Chi ci segue sa che ogni tanto ci concediamo di uscire dagli abituali sentieri sonori italiani per qualche novità internazionale di particolare rilievo.
Come non considerare tale il nuovo singolo di quella che non esitiamo a definire una delle voci più iconiche degli ultimi cinquant'anni, ovvero Michael Stipe, che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica con gli R.E.M..
Sono passati quindici anni dall'ultimo album della band di Athens, e Stipe ha pubblicato giusto una manciata di brani, fra singoli, collaborazioni, colonne sonore ed iniziative benefiche. Il più recente è uscito a marzo, ed è il tema principale di Rooster, serie originale di HBO creata dall'autore di Scrubs, Bill Lawrence, con protagonista Steve Carell.
Si intitola I Played the Fool, e lo vede affiancato da Andrew Watt, produttore, musicista ed autore newyorkese, al lavoro fra gli altri con Rolling Stones, Paul McCartney, Ozzy Osbourne, Pearl Jam, Iggy Pop e Lady Gaga. Con loro alla batteria in studio c'era Travis Barker (Blink-182 e tanti altri progetti), mentre nella recente apparizione al Jimmy Kimmel Live troviamo Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, ed alle chitarre Troy Van Leeuwen dei Queen of the Stone Age e Chris Chaney, già nei Jane's Addiction. Oggi vi proponiamo entrambe le versioni, incrociando le dita che questo primo singolo da tre anni possa preannunciare quell'album da solista che tanto attendiamo: enjoy!!
Fra le novità presentate sabato scorso in trasmissione (qui il podcast) c'era il nuovo singolo di un interessante progetto.
Sotto il moniker Red Red Flamingo opera dal 2024 Daniele Pertosa, emergente artista pugliese che intreccia influenze 60's, britpop e psichedeliche in uno scenario vintage e surreale, in un mondo in cui "le chitarre Jaguar e le batterie Ludwig godono ancora di un determinato fascino".
Dopo un primo singolo, How soon is too soon, lo scorso 19 dicembre la label/collettivo Dischi Uappissimi ha pubblicato il suo primo EP, Sugarland, arrangiato, prodotto e suonato con Fabrizio Semerano (Inude, Plof, Porto Rubino).
Lo stesso team ha realizzato il suo nuovo singolo, White Lies, uscito il 15 maggio. Una splendida canzone, che vede la partecipazione di un'altra artista pugliese di cui vi abbiamo parlato sia in trasmissione che qui sul blog, Gaia Rollo, anche lei autrice di un ottimo primo EP a fine 2025.
Oggi vogliamo proporvene il bel video, che rispecchia bene l’intimità del brano: una stanza, la stessa dove è nata White Lies, ed una vecchia fotocamera guidata dalla mano di Francesca Napolitano: enjoy!!
La scorsa settimana è uscito un singolo molto interessante, che segna il debutto di un nuovo progetto, che riunisce però due artisti dalla lunga storia.
Conosciamo bene Giorgio Baldi, musicista, chitarrista, autore e produttore, in primis per la lunga collaborazione con Max Gazzè, ma è molto lunga la lista degli artisti con cui ha lavorato. Ha infatti scritto, prodotto ed arrangiato fra gli altri per Raf, Tommaso Di Giulio, Luca Faggella, Von Datty, Marina Rei, Paola Turci, Angela Baraldi, Volwo, Andrea Chimenti, Matthew Marston, ed anche per Stan Ridgway. Ha anche composto per cinema, radio e spot televisivi, nonché per una trilogia di installazioni della Dorothy Circus Gallery.
Marco Coluzzi è stato invece attivo fra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, come cantante chitarrista ed autore dei Magic Potion, band di punta dell'ondata neo-psichedelica dell'epoca, con cui si fece conoscere anche oltre frontiera. Nel loro sound, "i riferimenti alla psichedelia più visionaria di Syd Barrett e del primo underground londinese si intrecciano con elementi del paisley underground americano. Ciò che emerge sono melodie oblique, atmosfere sospese, chitarre riverberanti e un'estetica neo-garage con un'atmosfera decisamente anni Sessanta."
