Saturday, August 17, 2019

La Batteria, Dj FastCut & Murubutu nel podcast della settimana, già online

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, in cui abbiamo riproposto le interviste a Dj FastCutMurubutu e La Batteria, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:
1
Eurocrime!Calibro 35
2
EREDI MALEDETTI feat Tmhh, WiserDj FastCut
3
13.12 feat Kento, Principe, EasyOne, Daddie Notch, Militant ADj FastCut
4
Penso diversoColle der Fomento
5
La Notte Di San LorenzoMurubutu
6
Le notti bianche (feat. Claver Gold)Murubutu
7
Non lo so - prod. FastcutIl Turco
8
LargoLa Batteria
9
DivaLa Batteria


In onda stamattina, riascolteremo le interviste a La Batteria, Dj FastCut & Murubutu

Anche nel bel mezzo del ponte di Ferragosto, come ogni sabato non vi facciamo mancare il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!
Appuntamento speciale, questa settimana, il quinto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.

Torneremo in questo caso in primo luogo ad inizio febbraio, quando ci siamo tuffati nel mondo del rap, ospitandone due grandi protagonisti, che sono fra l’altro amici ed hanno collaborato vicendevolmente nei loro nuovi album.

Parleremo in primo luogo del seguito di uno splendido disco pubblicato da Glory Hole Records il 19 dicembre 2016, che abbiamo presentato con un'intervista ad inizio 2017 (qui il podcast) ma che purtroppo avevamo ricevuto leggermente troppo tardi per inserirlo nelle Sentieri Sonori Picks 2016. Si intitola Dead Poets, ed è opera di Dj FastCut, dj e beatmaker sulle scene da una quindicina di anni, membro di GuastaF3st3 ed anche attivo a livello internazionale: "Made cuts for Snoop Dogg, Busta Rhymes, KRS ONE, Ghostface Killah, Raekwon.." Tutto il lavoro, imperniato su riferimenti e campioni da L'attimo fuggente, è ricchissimo di ospiti di valore e prestigio.

Alla fine dello scorso anno è stato annunciato l'arrivo del secondo volume: Dead Poets 2: I Due Ordini è uscito l'11 gennaio per Glory Hole Records e può essere ordinato a questo link. Un'opera ancor più imponente, già solo per i numeri, ben 26 brani ed addirittura 63 MCs, inclusi tanti nomi ben noti dalle nostre parti, come Ice One, Danno, Claver Gold, Murubutu, Moder, Kento, Militant A.. Un lavoro ricchissimo, vario e di grande impatto, splendido manifesto del miglior rap italiano.

 

Sempre il 2 febbraio abbiamo poi accolto proprio uno degli ospiti del disco di Dj FastCut, Murubutu, per presentare Tenebra è la notte ed altri racconti di buio e crepuscoli, uscito il giorno prima per Mandibola Records e Glory Hole Records.

Si tratta del quinto album del rapper emiliano, e del terzo concept: dopo il mare ed il vento, il tema è la notte. "La notte come realtà parallela che trasforma magicamente i luoghi su cui cala mutandone i contorni, i colori ma anche le percezioni, i comportamenti e i sentimenti delle persone che la vivono. La notte come momento di riposo o tormento, ora sogno, ora incubo. Nell’album la notte si fa medium narrativo attraverso cui raccontare fenomeni complessi come la guerra, la solitudine, il lutto ma anche il fascino della natura, l’ispirazione artistica, l’amore."

Le liriche di Murubutu sono come sempre ricche e di forte ispirazione letteraria, e si amalgamano perfettamente con le produzioni, affidate in gran parte a beatmakers della scena hip hop nazionale (incluso lo stesso Dj Fastcut), con il loro suono classico e caldo. Molti gli ospiti, dai soci di sempre (La Kattiveria e Dj T-Robb) e a due talentuose voci femminili (Daniela Galli, Dia), da altri rapper che ben conosciamo (Caparezza, Mezzosangue, Claver Gold, Willie Peyote, Dutch Nazari). ad interventi strumentali di musicisti come Emanuele Reverberi dei nostri recenti ospiti (qui il podcast) Giardini di Mirò. Il risultato è un ottimo lavoro, che vuole essere "una dimostrazione, rivolta soprattutto alle giovani generazioni, di come si possa realizzare musica hip hop senza tralasciare concetti e riferimenti che possano contribuire ad una crescita culturale."



