È arrivato  il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, il quarto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
Il 4 marzo abbiamo dato il bentornato ad una band che seguiamo ed amiamo da lungo tempo, e che abbiamo portato a suonare a Lussemburgo ormai più di otto anni fa.

Parliamo dei CUT, gruppo bolognese (almeno di adozione, viste le diverse provenienze dei tre membri) che festeggia quest’anno i suoi 25 anni. Aveva pubblicato nel febbraio 2017 il suo precedente disco, Second Skin, che avevamo avuto l'onore di presentare in anteprima (qui il podcast).
Negli ultimi anni abbiamo seguito l’attività da solista dei due cantanti e chitarristi, Ferruccio Quercetti per i due dischi come Ferro Solo e Carlo Masu per l’album con Le Ossa, ed ora li ritroviamo con Tony Booza, batterista della band da ormai cinque anni, per quello è che il loro settimo album.

Si intitola Dead city nights, è uscito lo scorso 24 febbraio, e la band lo presenta così: "Sedici anni fa, in una canzone chiamata Nightride, abbiamo cantato "the city is our playground at night" ... e invece mentre scrivevamo queste 13 canzoni abbiamo visto le nostre città chiudere, diventando ghost town, per citare gli Specials. Proprio per questo, il processo di realizzazione di questo album è stata il faro che abbiamo usato per navigare attraverso questa oscurità mortale, in modo da non spegnerci in attesa del ritorno della luce. Sfortunatamente, ora tutto è ancora molto buio intorno a noi, forse anche più di prima, ma almeno abbiamo dato un senso a tutta questa notte: l'abbiamo fatto per noi e ora siamo pronti a condividerlo con tutti coloro che vogliono ascoltare questo album."


L'intervista del 25 febbraio ha invece visto protagoniste due artiste già più volte nelle nostre scalette, per il loro nuovo affascinante progetto.

Francesca Bono
 è stata infatti con noi nell'aprile del 2017 (qui il podcast) come frontwoman degli Ofeliadorme, in occasione dell'uscita del loro terzo LP, Secret Fires. Uno splendido lavoro, che ha confermato una forte evoluzione nel sound della band, che ha decisamente virato verso l’elettronica, anche per l’incontro con un grande produttore e musicista come Howie B (Bjork, Tricky, U2), con cui lo hanno registrato, prodotto e pubblicato.
L'altra metà del progetto è Vittoria Burattini, nota in primo luogo come batterista di una delle band del nostro cuore, che abbiamo già ospitato più volte, ed anche portato in concerto a Lussemburgo, ormai tredici anni fa. Parliamo dei Massimo Volume, che sono stati con noi per l'ultima volta nel febbraio 2019 (qui il podcast) per Il nuotatore"un album che scava proprio nell’essenza del loro suono, mai così volutamente scarno, minimale, eppure molto caldo e pieno".

Il 24 febbraio, la Maple Death Records del nostro vecchio amico Jonathan Clancy ha pubblicato il debutto del duo Bono / Burattini con l’album Suono in un tempo trasfigurato. Il disco è stato registrato e prodotto da un’altra nostra vecchia conoscenza, Stefano Pilia, e "presenta una sintesi perfetta tra wave sperimentale, groove alieni, elettronica contemporanea e soundtracks sci-fi. Composto quasi esclusivamente con un vecchio synth Juno 60 e una batteria organica, mette assieme influenze come Can, Gruppo Di Improvvisazione Nuova Consonanza e Suzanne Ciani." 



L'ospite del 22 ottobre è stata un'artista di cui abbiamo iniziato a parlare ormai qualche anno fa, per il secondo album.

