È arrivato il weekend, e con esso l'abituale appuntamento con Sentieri Sonori!!
Questa settimana appuntamentospeciale, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo gli amici Jacopo e Francesco: ecco nati i Radioracconti, che vanno in onda ogni secondo sabato del mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.
Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Stamattina, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questolink.
La nostra rubrica del venerdì, con cui usciamo dall'incessante flusso delle nuove uscite per proporvi un disco da (ri)scoprire insieme nel weekend che sta per iniziare, questa settimana è dedicata ad un disco veramente speciale, che ha segnato il ritorno di una leggenda del rap italiano.
Nel novembre 2018, dopo 11 anni di attesa, è finalmente uscito il nuovo disco del Colle der Fomento. Adversus è un grandissimo ritorno, che abbiamo ascoltato e trasmesso a ripetizione, ed incluso nelle Sentieri Sonori Picks 2018, ma che non abbiamo potuto presentare con un'intervista. "L'album è composto da quattordici tracce con la produzione quasi totale di DJ Craim, eccetto Little Tony Negri e Bassi Maestro su due tracce, e featuring di Kaos e Roy Pacy. Un viaggio nella musica, dove il rap incontra il rock, il blues, il jazz e la musica italiana contaminandosi in modo adulto senza snaturarsi. Adversus significa andare contro, pensare in modo contrario, essere in guerra. E la guerra è su tre fronti: contro il nemico che c’è fuori, la società e quello che non ci piace del mondo contemporaneo; la guerra contro il nemico che abbiamo dentro, le paure e l’insicurezza, la depressione; la guerra contro il tempo che passa inesorabile e ci ammala portandoci via affetti e certezze. Un viaggio non solo musicale ma anche umano: quando la maschera si rompe, sotto non ci sono solo due MC, ma due persone con i loro sentimenti, i loro ricordi e i loro sogni: oltre Danno e Masito ci sono Simone e Massimiliano. DJ Craim ha lavorato all’album creando un suono Hip-Hop adulto, che dialoga con altri generi musicali. Utilizzando i sample senza ricalcare la vecchia formula del boom bap Anni '90, ma, evolvendo il concetto stesso di musica campionata, Craim ha creato un vero e proprio film sonoro per la band passando da suoni più acidi e hardcore a vere e proprie ballate dal sapore blues. Rispetto alla discografia del passato, Adversus è il disco più personale del Colle, i testi raccontano momenti di vita vissuta, attimi d'introspezione e momenti di confronto. Senza troppi tecnicismi o giochi di parole, una finestra aperta verso il mondo circostante."
Quest'anno è arrivato l'esordio da solista del Danno, in compagnia proprio di DJ Craim, che ci ha totalmente conquistati, e che speriamo ci dia la scusa per poterlo finalmente accogliere in trasmissione. Nell'attesa, ci è venuta voglia di tornare ad ascoltare anche questo splendido disco, che vi invitiamo a (ri)scoprire in questo weekend: enjoy!!
Si avvicina il weekend, e con esso l'abituale appuntamento con Sentieri Sonori!!
Questa settimana appuntamentospeciale, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo gli amici Jacopo e Francesco: ecco nati i Radioracconti, che vanno in onda ogni secondo sabato del mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.
Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata? Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 11 aprile, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link.
Negli ultimi mesi abbiamo accolto con gioia l'uscita dei nuovi singoli di un'artista che è stata nostra ospite ai suoi esordi, prima in trasmissione nel settembre 2016, poi per un concerto alla fine dello stesso anno, alle Rotondes.
All'epoca Birthh era presentata come "l’oscuro alter-ego di Alice, la coscienza di una diciannovenne che spende la maggior parte del proprio tempo a pensare a eventi apocalittici". Ed in effetti i brani del suo disco di esordio, Born in the woods, erano permeati da quell'inquietudine che accompagna la fine dell'adolescenza, per un album molto particolare ed interessante anche dal lato musicale, che univa la sensibilità di una scrittura cantautorale, dalle evidenti radici folk, alle ricercatezze degli arrangiamenti elettronici. Il risultato è un disco molto affascinante, che ha ottenuto notevoli riscontri anche oltre confine, portandola fra l'altro a suonare per due volte al prestigioso festival SXSW di Austin, USA.
