Saturday, January 19, 2019

Riccardo Sinigallia, nuovo singolo e video: Niente mi fa come mi fai tu

Questo pomeriggio torniamo a parlare di una delle più importanti uscite degli ultimi mesi, che ha segnato il ritorno un artista che seguiamo e stimiamo da tanti anni.

Cantautore, musicista, produttore, Riccardo Sinigallia si è fatto apprezzare nel tempo per il suo lavoro in mille progetti: possiamo citare gli inizi con i 6 suoi Ex, le collaborazioni con Niccolò Fabi, Max Gazzé, Frankie HI-NRG MC e Tiromancino, il progetto La Comitiva, e negli ultimi anni i dischi dei Deproducers (con Gianni Maroccolo, Max Casacci e Vittorio Cosma) e produzioni come Coez e Motta. All'omonimo debutto da solista del 2003 aveva fatto seguito Incontri a metà strada nel 2006, per poi farci attendere fino alla primavera 2014, quando Per tutti è stato pubblicato e lanciato a Sanremo, per poi essere portato in un lungo tour. Attesa più che ripagata, però, da un album di assoluto valore, che vi abbiamo presentato con una bella intervista e che abbiamo inserito nelle Sentieri Sonori Picks 2014.

Possiamo dire lo stesso del suo nuovo disco, Ciao Cuore, uscito il 14 settembre, presentato dando il bentornato in trasmissione a Riccardo a novembre (qui il podcast) ed entrato nelle nostre Picks 2018. Un lavoro di grande spessore, lirico e musicale, che lo conferma come uno dei cantautori di maggiore talento che l'Italia abbia espresso negli ultimi decenni, segnandone un'ulteriore crescita e maturazione.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato il nuovo video, con cui Dandaddy ha espresso magistralmente in immagini uno dei brani più toccanti del disco, Niente mi fa come mi fai tu: enjoy!!




In onda stamattina, tornano i Radioracconti!!

È arrivato il weekend, pronti come ogni sabato a seguirci su nuovi Sentieri Sonori?

Appuntamento speciale, questa settimana, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo l'amico Jacopo: ecco nati i Radioracconti di Sentieri Sonori, che vanno in onda una volta al mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.




Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Friday, January 18, 2019

I hate my village (Rondanini/Viterbini) CD-tipp di Radio ARA della prossima settimana!!

Come sapete, abbiamo periodicamente l'onore di scegliere e presentare il CD-tipp, disco della settimana di Radio ARA: da lunedì a venerdì, un brano al giorno, alle 18.
Ci pare giusto annunciarvi che la prossima settimana sarà nuovamente il nostro turno, anche perché ci occuperemo di un disco che abbiamo presentato sabato scorso con un'intervista, lo splendido debutto di un nuovo progetto, formato però da musicisti molto ben noti dalle nostre parti.

Si chiama I hate my village, ed è il risultato dell'unione della batteria di Fabio Rondanini (Calibro 35 ed Afterhours, fra gli altri) con la chitarra di Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri), con la partecipazione della voce di Alberto Ferrari (Verdena) e la produzione di Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Una collaborazione nata dalla loro comune passione per la musica africana, nata sui palchi accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré. Il primo frutto era stato il singolo che aveva lanciato l'uscita del secondo disco da solista del chitarrista romano, che ci aveva anche parlato di queste loro affinità elettiva nell'intervista che ci aveva concesso all'uscita del disco (qui il podcast).

A partire da là, "jam dopo jam prendono forma 9 incredibili tracce in cui melodie e ritmi dalla Madre Africa si fondono con timbriche occidentali, ottenendo una miscela di straordinario effetto. Questo risultato si amplifica ulteriormente grazie al contributo di uno dei personaggi chiave del rock nostrano dagli anni ’90: Alberto Ferrari si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi - apparentemente lontani - che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre. Il suono che deriva da questo magico incontro è coraggioso ed innovativo. In cabina di regia Marco Fasolo lo restituisce in maniera emozionante, dimostrandosi ancora una volta uno dei produttori più visionari e abili, tanto nel riprendere l’energia dei musicisti in gioco, quanto nel raccontare tutti i variopinti paesaggi sonori della loro scrittura."