Si fa chiamare Dagger Moth, all’anagrafe Sara Ardizzoni, e l’abbiamo scoperta intervistando Cesare Basile, che ce ne parlò come chitarrista dei Caminanti, il gruppo che lo accompagna in tour. Ferrarese, "trasversale chitarrista (per scelta) e cantante (per caso)", dopo aver militato in una serie di band ha dato via nel 2012 a questo progetto solista, "una specie di one-woman-band, con chitarra elettrica, voce ed elettronica, che miscela loop, noise e melodia in bilico fra caos e struttura". Il primo disco, omonimo, uscito l'anno seguente, vede la partecipazione di alcuni ospiti di valore, fra cui Giorgio Canali e Joe Lally (Fugazi). Il suo secondo album si intitola Silk around the marrow, è stato pubblicato nell'aprile del 2016 ed è stato inserito nei 60 Noteworthy Guitar Albums of the past 50 years dalla prestigiosa rivista Guitar Player. Un lavoro molto affascinante, notturno come il nickname, per il quale si è avvalsa della collaborazione di Antonio Gramentieri, e del cameo di un grande nome della musica mondiale, Marc Ribot.

Negli ultimi anni è stata impegnata non solo con Cesare, ma anche con i Massimo Volume, ed è ora finalmente arrivata al suo terzo album, che ne conferma talento, personalità ed originalità. The sun is a violent place è uscito lo scorso 3 ottobre, e la vede continuare il percorso dei primi due dischi, ampliando ulteriormente lo spettro sonoro delle sue esplorazioni.


READY TO TUNE IN?! 
11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Thursday, August 17, 2023

In onda sabato mattina, quarta puntata estiva, riascolteremo le interviste a Cut, Bono / Burattini e Dagger Moth!!

Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, il quarto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
Il 4 marzo abbiamo dato il bentornato ad una band che seguiamo ed amiamo da lungo tempo, e che abbiamo portato a suonare a Lussemburgo ormai più di otto anni fa.

Parliamo dei CUT, gruppo bolognese (almeno di adozione, viste le diverse provenienze dei tre membri) che festeggia quest’anno i suoi 25 anni. Aveva pubblicato nel febbraio 2017 il suo precedente disco, Second Skin, che avevamo avuto l'onore di presentare in anteprima (qui il podcast).
Negli ultimi anni abbiamo seguito l’attività da solista dei due cantanti e chitarristi, Ferruccio Quercetti per i due dischi come Ferro Solo e Carlo Masu per l’album con Le Ossa, ed ora li ritroviamo con Tony Booza, batterista della band da ormai cinque anni, per quello è che il loro settimo album.

Si intitola Dead city nights, è uscito lo scorso 24 febbraio, e la band lo presenta così: "Sedici anni fa, in una canzone chiamata Nightride, abbiamo cantato "the city is our playground at night" ... e invece mentre scrivevamo queste 13 canzoni abbiamo visto le nostre città chiudere, diventando ghost town, per citare gli Specials. Proprio per questo, il processo di realizzazione di questo album è stata il faro che abbiamo usato per navigare attraverso questa oscurità mortale, in modo da non spegnerci in attesa del ritorno della luce. Sfortunatamente, ora tutto è ancora molto buio intorno a noi, forse anche più di prima, ma almeno abbiamo dato un senso a tutta questa notte: l'abbiamo fatto per noi e ora siamo pronti a condividerlo con tutti coloro che vogliono ascoltare questo album."


L'intervista del 25 febbraio ha invece visto protagoniste due artiste già più volte nelle nostre scalette, per il loro nuovo affascinante progetto.

Francesca Bono
 è stata infatti con noi nell'aprile del 2017 (qui il podcast) come frontwoman degli Ofeliadorme, in occasione dell'uscita del loro terzo LP, Secret Fires. Uno splendido lavoro, che ha confermato una forte evoluzione nel sound della band, che ha decisamente virato verso l’elettronica, anche per l’incontro con un grande produttore e musicista come Howie B (Bjork, Tricky, U2), con cui lo hanno registrato, prodotto e pubblicato.
L'altra metà del progetto è Vittoria Burattini, nota in primo luogo come batterista di una delle band del nostro cuore, che abbiamo già ospitato più volte, ed anche portato in concerto a Lussemburgo, ormai tredici anni fa. Parliamo dei Massimo Volume, che sono stati con noi per l'ultima volta nel febbraio 2019 (qui il podcast) per Il nuotatore"un album che scava proprio nell’essenza del loro suono, mai così volutamente scarno, minimale, eppure molto caldo e pieno".