È seguito nel 2020 Whoa, che ha confermato il suo talento pur portandola in territori nuovi, dai tanti colori, con sonorità variegate quanto moderne. Un lavoro che aveva completato a New York, dove si è trasferita nel marzo di quell'anno, giusto prima dello scoppio della pandemia. Nella Moonbase, l’home studio di Brooklyn (NY) dove vive, è stato quasi interamente registrato e prodotto il suo terzo album, Moonlanded, uscito il 1° settembre 2023 per Carosello Records, che lo scorso 14 novembre ha pubblicato il suo nuovo singolo. Si intitola Little Rat, ma la grande novità è che per la prima volta ha deciso di cantare in italiano, inaugurando così un nuovo capitolo della sua carriera che il 9 gennaio ha trovato un seguito in un nuovo bel brano, Truman.
Siamo ora lieti di annunciare che il suo nuovo album si intitolerà Senza fiato, ed uscirà il prossimo 24 aprile. Non mancheremo di presentarlo, magari dandole il bentornato in trasmissione, nell'attesa oggi ve ne presentiamo la terza anticipazione, che presenta così: "Sono sempre spesso altrove, proiettata costantemente nelle mie ansie, su uno schermo, in un altro continente. A me essere qui e ora non viene per niente facile. Eppure una sera sono andata al basement a ballare la techno, dress code total black. Dentro il locale c'era musica sparata e mentre ballavo ho sentito dissolvere il mio continuo sentirmi fuori posto, i dubbi su come sarà il mio futuro, la paura di ciò che sta succedendo nel mondo. Mi ricordo di aver pensato che forse sono solo fatta per ballare, e ci ho scritto una canzone. <3" Si intitola Total Black, è uscita il 20 marzo, e questo è il bel video diretto ed editato daJula Mai: enjoy!!!
Fra le innumerevoli uscite del periodo, negli ultimi giorni la nostra attenzione è stata attirata dal nuovo disco di un artista che confessiamo di scoprire ora, e che non possiamo che presentare con ampie citazioni del comunicato stampa.
Diego Ceo è un producer e sound designer classe 1999 cresciuto nella provincia di Bari tra chitarre, metal ed elettronica, esplorando fin da giovanissimo mondi sonori diversi fino a costruire un linguaggio personale, che lavora tra il MAST Recording Studio di Bari e la University of the West of Scotland, dove insegna produzione musicale e sound design. Dal 2019 porta avanti un percorso da producer indipendente tra lo-fi, beatmaking e ricerca timbrica, e parallelamente collabora come producer con diversi artisti (Vienna, Flowers For Boys), muovendosi liberamente tra generi e approcci diversi, alla ricerca di un equilibrio tra elettronica e narrazione emotiva.
Of Wood, Sea and Wind è il suo nuovo album, uscito venerdì scorso, 3 aprile, per Mosho Dischi, con cui inaugura un nuovo corso: una scrittura che mette al centro la voce e l’esperienza, intrecciando chitarre, texture digitali e suoni organici per raccontare la cosa più semplice e complessa di tutte: sentirsi a casa. L’album è stato interamente prodotto non lontano da noi, al Durbuy Music Studio, in Belgio, nel cuore della Vallonia, e raccoglie tutto quello che in questi anni ha attraversato il modo di scrivere, produrre e stare dentro le cose da parte di Diego. È un lavoro che si muove per stratificazioni emotive prima ancora che sonore. L’elettronica viene continuamente sporcata da chitarre e tensioni che richiamano l’universo emo. La produzione alterna glitch, chop vocali e texture granulari a pattern ritmici potenti, lasciando spazio a momenti più raccolti in cui emergono pianoforti dal timbro ovattato, insieme a silenzi e piccoli artefatti sonori. I brani respirano: pieni e vuoti, accelerazioni e sospensioni convivono senza mai sovraccaricarsi. Un filo emotivo continuo attraversa ogni episodio.
Un lavoro che stiamo ascoltando a ripetizione, dal respiro decisamente internazionale, anche nei due brani conclusivi, cantati in italiano. Il primo nome che può richiamare è quello di Bon Iver, ma ciò che colpisce è l’originalità e la personalità dell’album, che riesce ad unire ispirazioni come detto anche molto lontane, in un universo sonoro che cattura e coinvolge.
Ne parleremo sicuramente anche in trasmissione nelle prossime puntate, nel frattempo vi invitiamo ad iniziare a scoprirlo: enjoy!!
Anche quest'anno vogliamo rinnovare quello che è diventato un rito, proponendovi un bel concerto per accompagnarvi nel giorno di festa, e come meglio farlo che con un po' di reggae? Ovviamente, ci è venuto naturale pensare a quello che non esitiamo a definire il gruppo reggae italiano per eccellenza, gli Africa Unite.