Uno splendido progetto, ed un disco molto bello e coinvolgente, che esce proprio oggi per La Tempesta International, e che vi abbiamo presentato in anteprima sabato scorso con una bella intervista (qui il podcast).
Vi invitiamo a scoprirlo da lunedì 21 a venerdì 25 gennaio alle 18 (circa) su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link.



Thursday, January 17, 2019

In onda sabato mattina, tornano i Radioracconti!!

La settimana sta come sempre volando via, si avvicina il weekend, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo l'amico Jacopo: ecco nati i Radioracconti di Sentieri Sonori, che vanno in onda una volta al mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.



Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 19 gennaio, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Wednesday, January 16, 2019

OTU, video live in studio: Ali

Questa mattina torniamo ad occuparci di una delle più liete sorprese del 2018, che abbiamo presentato all'uscita con un'intervista (qui il podcast) e poi incluso nelle Sentieri Sonori Picks.

A metà marzo abbiamo ospitato in trasmissione gli OTU, duo formato da Francesco Crovetto (batteria, sampler) ed Isaia Invernizzi (chitarra, Ominichord, sampler) che "esplora i mondi della musica elettronica miscelando hip hop, sintesi sonora, chitarre taglienti e voci del passato. Una band dal sound cinematico e cadenzato, sferzato da bassi che fanno palpitare lo stomaco. Orizzonti ambient, vestigia cinematografiche e armonie oscure sono i fondamenti dei dieci brani che compongono il disco."

Il loro primo album si intitola Clan ed è stato pubblicato il 23 febbraio. Siamo in territori fra Dj Shadow e James Blake, per fare per una volta del name-dropping, percorsi con talento ed originalità, e sapientemente mixati da Rico degli Uochi Toki: "un esordio ambizioso, sperimentale, consapevole di una realtà musicale con riferimenti chiari, ma in continua evoluzione."
Quest'oggi vi proponiamo un bel video, che li vede eseguire dal vivo in studio un brano intitolato Ali: enjoy!!



Tuesday, January 15, 2019

Davide Viviani, nuovo video: Salomon David

Oggi vogliamo tornare a parlare di una delle nostre Sentieri Sonori Picks 2017, che avevamo presentato all'uscita con una bella intervista (qui il podcast).

Si tratta del secondo album di Davide Viviani, cantautore bresciano che aveva esordito nel 2011 con Un giorno il mio ombrello sarà il tuoQuesto secondo lavoro, uscito il 17 novembre 2017, si intitola L'oreficeria e lo vede affiancato da due grandi artisti, ben noti dalle nostre parti: Alessandro "Asso" Stefana (Guano Padano, Vinicio Capossela, PJ Harvey) lo produce, suonando anche chitarre, basso, piano ed organo, mentre batteria e percussioni sono opera di Marco Parente.

Il risultato è "un ritrovo di chitarre languide, steel sottili come piccoli fasci di luce, batterie trotterellanti e pianoforti che incastonano precisi le melodie. Un suono di tramonto e frontiera, un piccolo intenso pezzo di provincia americana su una Gardesana da percorrere a tappe per lasciare che le canzoni respirino e decantino."
Un titolo quanto mai azzeccato per un album che è veramente un piccolo ma prezioso gioiello di artigianato musicale, molto toccante ed emozionante, di cui torniamo a parlare per la recente pubblicazione di un nuovo video. Il brano è quello che avevamo fatto ascoltare dopo l'intervista, Salomon David, ed il video è opera de ilpiccolostudio: enjoy!!



Monday, January 14, 2019

O.R.k., primo singolo e video dal prossimo disco: Kneel to nothing

Fra le tante novità presentate nella trasmissione di sabato (qui il podcast) c'era la prima anticipazione dal prossimo disco di un "supergruppo" per metà italiano.

Si chiamano O.R.k. e nascono dalla collaborazione tra gli italiani Lorenzo Esposito Fornasari aka Lef (cantante e tastierista di Berserk! ed Obake) e Carmelo Pipitone (che conoscete come chitarrista di Marta sui Tubi e Dunk!, ed ha ora anche debuttato come solista), l'australiano Colin Edwin (bassista fra gli altri dei Porcupine Tree) e l'americano Pat Mastellotto (batterista noto soprattutto per la militanza nei King Crimson).
Hanno esordito nel 2015 con Inflamed rides, splendido lavoro fra math rock, prog e psichedelia, che avevamo presentato all'uscita con una bella intervista (qui il podcast) e che è stato seguito ad inizio 2017 da Soul of an Octopus.