Elementi che ritroviamo ora in questo nuovo progetto che li riunisce, sotto il nome Fuzz Garden. Mercoledì scorso, 3 giugno, Funky Juice Records ha pubblicato il loro primo singolo, che vi presentiamo oggi: Marco ne ha scritto melodia e testo, mentre Giorgio lo ha arrangiato, suonato, registrato e missato. Si intitola Broken camera, ed è stato ispirato dalla "scoperta fortuita, per le strade di Oxford, di una vecchia macchina fotografica analogica con un rullino ancora da sviluppare. Da questo oggetto dimenticato prende forma una riflessione poetica: le fotografie diventano simboli di ricordi sbiaditi, frammenti di una storia passata e di un amore ormai perduto. La Broken camera rappresenta quindi l’impossibilità di fermare il tempo e di recuperare pienamente il passato, suggerendo che alcune esperienze, per quanto evocative, sono destinate a rimanere incomplete o a svanire." Enjoy!!
È arrivato il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!
Per la ventinovesima puntata della ventinovesima stagione della trasmissione vi proporremo come sempre un po' di novità interessanti, ed accoglieremo due graditissimi ospiti. Fra le tante uscite di queste settimane, ascolteremo e parleremo di Jolly Mare & Piero Umiliani, C'mon Tigre, Willie Peyote, The Sleeping Tree, Red Red Flamingo feat. Gaia Rollo e Michele Ducci.. Come ogni primo sabato del mese, tornerà la nostra nuova rubrica mensile, che abbiamo deciso di intitolare Radiolescenza. Il protagonista è infatti un teenager italiano cresciuto a Lussemburgo, Roberto, che nonostante la giovane età sta già coltivando una grande passione per la musica. Per me è una gioia vederlo scoprire ed esplorare con crescente interesse mille artisti e generi (dall'hip-hop al punk, dal rock al reggae, alla canzone d'autore..) ed abbiamo pensato fosse giusto introdurre una voce giovane in una trasmissione di cinquantenni: sceglie e ci presenta ogni volta un album, e per la prima volta si occuperà di una nuova uscita, Disincanto, il nuovo disco di Madame. L'intervista della settimana sarà dedicata per una volta ad una novità che non è discografica ma editoriale, anche se il libro in questione parla (anche) di musica.
Si tratta di Un pubblico meraviglioso, il memoir scritto da Andrea Lai della sua amicizia con il compianto Riccardo Petitti, con il quale cui sotto il nome Agatha diffuse a Roma i suoni più moderni dell’elettronica internazionale, fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo. Erano gli anni in cui il sottoscritto muoveva i primi passi in radio, proprio a Roma, in un’emittente all’epoca veramente speciale, RadioRock, mentre sia Andrea che Riccardo trasmettevano in un’altra storica emittente indipendente della capitale, Radio Città Futura. Quasi per caso, iniziarono a collaborare per organizzare delle serate a sostegno della radio, e la location scelta fu il Brancaleone, centro sociale nascosto in una stradina a fianco della riserva naturale della valle dell'Aniene, con la sua sala interamente nera.
Un'epoca incredibilmente fervida, nella quale il web non esisteva o quasi, in cui Agatha portò Roma a diventare una delle piazze maggiormente al passo con i tempi dei nuovi groove dei breakbeat, della drum'n'bass, della jungle, e dei mille generi e sottogeneri che nascevano senza sosta. Ogni settimana migliaia di persone si perdevano fra i suoni dei DJ e le luci ed immagini dei VJ (altro elemento allora innovativo), per un rito collettivo, pacifico quanto liberatorio, cui ho partecipato tante volte anche dopo essermi trasferito a Lussemburgo, quando il venerdì al Branca era tappa fissa dei frequenti weekend romani.