Andremo poi a fine marzo, quando abbiamo avuto il piacere di presentare in anteprima un disco in uscita la settimana seguente, che ha segnato il ritorno di un gruppo che seguiamo dall'esordio.. se non da prima.

Parliamo infatti de La Batteria, band romana che ha esordito nel 2015, ma che è composta da musicisti a noi già ben noti: Emanuele Bultrini alla chitarra, Paolo Pecorelli al basso e Stefano Vicarelli alle tastiere (tutti membri de La Fonderia, che avevamo portato a suonare a Lussemburgo per la prima edizione delle Panoplie Italian Nights, Emanuele anche nostro ospite in veste di cantautore), e David Nerattini, batterista fra gli altri di progetti che passiamo spesso come I.H.C. o La Comitiva. Vi abbiamo presentato il loro omonimo disco di esordio con un'intervista (qui il podcast), e poi non abbiamo avuto dubbi ad includerlo nelle Sentieri Sonori Picks 2015. L’anno seguente è iniziato con l’uscita di un bell’EP in download gratuito, Fegatelli, ed è continuato con la pubblicazione di un nuovo album, il 13 maggio. Si tratta di Tossico Amore, la loro personale reinterpretazione della colonna sonora di Amore Tossico, composta dal Maestro Detto Mariano per il film di culto di Claudio Caligari. Un progetto bello e particolare, che includeva anche la pubblicazione della colonna sonora originale, ancora inedita, e che siamo stati felici ed onorati di presentare in anteprima ospitando David Nerattini (qui il podcast).

Il loro nuovo album, La Batteria II, è uscito il 5 aprile per Penny Records e Goodfellas, ed è stato anticipato da un primo estratto, Largo. Se questo nuovo brano "riprende il discorso dal punto in cui La Batteria l’aveva lasciato alla fine del primo disco, ribadendo la tradizione della musica per immagini del nostro Paese", il disco riserva molte sorprese, in 18 pezzi e 70 minuti, che saranno pubblicato in un doppio vinile gatefold. "Un doppio album nella tradizione del rock classico degli anni ‘70, incurante e in antitesi con le regole del marketing liquido che vorrebbero tutto diluito in singoli dalla durata radiofonica o al massimo EP di pochi brani. Una sfida che La Batteria ha deciso di affrontare ripartendo dalle atmosfere cinematiche del primo album e allargandone i confini, portando alla luce le mille esperienze e i gusti personali dei suoi quattro componenti attraverso un vero e proprio viaggio in cui epoche e generi si fondono nello stile ormai inconfondibile della band romana. Prog-rock, funk, hip-hop, musica classica, elettronica, ritmi latini, italo-disco, psichedelia e hard rock si fondono così in un disco ancora una volta ricco di suggestioni visive."

 


READY TO TUNE IN?!!

11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Wednesday, August 14, 2019

In onda sabato mattina, riascolteremo le interviste a La Batteria, Dj FastCut & Murubutu

Domani è Ferragosto, molti di voi saranno in vacanza, ad ogni modo sabato non vi faremo mancare il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!
Appuntamento speciale, questa settimana, il quinto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.

Torneremo in questo caso in primo luogo ad inizio febbraio, quando ci siamo tuffati nel mondo del rap, ospitandone due grandi protagonisti, che sono fra l’altro amici ed hanno collaborato vicendevolmente nei loro nuovi album.

Parleremo in primo luogo del seguito di uno splendido disco pubblicato da Glory Hole Records il 19 dicembre 2016, che abbiamo presentato con un'intervista ad inizio 2017 (qui il podcast) ma che purtroppo avevamo ricevuto leggermente troppo tardi per inserirlo nelle Sentieri Sonori Picks 2016. Si intitola Dead Poets, ed è opera di Dj FastCut, dj e beatmaker sulle scene da una quindicina di anni, membro di GuastaF3st3 ed anche attivo a livello internazionale: "Made cuts for Snoop Dogg, Busta Rhymes, KRS ONE, Ghostface Killah, Raekwon.." Tutto il lavoro, imperniato su riferimenti e campioni da L'attimo fuggente, è ricchissimo di ospiti di valore e prestigio.