Siamo ora lieti di annunciare che il loro terzo disco, Ramagehead, sarà pubblicato il prossimo 22 febbraio da Kscope: un lavoro di grande impatto, che segna un'ulteriore crescita della band, che lo presenterà con un tour europeo in parte condiviso con The Pineapple Thief. Meritano senza dubbio una citazione un ospite di prestigio, Serj Tankian (System of a down), e l'artwork, opera di Adam Jones dei Tool.
Ve lo presenteremo sicuramente all'uscita, magari con una nuova intervista, nel frattempo oggi vi proponiamo l'affascinante video del primo singolo, Kneel to nothing, disegnato ed animato dallo stesso Lef: enjoy!!




Sunday, January 13, 2019

Beastie Boys live in Glasgow (1999)

Il tradizionale concerto della domenica del nostro blog ci porta fuori dai confini italiani, ed indietro nel tempo di 20 anni, per vedere sul palco una vera leggenda.

Andiamo infatti a Glasgow nel 1999, e troviamo sul palco i Beastie Boys, nell'anno di uscita di The sound of science, il doppio disco antologico che seguiva Hello Nasty.
Un periodo di grande ispirazione, per la band newyorkese, come dimostra quest'ora scarsa di show, intensissimo ed incredibilmente vario: si parte dal rap, ovviamente, ma si arriva anche a funk ed hardcore, con un'energia ed un impatto fenomenali.

Nel prossimo mese di maggio saranno purtroppo già 7 anni dalla scomparsa di Adam Yauch, ma il segno che ha lasciato con la sua band nella storia della musica resta assolutamente indelebile. Enjoy!!




Saturday, January 12, 2019

Alessio Bondì & I hate my village nel podcast della settimana, già online!!

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, ospiti Alessio Bondì & I hate my village, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:
1
Eurocrime!Calibro 35
2
FilippicheDelmoro
3
Oh SatellityMèsa
4
Loser RevSoul Island
5
HandsOfeliaDorme
6
Si Fussi FemminaAlessio Bondì
7
CafeAlessio Bondì
8
Healing Dance (Big Band Version)Swingrowers (feat. Davide Shorty)
9
Kneel to nothingO.R.k.
10
La rivoluzione del giorno primaRitmo Tribale
11
Tony Hawk of GhanaI hate my village
12
AcquaragiaI hate my village

In onda stamattina, ospiti Alessio Bondì & I hate my village (Rondanini/Viterbini)

È arrivato il weekend, pronti come ogni sabato a seguirci su nuovi Sentieri Sonori?

Vi proporremo come sempre 90 minuti di ottima musica italiana, totalmente incentrati sulle novità, accogliendo due graditi ospiti. Per quanto riguarda le nuove uscite, presenteremo i singoli di RitmoTribale, O.R.k., Ofeliadorme, Mèsa, Delmoro e Swingrowers (feat. Davide Shorty) ed il recente album di Soul Island.
Venendo agli ospiti, ci occuperemo di una delle più liete sorprese degli ultimi mesi, che non abbiamo esitato ed includere nelle nostre Sentieri Sonori Picks 2018.

Si tratta del secondo album di Alessio Bondì, giovane e talentuoso cantautore siciliano che ha esordito nel 2015 con Sfardo, raccogliendo consensi e riconoscimenti. È stato definito come "una via di mezzo tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri", per la sua capacità di unire le moderne sonorità internazionali alla tradizione musicale della sua terra, testimoniata anche dal cantato in siciliano. Nel 2017 il disco è stato ristampato in 10 Paesi, e Bondì ha iniziato a farsi conoscere internazionalmente, finendo per innamorarsi della musica brasiliana ed imparare il portoghese, ed andando anche a vivere per qualche tempo a Barcellona, dove ha appreso anche un po’ di spagnolo.