Nel giugno di quattro anni fa abbiamo dedicato loro un'intera puntata, percorrendo i loro "40+1" anni di storia con interventi di Parpaglione, Mr. T-Bone e Benz, per poi ospitare Madaski per il loro splendido nuovo disco, Non è fortuna. Proprio con lui parlavamo del loro tour in partenza, e vi raccontavo di aver visti dal vivo non so quante volte, sempre con enorme piacere. Una grande live band, che riesce a trascinare il pubblico in balli e canti, ma allo stesso tempo a farlo riflettere, con liriche mai banali. Dai loro show si esce sempre stanchi fisicamente, ma con una grande carica di energia e di good vibes.
Qui troviamo la band di Pinerolo in grandissima forma su uno dei palchi più prestigiosi del reggae internazionale, il Sunsplash Festival del 2011, per un intero concerto, come sempre caldo ed entusiasmante: enjoy!!
Come ogni primo sabato del mese, tornerà la nostra nuova rubrica mensile, che abbiamo deciso di intitolare Radiolescenza. Il protagonista è infatti un teenager italiano cresciuto a Lussemburgo, Roberto, che nonostante la giovane età sta già coltivando una grande passione per la musica. Per me è una gioia vederlo scoprire ed esplorare con crescente interesse mille artisti e generi (dall'hip-hop al punk, dal rock al reggae, alla canzone d'autore..) ed abbiamo pensato fosse giusto introdurre una voce giovane in una trasmissione di cinquantenni: sceglie e ci presenta ogni volta un album, in questo caso Fructus, l'ottimo lavoro del 2018 di Iacampo. Scelta non a caso, dato che l'intervista della settimana sarà dedicata proprio al nuovo album di questo artista dal grande talento, che seguiamo ed amiamo da molti anni.
Marco Iacampo è un veterano della scena indipendente italiana, dalle varie incarnazioni: a metà degli anni '90 come leader e frontman degli Elle, a metà degli anni '00 come GoodMorningBoy, fino ad arrivare all'inizio degli anni '10 al primo disco a suo nome, che ne ha segnato il ritorno alla scrittura in italiano. Sono seguiti altri tre ottimi album, nel 2012 Valetudo, nel 2015 Flores, ed appunto nel 2018 Fructus, cui si è aggiunto sei anni fa Rua Sararé 133, un EP registrato in Brasile con Gui Amabis. Lo abbiamo ospitato più volte in trasmissione, ed anche fatto esibire dal vivo a Lussemburgo.
L'anno scorso vi abbiamo proposto due nuovi singoli, prime anticipazioni del suo quinto album. Preghiere Contemporanee è uscito il 20 marzo per Sound To Be, e Marco lo presenta così: "Quando ho scritto queste canzoni era tutto diventato una preghiera. Vivevo in una fattoria a un paio di chilometri dalla laguna veneta, dove il tempo era sospeso e osservavo il mondo da una certa distanza e la natura da molto vicino. Ci ho vissuto 7 anni. Covid compreso. Tutto era diventato una preghiera. Fare, non fare, amare, odiare. Penso sia questione di linguaggi, di alfabeto spirituale, di che nome dai alle cose. Questo disco ha una scrittura lunga, e una lunga attesa di uscita. È un disco antico, è un disco del futuro. Perché quando si prega ci si connette oltre il tempo e lo spazio." Un lavoro toccante e sentito, che lo vede affiancato fra gli altri da Leziero Rescigno (La Crus, Bright Magus), che lo ha prodotto con lui, come il precedente, dopo aver già prodotto Flores.
La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?! Stamattina, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming e podcast a questo link.
La nostra rubrica del venerdì, con cui usciamo dall'incessante flusso delle nuove uscite per proporvi un disco da (ri)scoprire insieme nel weekend che sta per iniziare, questa settimana è dedicata ad un disco veramente speciale, che abbiamo presentato un anno e mezzo fa con una bella intervista (qui il podcast).
Lo avevo scoperto grazie ad un caro amico già più volte nelle nostre scalette, Chef Ragoo, che ringrazierò sempre di aver dedicato uno dei suoi ormai rari post sui social ad un'autoproduzione che altrimenti avrei rischiato di perdere. Si trattava del nuovo LP di Gopher, all'anagrafe Dario Troso, artista salentino fra i pionieri della scena rap e reggae, membro di Isola Posse All Stars, Sud Sound System e Neo-Ex (con Kaos) ed ospite in dischi storici come SxM dei Sangue Misto o Zero Stress di Dj Gruff. È seguita una carriera da solista che lo ha anche visto spaziare in altri territori, producendo ad esempio lavori strumentali jazz-funk sotto il moniker Unto Ke.