Alla fine dello scorso anno è stato annunciato l'arrivo del secondo volume: Dead Poets 2: I Due Ordini è uscito l'11 gennaio per Glory Hole Records e può essere ordinato a questo link. Un'opera ancor più imponente, già solo per i numeri, ben 26 brani ed addirittura 63 MCs, inclusi tanti nomi ben noti dalle nostre parti, come Ice One, Danno, Claver Gold, Murubutu, Moder, Kento, Militant A.. Un lavoro ricchissimo, vario e di grande impatto, splendido manifesto del miglior rap italiano.

 

Sempre il 2 febbraio abbiamo poi accolto proprio uno degli ospiti del disco di Dj FastCut, Murubutu, per presentare Tenebra è la notte ed altri racconti di buio e crepuscoli, uscito il giorno prima per Mandibola Records e Glory Hole Records.

Si tratta del quinto album del rapper emiliano, e del terzo concept: dopo il mare ed il vento, il tema è la notte. "La notte come realtà parallela che trasforma magicamente i luoghi su cui cala mutandone i contorni, i colori ma anche le percezioni, i comportamenti e i sentimenti delle persone che la vivono. La notte come momento di riposo o tormento, ora sogno, ora incubo. Nell’album la notte si fa medium narrativo attraverso cui raccontare fenomeni complessi come la guerra, la solitudine, il lutto ma anche il fascino della natura, l’ispirazione artistica, l’amore."

Le liriche di Murubutu sono come sempre ricche e di forte ispirazione letteraria, e si amalgamano perfettamente con le produzioni, affidate in gran parte a beatmakers della scena hip hop nazionale (incluso lo stesso Dj Fastcut), con il loro suono classico e caldo. Molti gli ospiti, dai soci di sempre (La Kattiveria e Dj T-Robb) e a due talentuose voci femminili (Daniela Galli, Dia), da altri rapper che ben conosciamo (Caparezza, Mezzosangue, Claver Gold, Willie Peyote, Dutch Nazari). ad interventi strumentali di musicisti come Emanuele Reverberi dei nostri recenti ospiti (qui il podcast) Giardini di Mirò. Il risultato è un ottimo lavoro, che vuole essere "una dimostrazione, rivolta soprattutto alle giovani generazioni, di come si possa realizzare musica hip hop senza tralasciare concetti e riferimenti che possano contribuire ad una crescita culturale."



Andremo poi a fine marzo, quando abbiamo avuto il piacere di presentare in anteprima un disco in uscita la settimana seguente, che ha segnato il ritorno di un gruppo che seguiamo dall'esordio.. se non da prima.

Parliamo infatti de La Batteria, band romana che ha esordito nel 2015, ma che è composta da musicisti a noi già ben noti: Emanuele Bultrini alla chitarra, Paolo Pecorelli al basso e Stefano Vicarelli alle tastiere (tutti membri de La Fonderia, che avevamo portato a suonare a Lussemburgo per la prima edizione delle Panoplie Italian Nights, Emanuele anche nostro ospite in veste di cantautore), e David Nerattini, batterista fra gli altri di progetti che passiamo spesso come I.H.C. o La Comitiva. Vi abbiamo presentato il loro omonimo disco di esordio con un'intervista (qui il podcast), e poi non abbiamo avuto dubbi ad includerlo nelle Sentieri Sonori Picks 2015. L’anno seguente è iniziato con l’uscita di un bell’EP in download gratuito, Fegatelli, ed è continuato con la pubblicazione di un nuovo album, il 13 maggio. Si tratta di Tossico Amore, la loro personale reinterpretazione della colonna sonora di Amore Tossico, composta dal Maestro Detto Mariano per il film di culto di Claudio Caligari. Un progetto bello e particolare, che includeva anche la pubblicazione della colonna sonora originale, ancora inedita, e che siamo stati felici ed onorati di presentare in anteprima ospitando David Nerattini (qui il podcast).