Un percorso che pare aver lasciato un segno importante nella sua carriera, a giudicare da Nivuru, il suo secondo disco, prodotto da Fabio Rizzo ed uscito il 2 novembre per 800A Records. Un titolo che in siciliano significa nero, per un album che è invece un'esplosione di suoni e colori, "un viaggio dentro la potenza della Sicilia tra ritmi vivaci e sospensioni improvvise. Lontano da climi folkloristici o tradizionali, la tracklist rappresenta piuttosto un ponte tra una Sicilia profonda, l’Africa e l’America Latina, il cui sound si snoda tra ritmi afro-funk, soul, musica popular do Brasil e scenari poetici, umidi di sesso e disperazione, spaesamenti e momenti luminosissimi." Un lavoro che sorprende, conquista e che si fatica molto ad estrarre dallo stereo, per freschezza, originalità e qualità della proposta.

 

Ci tufferemo poi negli album del 2019, iniziando dall'anteprima del debutto di un nuovo progetto, formato però da musicisti molto ben noti dalle nostre parti.

Si chiama I hate my village, ed è il risultato dell'unione della batteria di Fabio Rondanini (Calibro 35 ed Afterhours, fra gli altri) con la chitarra di Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri), con la partecipazione della voce di Alberto Ferrari (Verdena) e la produzione di Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Una collaborazione nata dalla loro comune passione per la musica africana, nata sui palchi accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré. Il primo frutto era stato il singolo che aveva lanciato l'uscita del secondo disco da solista del chitarrista romano, che ci aveva anche parlato di queste loro affinità elettiva nell'intervista che ci aveva concesso all'uscita del disco (qui il podcast).

A partire da là, "jam dopo jam prendono forma 9 incredibili tracce in cui melodie e ritmi dalla Madre Africa si fondono con timbriche occidentali, ottenendo una miscela di straordinario effetto. Questo risultato si amplifica ulteriormente grazie al contributo di uno dei personaggi chiave del rock nostrano dagli anni ’90: Alberto Ferrari si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi - apparentemente lontani - che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre. Il suono che deriva da questo magico incontro è coraggioso ed innovativo. In cabina di regia Marco Fasolo lo restituisce in maniera emozionante, dimostrandosi ancora una volta uno dei produttori più visionari e abili, tanto nel riprendere l’energia dei musicisti in gioco, quanto nel raccontare tutti i variopinti paesaggi sonori della loro scrittura." Uno splendido progetto, ed un disco molto bello e coinvolgente, che sarà pubblicato il 18 gennaio da La Tempesta International, e che siamo fieri di potervi presentare in anteprima.


READY TO TUNE IN?!!

11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Friday, January 11, 2019

Veeblefetzer, nuova anticipazione dal prossimo disco, More: Love Buzz

Questa mattina siamo felici di tornare a parlare di una band di cui ci siamo letteralmente innamorati ormai più di tre anni fa.

Fra le più liete sorprese musicali del 2015 per noi ci sono senza dubbio stati i Veeblefetzer, quattro musicisti romani che hanno imboccato sentieri sonori molto originali, che presentavano così: "volendo scomodare gli dei dell’Olimpo, immaginate Tom Waits festeggiare tre giorni di fila in compagnia di Lee Scratch Perry e Joe Strummer al matrimonio di Emir Kusturica." Nel loro LP di esordio, No Magic, No Bullet, troviamo infatti reggae e dub, musica gypsy, rock'n'roll, dixieland, il tutto con attitudine punk ed una strumentazione anch'essa molto particolare: chitarre fra il levare ed il manouche, fiati molto presenti e spesso travolgenti, ed una sezione ritmica che al posto della batteria usa tamburi e macchina da scrivere ed al posto del basso il susafono, un basso tuba da parata. Il risultato è un album, tutto cantato in inglese, che dall'inizio alla fine non smette di sorprendere e di spiazzare, ma che cattura e conquista: una botta di energia dalla quale è poi difficile staccarsi, e che non abbiamo dubitato un secondo ad inserire nelle Sentieri Sonori Picks 2015.

Nello scorso mese di ottobre abbiamo presentato, in trasmissione e qui sul blog, un loro nuovo brano, Katabum, con cui hanno partecipato alla colonna sonora de La Profezia dell'Armadillo, film diretto dall'esordiente Emanuele Scaringi ed ispirato alla graphic novel best seller di Zerocalcare, presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove si sono fatti notare con uno strepitoso ingresso in sala. Nella colonna sonora del film ci sono altri due loro brani: una versione electro cumbia del brano La Notte, parte della raccolta Istituto Italiano di Cumbia Vol.2, ed un'originale cover di Love Buzz, canzone sixties della band olandese Shocking Blue resa celebre dai Nirvana.