Questo suo album potrebbe essere visto come un'ulteriore svolta, ma anche come una summa del suo percorso, che era iniziato in gruppi punk ed hardcore. Il 1° ottobre 2024 ha infatti pubblicato Tropical Riot, a nome Gopher and the Deadlocks, presentandolo così: "Ingredienti? Una manata in the face hardcore punk, quintali di reggae/dub e 2 tone e un paio di rap sparsi qua e là. 70% in italiano e 30% in inglese. A condire il tutto un ospite speciale (Neffa), che in realtà è prima di tutto un grande amico.." Il risultato è un lavoro dal grande impatto, anche per le liriche, invettive combat-rock contro le storture del mondo che viviamo. Sedici brani che ti portano su travolgenti montagne russe sonore, e che includono tre cover completamente trasfigurate: il post-punk di Resistance dei Sound e l'hardcore di I'd rather be sleeping dei Dirty Rotten Imbecils prendono tempi in levare, mentre Concrete Jungle di The Specials fa il percorso inverso, assumendo una furia hardcore. Uno splendido disco, che vi invitiamo a (ri)scoprire in questo weekend di festa: enjoy!!
Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!
Per la ventiduesima puntata della ventinovesima stagione della trasmissione vi proporremo una scaletta densa di novità, ed accoglieremo due graditi ospiti. Fra le tante uscite di queste settimane, ascolteremo e parleremo di Mauro Ermanno Giovanardi, Subsonica, Andrea Chimenti, Mirco Passione Mariani,Piotta, Claver Gold, Rancore e Mombao. Come ogni primo sabato del mese, tornerà la nostra nuova rubrica mensile, che abbiamo deciso di intitolare Radiolescenza. Il protagonista è infatti un teenager italiano cresciuto a Lussemburgo, Roberto, che nonostante la giovane età sta già coltivando una grande passione per la musica. Per me è una gioia vederlo scoprire ed esplorare con crescente interesse mille artisti e generi (dall'hip-hop al punk, dal rock al reggae, alla canzone d'autore..) ed abbiamo pensato fosse giusto introdurre una voce giovane in una trasmissione di cinquantenni: sceglie e ci presenta ogni volta un album, in questo caso Fructus, l'ottimo lavoro del 2018 di Iacampo. Scelta non a caso, dato che l'intervista della settimana sarà dedicata proprio al nuovo album di questo artista dal grande talento, che seguiamo ed amiamo da molti anni.
Marco Iacampo è un veterano della scena indipendente italiana, dalle varie incarnazioni: a metà degli anni '90 come leader e frontman degli Elle, a metà degli anni '00 come GoodMorningBoy, fino ad arrivare all'inizio degli anni '10 al primo disco a suo nome, che ne ha segnato il ritorno alla scrittura in italiano. Sono seguiti altri tre ottimi album, nel 2012 Valetudo, nel 2015 Flores, ed appunto nel 2018 Fructus, cui si è aggiunto sei anni fa Rua Sararé 133, un EP registrato in Brasile con Gui Amabis. Lo abbiamo ospitato più volte in trasmissione, ed anche fatto esibire dal vivo a Lussemburgo.
L'anno scorso vi abbiamo proposto due nuovi singoli, prime anticipazioni del suo quinto album. Preghiere Contemporanee è uscito il 20 marzo per Sound To Be, e Marco lo presenta così: "Quando ho scritto queste canzoni era tutto diventato una preghiera. Vivevo in una fattoria a un paio di chilometri dalla laguna veneta, dove il tempo era sospeso e osservavo il mondo da una certa distanza e la natura da molto vicino. Ci ho vissuto 7 anni. Covid compreso. Tutto era diventato una preghiera. Fare, non fare, amare, odiare. Penso sia questione di linguaggi, di alfabeto spirituale, di che nome dai alle cose. Questo disco ha una scrittura lunga, e una lunga attesa di uscita. È un disco antico, è un disco del futuro. Perché quando si prega ci si connette oltre il tempo e lo spazio." Un lavoro toccante e sentito, che lo vede affiancato fra gli altri da Leziero Rescigno (La Crus, Bright Magus), che lo ha prodotto con lui, come il precedente, dopo aver già prodotto Flores.
La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?! Sabato 4 aprile, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming e podcast a questo link.