Il loro nuovo album, La Batteria II, è uscito il 5 aprile per Penny Records e Goodfellas, ed è stato anticipato da un primo estratto, Largo. Se questo nuovo brano "riprende il discorso dal punto in cui La Batteria l’aveva lasciato alla fine del primo disco, ribadendo la tradizione della musica per immagini del nostro Paese", il disco riserva molte sorprese, in 18 pezzi e 70 minuti, che saranno pubblicato in un doppio vinile gatefold. "Un doppio album nella tradizione del rock classico degli anni ‘70, incurante e in antitesi con le regole del marketing liquido che vorrebbero tutto diluito in singoli dalla durata radiofonica o al massimo EP di pochi brani. Una sfida che La Batteria ha deciso di affrontare ripartendo dalle atmosfere cinematiche del primo album e allargandone i confini, portando alla luce le mille esperienze e i gusti personali dei suoi quattro componenti attraverso un vero e proprio viaggio in cui epoche e generi si fondono nello stile ormai inconfondibile della band romana. Prog-rock, funk, hip-hop, musica classica, elettronica, ritmi latini, italo-disco, psichedelia e hard rock si fondono così in un disco ancora una volta ricco di suggestioni visive."

 


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!

Sabato 17 agosto, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Saturday, August 10, 2019

Francesco Di Bella, Alessio Bondì & I hate my village nel podcast della settimana, già online

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, in cui abbiamo riproposto le interviste a Francesco Di Bella, Alessio Bondì e I hate my village, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:
1
Eurocrime!Calibro 35
2
‘O diavoloFrancesco Di Bella
3
Il giardino nascostoFrancesco Di Bella
4
Addo' staje tuEPO
5
Si Fussi FemminaAlessio Bondì
6
CafeAlessio Bondì
7
SicilianaSmuggler Brothers
8
Tony Hawk of GhanaI hate my village
9
AcquaragiaI hate my village


In onda stamattina, riascolteremo le interviste a Francesco Di Bella, Alessio Bondì & I hate my village

È arrivato il weekend, pronti come ogni sabato a seguirci su nuovi Sentieri Sonori?
Appuntamento speciale, questa settimana, il quarto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.

Quest'oggi inizieremo tornando ad inizio novembre 2018, quando abbiamo dato il bentornato ad un artista che apprezziamo e seguiamo da molto tempo, e che siamo già stati lieti di accogliere in trasmissione due anni prima (qui il podcast).

Francesco Di Bella è stato per 15 anni il frontman dei 24 Grana, band napoletana dal percorso originale e variegato, iniziato fra punk, elettronica e dub, proseguito con esplorazioni psichedeliche e finito per avvicinarsi al cantautorato. Nel 2013 ha lasciato il gruppo per dedicarsi ad un percorso solista che aveva iniziato già da qualche anno, e l’anno seguente ha pubblicato Francesco Di Bella & Ballads Café, album composto per la quasi totalità da brani del repertorio dei 24 Grana, reintepretati in chiave più intimista. Il suo primo disco di inediti, Nuova Gianturco, è uscito nel settembre 2016 per La Canzonetta: un lavoro che ci è piaciuto molto, che ha confermato il talento dell'artista napoletano, autore di melodie dolci e coinvolgenti e di testi mai banali, e che abbiamo incluso nelle nostre Sentieri Sonori Picks 2016.

Lo stesso è successo nel 2018 al suo nuovo album, 'O diavolo, pubblicato a fine ottobre, sempre per La Canzonetta: uno splendido disco, che da un lato ci fa ritrovare un autore che amiamo molto, con il suo inconfondibile stile ed il suo grande gusto melodico, e dall’altro ci fa scoprire le sue ultime esplorazioni sonore, come sempre molto varie e libere.



Andremo poi ad inizio gennaio, quando abbiamo ospitato l'autore di una delle più liete sorprese degli ultimi mesi, che non abbiamo esitato ed includere nelle nostre Sentieri Sonori Picks 2018.

Si tratta del secondo album di Alessio Bondì, giovane e talentuoso cantautore siciliano che ha esordito nel 2015 con Sfardo, raccogliendo consensi e riconoscimenti. È stato definito come "una via di mezzo tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri", per la sua capacità di unire le moderne sonorità internazionali alla tradizione musicale della sua terra, testimoniata anche dal cantato in siciliano. Nel 2017 il disco è stato ristampato in 10 Paesi, e Bondì ha iniziato a farsi conoscere internazionalmente, finendo per innamorarsi della musica brasiliana ed imparare il portoghese, ed andando anche a vivere per qualche tempo a Barcellona, dove ha appreso anche un po’ di spagnolo.