Una storia splendida, ma anche irta di difficoltà, come succede a tutti i pionieri. Andrea ce la fa rivivere in modo bello e coinvolgente, in un racconto che unisce arte, cultura, società, politica e che offre mille spunti di riflessione, anche personali. Tengo ad esempio a citare un passaggio che mi ha emozionato, come succede quando ti sembra che l'autore stia parlando per te: "Per Riccardo e per me, la musica è arte domestica. Bagna il quotidiano, scorre negli ascensori e nei bar, accompagna la cottura delle torte e l'attesa ai semafori, amplifica il sesso e mitiga il dolore. È un bene comune che nutre in egual modo l'amore e la disperazione, che ti conduce nell'estasi più alta e nel baratro più oscuro. Ti fa sentire una persona irripetibile o ti fa sentire uguale a tutti gli altri. E la colonna sonora di miliardi di vite, eppure, una grammatica per pochi perché è un'arte complessa, altissima, che sfiora la filosofia e la mette alla prova." Saremo lieti di dare il benvenuto in trasmissione ad Andrea per parlarne, e per rendere un doveroso omaggio a Riccardo, che ci ha lasciati troppo presto.
La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?! Stamattina, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live stream e podcast a questo link.
La nostra rubrica del venerdì, con cui usciamo dall'incessante flusso delle nuove uscite per proporvi un disco da (ri)scoprire insieme nel weekend che sta per iniziare, come spesso capita è legata alla trasmissione della settimana.
Avremo infatti il piacere di ospitare Andrea Lai per presentare Un pubblico meraviglioso, il libro in cui racconta la sua amicizia con il compianto Riccardo Petitti, che diede nascita ad Agatha, serata che mise Roma al centro della scena elettronica per quasi dieci anni.
Fra i tanti artisti di prestigio ospiti di Agatha ci furono i Royalize, side-project dei Casino Royale che vedeva BBDAI (aka Alioscia, voce della band) e Pardo (aka Michelino, il loro chitarrista) tuffarsi nei nuovi suoni elettronici che erano arrivati d'oltremanica. Influenze che si erano sentite anche nell'evoluzione dei Casino, portando nel 1997 ad un album come CRX, registrato a Londra con Tim Homes (già produttore dei Primal Scream e co-leader dei Death in Vegas), l'ultimo prima dell'uscita di Giuliano Palma e di una pausa quasi decennale.
Nel 1998 la band creò la propria etichetta, Royality, che l'anno successivo pubblicò quello che è rimasto l'unico disco dei Royalize, RYLZ. Al fianco di BBDAI e Pardo, uno dei produttori più in voga del momento, Steve Carr aka Digital, e qualche ottimo ospite: troviamo infatti le voci dei Soul Kingdom (ovvero altri due Casino, Giuliano Palma e Patrick Benifei), di Raiz degli Almamegretta e di Asia Argento, nonché gli scratch di Dj Gruff, anche lui reduce dalla militanza nella band.
Il risultato è un lavoro di grande impatto, che esplora drum'n'bass e dintorni in modo molto affascinante, che vi invitiamo a (ri)scoprire con noi nel weekend in arrivo fra poche ore: enjoy!!
Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!
Per la ventinovesima puntata della ventinovesima stagione della trasmissione vi proporremo come sempre un po' di novità interessanti, ed accoglieremo due graditissimi ospiti. Fra le tante uscite di queste settimane, ascolteremo e parleremo di Jolly Mare & Piero Umiliani, C'mon Tigre, Willie Peyote, The Sleeping Tree, Red Red Flamingo feat. Gaia Rollo e Michele Ducci.. Come ogni primo sabato del mese, tornerà la nostra nuova rubrica mensile, che abbiamo deciso di intitolare Radiolescenza. Il protagonista è infatti un teenager italiano cresciuto a Lussemburgo, Roberto, che nonostante la giovane età sta già coltivando una grande passione per la musica. Per me è una gioia vederlo scoprire ed esplorare con crescente interesse mille artisti e generi (dall'hip-hop al punk, dal rock al reggae, alla canzone d'autore..) ed abbiamo pensato fosse giusto introdurre una voce giovane in una trasmissione di cinquantenni: sceglie e ci presenta ogni volta un album, e per la prima volta si occuperà di una nuova uscita, Disincanto, il nuovo disco di Madame. L'intervista della settimana sarà dedicata per una volta ad una novità che non è discografica ma editoriale, anche se il libro in questione parla (anche) di musica.