Il 24 febbraio, la Maple Death Records del nostro vecchio amico Jonathan Clancy ha pubblicato il debutto del duo Bono / Burattini con l’album Suono in un tempo trasfigurato. Il disco è stato registrato e prodotto da un’altra nostra vecchia conoscenza, Stefano Pilia, e "presenta una sintesi perfetta tra wave sperimentale, groove alieni, elettronica contemporanea e soundtracks sci-fi. Composto quasi esclusivamente con un vecchio synth Juno 60 e una batteria organica, mette assieme influenze come Can, Gruppo Di Improvvisazione Nuova Consonanza e Suzanne Ciani." 


L'ospite del 22 ottobre è stata un'artista di cui abbiamo iniziato a parlare ormai qualche anno fa, per il secondo album.

Si fa chiamare Dagger Moth, all’anagrafe Sara Ardizzoni, e l’abbiamo scoperta intervistando Cesare Basile, che ce ne parlò come chitarrista dei Caminanti, il gruppo che lo accompagna in tour. Ferrarese, "trasversale chitarrista (per scelta) e cantante (per caso)", dopo aver militato in una serie di band ha dato via nel 2012 a questo progetto solista, "una specie di one-woman-band, con chitarra elettrica, voce ed elettronica, che miscela loop, noise e melodia in bilico fra caos e struttura". Il primo disco, omonimo, uscito l'anno seguente, vede la partecipazione di alcuni ospiti di valore, fra cui Giorgio Canali e Joe Lally (Fugazi). Il suo secondo album si intitola Silk around the marrow, è stato pubblicato nell'aprile del 2016 ed è stato inserito nei 60 Noteworthy Guitar Albums of the past 50 years dalla prestigiosa rivista Guitar Player. Un lavoro molto affascinante, notturno come il nickname, per il quale si è avvalsa della collaborazione di Antonio Gramentieri, e del cameo di un grande nome della musica mondiale, Marc Ribot.

Negli ultimi anni è stata impegnata non solo con Cesare, ma anche con i Massimo Volume, ed è ora finalmente arrivata al suo terzo album, che ne conferma talento, personalità ed originalità. The sun is a violent place è uscito lo scorso 3 ottobre, e la vede continuare il percorso dei primi due dischi, ampliando ulteriormente lo spettro sonoro delle sue esplorazioni.


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?! 
Sabato 19 agosto, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Saturday, August 12, 2023

Stamattina tornano i Radioracconti di Radio ARA!!

È arrivato il weekend, e con esso l'abituale appuntamento con Sentieri Sonori!!

Questa settimana appuntamento speciale, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo gli amici Jacopo e Francesco: ecco nati i Radioracconti, che vanno in onda ogni secondo sabato del mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.


Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
In onda stamattina, 11.30/13, su Radio ARA!!


Thursday, August 10, 2023

Sabato mattina tornano i Radioracconti di Radio ARA!!

Si avvicina il weekend, e con esso l'abituale appuntamento con Sentieri Sonori!!

Questa settimana appuntamento speciale, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo gli amici Jacopo e Francesco: ecco nati i Radioracconti, che vanno in onda ogni secondo sabato del mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.


Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 12 agosto, 11.30/13, su Radio ARA!!


Sunday, August 6, 2023

Online il podcast di ieri, ospiti Max Casacci, Emma Nolde e Fabrizio Coppola!!

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di ieri, ospiti Max Casacci, Emma Nolde e Fabrizio Coppola, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:

1

Eurocrime!

Calibro 35

02:56

2

Voci Stonate

Emma Nolde

02:55

3

Te ne sei andata per ballare

Emma Nolde

03:54

4

King Blixa

Emma Tricca

02:39

5

Dove sei tu

Fabrizio Coppola

03:59

6

Elegia per la Strada del Tuono

Fabrizio Coppola

06:06

7

Anime Perse

Motta

03:46

8

Anita

Max Casacci

04:31

9

Atp Finals But The Bass

Max Casacci

04:52