Un percorso che pare aver lasciato un segno importante nella sua carriera, a giudicare da Nivuru, il suo secondo disco, prodotto da Fabio Rizzo ed uscito il 2 novembre per 800A Records. Un titolo che in siciliano significa nero, per un album che è invece un'esplosione di suoni e colori, "un viaggio dentro la potenza della Sicilia tra ritmi vivaci e sospensioni improvvise. Lontano da climi folkloristici o tradizionali, la tracklist rappresenta piuttosto un ponte tra una Sicilia profonda, l’Africa e l’America Latina, il cui sound si snoda tra ritmi afro-funk, soul, musica popular do Brasil e scenari poetici, umidi di sesso e disperazione, spaesamenti e momenti luminosissimi." Un lavoro che sorprende, conquista e che si fatica molto ad estrarre dallo stereo, per freschezza, originalità e qualità della proposta.

 


Sempre nella stessa trasmissione, abbiamo presentato in anteprima il debutto di un nuovo progetto, formato però da musicisti molto ben noti dalle nostre parti.

Si chiama I hate my village, ed è il risultato dell'unione della batteria di Fabio Rondanini (Calibro 35 ed Afterhours, fra gli altri) con la chitarra di Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri), con la partecipazione della voce di Alberto Ferrari (Verdena) e la produzione di Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Una collaborazione nata dalla loro comune passione per la musica africana, nata sui palchi accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré. Il primo frutto era stato il singolo che aveva lanciato l'uscita del secondo disco da solista del chitarrista romano, che ci aveva anche parlato di queste loro affinità elettiva nell'intervista che ci aveva concesso all'uscita del disco (qui il podcast).

A partire da là, "jam dopo jam prendono forma 9 incredibili tracce in cui melodie e ritmi dalla Madre Africa si fondono con timbriche occidentali, ottenendo una miscela di straordinario effetto. Questo risultato si amplifica ulteriormente grazie al contributo di uno dei personaggi chiave del rock nostrano dagli anni ’90: Alberto Ferrari si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi - apparentemente lontani - che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre. Il suono che deriva da questo magico incontro è coraggioso ed innovativo. In cabina di regia Marco Fasolo lo restituisce in maniera emozionante, dimostrandosi ancora una volta uno dei produttori più visionari e abili, tanto nel riprendere l’energia dei musicisti in gioco, quanto nel raccontare tutti i variopinti paesaggi sonori della loro scrittura." Uno splendido progetto, ed un disco molto bello e coinvolgente, che è stato pubblicato il 18 gennaio da La Tempesta International, e che siamo stati fieri di poter presentare in anteprima.


READY TO TUNE IN?!!
11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Thursday, August 8, 2019

In onda sabato mattina, riascolteremo le interviste a Francesco Di Bella, Alessio Bondì & I hate my village

La settimana sta come sempre volando via, si avvicina il weekend, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!
Appuntamento speciale, questa settimana, il quarto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.

Questo sabato inizieremo tornando ad inizio novembre 2018, quando abbiamo dato il bentornato ad un artista che apprezziamo e seguiamo da molto tempo, e che siamo già stati lieti di accogliere in trasmissione due anni prima (qui il podcast).

Francesco Di Bella è stato per 15 anni il frontman dei 24 Grana, band napoletana dal percorso originale e variegato, iniziato fra punk, elettronica e dub, proseguito con esplorazioni psichedeliche e finito per avvicinarsi al cantautorato. Nel 2013 ha lasciato il gruppo per dedicarsi ad un percorso solista che aveva iniziato già da qualche anno, e l’anno seguente ha pubblicato Francesco Di Bella & Ballads Café, album composto per la quasi totalità da brani del repertorio dei 24 Grana, reintepretati in chiave più intimista. Il suo primo disco di inediti, Nuova Gianturco, è uscito nel settembre 2016 per La Canzonetta: un lavoro che ci è piaciuto molto, che ha confermato il talento dell'artista napoletano, autore di melodie dolci e coinvolgenti e di testi mai banali, e che abbiamo incluso nelle nostre Sentieri Sonori Picks 2016.

Lo stesso è successo nel 2018 al suo nuovo album, 'O diavolo, pubblicato a fine ottobre, sempre per La Canzonetta: uno splendido disco, che da un lato ci fa ritrovare un autore che amiamo molto, con il suo inconfondibile stile ed il suo grande gusto melodico, e dall’altro ci fa scoprire le sue ultime esplorazioni sonore, come sempre molto varie e libere.