Si tratta di Un pubblico meraviglioso, il memoir scritto da Andrea Lai della sua amicizia con il compianto Riccardo Petitti, con il quale cui sotto il nome Agatha diffuse a Roma i suoni più moderni dell’elettronica internazionale, fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo. Erano gli anni in cui il sottoscritto muoveva i primi passi in radio, proprio a Roma, in un’emittente all’epoca veramente speciale, RadioRock, mentre sia Andrea che Riccardo trasmettevano in un’altra storica emittente indipendente della capitale, Radio Città Futura. Quasi per caso, iniziarono a collaborare per organizzare delle serate a sostegno della radio, e la location scelta fu il Brancaleone, centro sociale nascosto in una stradina a fianco della riserva naturale della valle dell'Aniene, con la sua sala interamente nera.
Un'epoca incredibilmente fervida, nella quale il web non esisteva o quasi, in cui Agatha portò Roma a diventare una delle piazze maggiormente al passo con i tempi dei nuovi groove dei breakbeat, della drum'n'bass, della jungle, e dei mille generi e sottogeneri che nascevano senza sosta. Ogni settimana migliaia di persone si perdevano fra i suoni dei DJ e le luci ed immagini dei VJ (altro elemento allora innovativo), per un rito collettivo, pacifico quanto liberatorio, cui ho partecipato tante volte anche dopo essermi trasferito a Lussemburgo, quando il venerdì al Branca era tappa fissa dei frequenti weekend romani.
Una storia splendida, ma anche irta di difficoltà, come succede a tutti i pionieri. Andrea ce la fa rivivere in modo bello e coinvolgente, in un racconto che unisce arte, cultura, società, politica e che offre mille spunti di riflessione, anche personali. Tengo ad esempio a citare un passaggio che mi ha emozionato, come succede quando ti sembra che l'autore stia parlando per te: "Per Riccardo e per me, la musica è arte domestica. Bagna il quotidiano, scorre negli ascensori e nei bar, accompagna la cottura delle torte e l'attesa ai semafori, amplifica il sesso e mitiga il dolore. È un bene comune che nutre in egual modo l'amore e la disperazione, che ti conduce nell'estasi più alta e nel baratro più oscuro. Ti fa sentire una persona irripetibile o ti fa sentire uguale a tutti gli altri. E la colonna sonora di miliardi di vite, eppure, una grammatica per pochi perché è un'arte complessa, altissima, che sfiora la filosofia e la mette alla prova." Saremo lieti di dare il benvenuto in trasmissione ad Andrea per parlarne, e per rendere un doveroso omaggio a Riccardo, che ci ha lasciati troppo presto.
La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?! Sabato 6 giugno, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live stream e podcast a questo link.
Fra le tante uscite di queste settimane, siamo stati molto colpiti dall'esordio di un giovanissimo duo tarantino.
Il progetto Taxology nasce nel 2024 dall'incontro e dalla sperimentazione sonora del diciannovenne Andrea Rizzi e del ventenne Giuseppe Bitonte. "Fin dagli esordi il duo sviluppa una scrittura orientata alla contaminazione e alla costruzione di paesaggi sonori stratificati, in cui convivono psichedelia, suggestioni cinematografiche, aperture orchestrali e pulsazioni contemporanee. La loro identità artistica si fonda sull’idea di classificazione come atto creativo: trasformare la tassonomia scientifica (in inglese taxonomy) in un dispositivo narrativo capace di organizzare stati emotivi, visioni e immaginari in forma musicale."
Lo scorso 8 maggio 2026 NOS Records, l'ottima etichetta diretta da Amerigo Verardi, ha pubblicato il loro primo album, A Deep Dive In The Colourful And Mysterious Garden Of Mr. Taxology. "Un concept album corposo (ben 15 tracce) e unitario: un’immersione in un giardino ipnagogico e visionario, attraversato dalla voce narrante di Bruno Vergani, che guida l’ascoltatore in un cammino onirico verso la propria essenza. Il riferimento alla tassonomia – la disciplina che classifica gli organismi viventi – diventa chiave sia poetica sia strutturale: diversi brani riprendono la nomenclatura botanica, trasformando la scienza in metafora degli stati di coscienza. Ne nasce un erbario interiore, una tassonomia psichica in cui ogni composizione è un organismo autonomo all’interno di un ecosistema coerente."