Oggi vi proponiamo proprio quest'ultimo pezzo, pubblicato ieri con l'annuncio del nuovo disco, 
More, che uscirà il 25 gennaio per Goodfellas"More, perché queste canzoni sono come frutti che nascono dagli arbusti, dalle spine. More, perché in inglese vuol dire di più, abbiamo evoluto il nostro sound. More, perché sempre in inglese è anche anagramma di Rome, la nostra città dove torniamo a rifugiarci dopo ogni scorribanda. More, perché Roma è bella, ma qui se more un po’ ogni giorno." Enjoy!!



Thursday, January 10, 2019

In onda sabato mattina, ospiti Alessio Bondì & I hate my village (Rondanini/Viterbini)

La settimana sta come sempre volando via, si avvicina il weekend, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Vi proporremo come sempre 90 minuti di ottima musica italiana, totalmente incentrati sulle novità, accogliendo due graditi ospiti. Per quanto riguarda le nuove uscite, presenteremo i singoli di Ritmo Tribale, O.R.k., Ofeliadorme, Mèsa, Delmoro e Swingrowers (feat. Davide Shorty) ed il recente album di Soul Island.
Venendo agli ospiti, ci occuperemo di una delle più liete sorprese degli ultimi mesi, che non abbiamo esitato ed includere nelle nostre Sentieri Sonori Picks 2018.

Si tratta del secondo album di Alessio Bondì, giovane e talentuoso cantautore siciliano che ha esordito nel 2015 con Sfardo, raccogliendo consensi e riconoscimenti. È stato definito come "una via di mezzo tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri", per la sua capacità di unire le moderne sonorità internazionali alla tradizione musicale della sua terra, testimoniata anche dal cantato in siciliano. Nel 2017 il disco è stato ristampato in 10 Paesi, e Bondì ha iniziato a farsi conoscere internazionalmente, finendo per innamorarsi della musica brasiliana ed imparare il portoghese, ed andando anche a vivere per qualche tempo a Barcellona, dove ha appreso anche un po’ di spagnolo.

Un percorso che pare aver lasciato un segno importante nella sua carriera, a giudicare da Nivuru, il suo secondo disco, prodotto da Fabio Rizzo ed uscito il 2 novembre per 800A Records. Un titolo che in siciliano significa nero, per un album che è invece un'esplosione di suoni e colori, "un viaggio dentro la potenza della Sicilia tra ritmi vivaci e sospensioni improvvise. Lontano da climi folkloristici o tradizionali, la tracklist rappresenta piuttosto un ponte tra una Sicilia profonda, l’Africa e l’America Latina, il cui sound si snoda tra ritmi afro-funk, soul, musica popular do Brasil e scenari poetici, umidi di sesso e disperazione, spaesamenti e momenti luminosissimi." Un lavoro che sorprende, conquista e che si fatica molto ad estrarre dallo stereo, per freschezza, originalità e qualità della proposta.

 

Ci tufferemo poi negli album del 2019, iniziando dall'anteprima del debutto di un nuovo progetto, formato però da musicisti molto ben noti dalle nostre parti.

Si chiama I hate my village, ed è il risultato dell'unione della batteria di Fabio Rondanini (Calibro 35 ed Afterhours, fra gli altri) con la chitarra di Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri), con la partecipazione della voce di Alberto Ferrari (Verdena) e la produzione di Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Una collaborazione nata dalla loro comune passione per la musica africana, nata sui palchi accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré. Il primo frutto era stato il singolo che aveva lanciato l'uscita del secondo disco da solista del chitarrista romano, che ci aveva anche parlato di queste loro affinità elettiva nell'intervista che ci aveva concesso all'uscita del disco (qui il podcast).