Andremo poi ad inizio gennaio, quando abbiamo ospitato l'autore di una delle più liete sorprese degli ultimi mesi, che non abbiamo esitato ed includere nelle nostre Sentieri Sonori Picks 2018.

Si tratta del secondo album di Alessio Bondì, giovane e talentuoso cantautore siciliano che ha esordito nel 2015 con Sfardo, raccogliendo consensi e riconoscimenti. È stato definito come "una via di mezzo tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri", per la sua capacità di unire le moderne sonorità internazionali alla tradizione musicale della sua terra, testimoniata anche dal cantato in siciliano. Nel 2017 il disco è stato ristampato in 10 Paesi, e Bondì ha iniziato a farsi conoscere internazionalmente, finendo per innamorarsi della musica brasiliana ed imparare il portoghese, ed andando anche a vivere per qualche tempo a Barcellona, dove ha appreso anche un po’ di spagnolo.

Un percorso che pare aver lasciato un segno importante nella sua carriera, a giudicare da Nivuru, il suo secondo disco, prodotto da Fabio Rizzo ed uscito il 2 novembre per 800A Records. Un titolo che in siciliano significa nero, per un album che è invece un'esplosione di suoni e colori, "un viaggio dentro la potenza della Sicilia tra ritmi vivaci e sospensioni improvvise. Lontano da climi folkloristici o tradizionali, la tracklist rappresenta piuttosto un ponte tra una Sicilia profonda, l’Africa e l’America Latina, il cui sound si snoda tra ritmi afro-funk, soul, musica popular do Brasil e scenari poetici, umidi di sesso e disperazione, spaesamenti e momenti luminosissimi." Un lavoro che sorprende, conquista e che si fatica molto ad estrarre dallo stereo, per freschezza, originalità e qualità della proposta.

 


Sempre nella stessa trasmissione, abbiamo presentato in anteprima il debutto di un nuovo progetto, formato però da musicisti molto ben noti dalle nostre parti.

Si chiama I hate my village, ed è il risultato dell'unione della batteria di Fabio Rondanini (Calibro 35 ed Afterhours, fra gli altri) con la chitarra di Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri), con la partecipazione della voce di Alberto Ferrari (Verdena) e la produzione di Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Una collaborazione nata dalla loro comune passione per la musica africana, nata sui palchi accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré. Il primo frutto era stato il singolo che aveva lanciato l'uscita del secondo disco da solista del chitarrista romano, che ci aveva anche parlato di queste loro affinità elettiva nell'intervista che ci aveva concesso all'uscita del disco (qui il podcast).

A partire da là, "jam dopo jam prendono forma 9 incredibili tracce in cui melodie e ritmi dalla Madre Africa si fondono con timbriche occidentali, ottenendo una miscela di straordinario effetto. Questo risultato si amplifica ulteriormente grazie al contributo di uno dei personaggi chiave del rock nostrano dagli anni ’90: Alberto Ferrari si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi - apparentemente lontani - che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre. Il suono che deriva da questo magico incontro è coraggioso ed innovativo. In cabina di regia Marco Fasolo lo restituisce in maniera emozionante, dimostrandosi ancora una volta uno dei produttori più visionari e abili, tanto nel riprendere l’energia dei musicisti in gioco, quanto nel raccontare tutti i variopinti paesaggi sonori della loro scrittura." Uno splendido progetto, ed un disco molto bello e coinvolgente, che è stato pubblicato il 18 gennaio da La Tempesta International, e che siamo stati fieri di poter presentare in anteprima.


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 10 agosto, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Saturday, August 3, 2019

Cor Veleno, Piotta e CaL-IcE (Cal & Ice One) nel podcast della settimana, già online

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, in cui abbiamo riproposto le interviste a Cor VelenoPiotta e CaL-IcE (Cal & Ice One), o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:
1
Eurocrime!Calibro 35
2
Inizia cosìCal-Ice (CaL+IceOne)
3
UltimatumCal-Ice (CaL+IceOne)
4
CalicantoClaver Gold & Kintusgi
5
Capita lunedi (feat. Willie Peyote, Inoki Ness & Bonnot)Mauras
6
Niente da direKaso
7
Solo per noiPiotta
8
Un'estate ed è finito (feat. Primo) [2018 Version]Piotta
9
Niente in cambio (feat. Giuliano Sangiorgi & Roy Paci)Cor Veleno
10
A pieno titolo feat. DannoCor Veleno