Un lavoro ricco anche dal punto di vista musicale, la cui "scrittura intreccia suggestioni psichedeliche e cinematografiche, atmosfere sospese tra il retrò e il contemporaneo, con accenti funky e aperture orchestrali. La tavolozza timbrica è ampia: chitarre, pianoforte e tastiere dialogano con archi e fiati, mentre sitar, mandolino e percussioni orchestrali ampliano continuamente il campo sonoro."
Non può non colpire e sorprendere l'originalità e lo spessore del disco, che è stato registrato, prodotto, arrangiato e mixato da Andrea Rizzi nel suo studio domestico a Taranto. Possiamo anticipare che lo presenteremo presto con una bella intervista, nell'attesa di invitiamo a tuffarvi nel loro mondo con il video del primo singolo, Mandragora Caulescens: enjoy!!
Come ogni primavera, sta arrivando il momento di quella che per noi è diventata una bella abitudine, annunciata sette anni e mezzo fa in trasmissione.
In quell'occasione avevamo infatti ospitato, come facciamo periodicamente, Steven Forti di Zibaldone (Radio Contrabanda), con cui avevamo parlato fra l'altro di una delle sue innumerevoli attività, quella con il Club Tenco. Ci aveva infatti raccontato quella che era stata la 42a edizione della Rassegna della canzone d'autore, che si tiene ogni anno ad ottobre a Sanremo. Nel corso della manifestazione vengono consegnati i Premi Tenco, assegnati dal direttorio del Club ad artisti affermati per il complesso della loro opera, e le Targhe Tenco, che invece premiano dal 1984 canzoni e dischi dell'anno, sulla base dei voti di una giuria di oltre 300 giornalisti musicali ed operatori del settore.
Le Targhe Tenco sono sei: Migliore album, Miglior canzone, Album in dialetto, Opera prima, Album di interprete e Album a progetto realizzato con l'intervento di più artisti, il cui premio va al produttore dell’album. Vengono assegnate dalla giuria con votazioni in due turni: tre titoli per ogni categoria nel primo, uno solo nel ballottaggio finale tra i 5 titoli meglio piazzati. La novità riguardava proprio questa giuria: dal 2019 ho infatti il piacere e l'onore di farne parte. L'invito dell'amico Steven, che ringrazio, rappresenta ovviamente una grande soddisfazione, ma soprattutto un importante riconoscimento per quello che Sentieri Sonori fa per la musica italiana ormai da quasi trent'anni.
Anche quest'anno vi terremo informati dello svolgimento della manifestazione, e per iniziare oggi ricordiamo a i vincitori della scorsa edizione:
Miglior album: Lucio Corsi - Volevo essere un duro
Miglior album Interprete: Ginevra Di Marco - Kaleidoscope
Miglior canzone: Volevo essere un duro - Lucio Corsi
Fra le novità presentate sabato scorso in trasmissione (qui il podcast) c'era la prima anticipazione del nuovo disco di una band che confessiamo non conoscevamo.
Si chiamano Electric Circus, sono basati a Torino, e "propongono un’esperienza musicale che fonde groove funk, afrobeat, psichedelia e influenze world music."
Hanno ottenuto ottimi riscontri fin dal loro esordio con l'album Canicola, dopo un tour negli Stati Uniti e diverse collaborazioni internazionali. Hanno poi pubblicato On est ensemble, EP realizzato insieme al duo maliano Sahel Roots che "mette in luce la loro affinità con sonorità africane e radici musicali, integrandole con elementi funk, blues e psichedelici."
Il loro percorso prosegue ora con un nuovo album, Rites, in uscita il 27 novembre per Killer Groove Records, che "riunisce funk, afrobeat e psichedelia in un’esperienza musicale immersiva, costruita su un suono sfaccettato ma coerente, che rafforza ulteriormente l’identità della band." Sabato ve ne abbiamo proposto la prima anticipazione, intitolata High Fever e pubblicata lo scorso 15 maggio: "un viaggio nella materia del groove, in cui ogni elemento trova il proprio spazio in un equilibrio dinamico tra istinto e costruzione. La band conferma il proprio approccio: una musica suonata, organica, che nasce dalla jam e si sviluppa attraverso una ricerca sonora attenta e stratificata." Oggi ve ne presentiamo il bel video, prodotto da Luca Rabellino, Matteo Contin e Dario Omizzolo: enjoy!!