A partire da là, "jam dopo jam prendono forma 9 incredibili tracce in cui melodie e ritmi dalla Madre Africa si fondono con timbriche occidentali, ottenendo una miscela di straordinario effetto. Questo risultato si amplifica ulteriormente grazie al contributo di uno dei personaggi chiave del rock nostrano dagli anni ’90: Alberto Ferrari si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi - apparentemente lontani - che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre. Il suono che deriva da questo magico incontro è coraggioso ed innovativo. In cabina di regia Marco Fasolo lo restituisce in maniera emozionante, dimostrandosi ancora una volta uno dei produttori più visionari e abili, tanto nel riprendere l’energia dei musicisti in gioco, quanto nel raccontare tutti i variopinti paesaggi sonori della loro scrittura." Uno splendido progetto, ed un disco molto bello e coinvolgente, che sarà pubblicato il 18 gennaio da La Tempesta International, e che siamo fieri di potervi presentare in anteprima.


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 12 gennaio, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Wednesday, January 9, 2019

Cor Veleno, nuovo singolo e video: Una rima una jam (feat. Coez & Gemitaiz)

Questa mattina torniamo a parlare di una delle più belle novità di questa stagione, il ritorno di uno dei più importanti gruppi del rap italiano, a tre anni dal tragico evento che li ha colpiti.

Parliamo dei Cor Veleno, band nata a metà degli anni novanta e formata dai rapper Primo Brown e Grandi Numeri e dal dj e producer Squarta. Una bellissima storia, fatta di cinque album insieme più un grande numero di altri lavori dei tre, e di palchi condivisi con artisti del calibro di De La Soul, Wu-Tang Clan, 50 Cent, ma anche Gogol Bordello e Manu Chao, o in Italia Roy Paci e Jovanotti. Una storia bruscamente interrotta nel mese di settembre 2014, quando Primo ha annunciato il proprio ritiro dalle scene per gravi problemi di salute, che hanno portato alla sua prematura morte nella notte di Capodanno 2016. Una scomparsa accolta con innumerevoli attestati di stima ed affetto da parte di pubblico e colleghi, e cui non è di certo seguito l'oblio, come testimoniano anche i tanti omaggi; il più toccante è sicuramente A pieno titolo, brano pubblicato nel luglio 2016 da Squarta e Grandi Numeri con Danno (Colle der Fomento), che si chiude con una strofa postuma di Primo (qui il video) e che ora chiude anche il loro nuovo lavoro.

A fine aprile i Cor Veleno sono infatti tornati con un singolo, Shut da fuck up, prima anticipazione del nuovo album, intitolato Lo Spirito che suona, uscito il 26 ottobre per la loro etichetta con distribuzione di Artist First. Come il secondo singolo, Tutta la vita, ed il suo video, "tutto il progetto è nel pieno e vivo ricordo di Primo. Un emozionante collage di momenti nei quali si percepisce l’intensità di vita, passione, amicizia, visione, lavoro." Lunga la lista degli ospiti del disco, non solo del mondo rap (con il citato Danno, Mezzosangue, Marracash, Coez, Gemitaiz, Johnny Marsiglia e Madman), ma anche di altre scene, come Roy Paci, Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Giuliano Sangiorgi (Negramaro).

A fine ottobre siamo stati felici, ed anche emozionati, di presentarvelo ospitando Grandi Numeri (qui il podcast), ed oggi vi proponiamo il nuovo singolo, Una rima una jam (feat. Coez e Gemitaiz), uscito non a caso proprio il 1° gennaio: "Assieme a Coez e Gemitaiz, abbiamo scritto questa canzone che dalla prima all'ultima rima è un enorme tributo alla figura del nostro amico Primo. Il sound è quello dei ricordi di una vita e per farlo avevamo bisogno di prendere tutta la forza del rap e scagliarla sopra ai quattro quarti. La magia della musica è tutta lì, non sappiamo se rimargina le ferite o ne apre di nuove. Ma ogni volta che ascoltiamo questo brano, sentiamo gli stessi brividi della prima volta che abbiamo preso un microfono e siamo saliti su un palco. Adrenalina pura. La data scelta per farlo uscire è la stessa di un giorno di tre anni fa, quando Primo ci ha lasciato. Ma solo fisicamente. Perché la sua musica, la sua voce sono vive più che mai."



Tuesday, January 8, 2019

Andrea Laszlo De Simone, nuovo video: Sparite tutti

Questa mattina torniamo ad occuparci di un disco assolutamente sorprendente e molto convincente, cui avevamo dedicato l’ultima intervista prima dell'estate 2017 (qui il podcast).

Si tratta dell’esordio "ufficiale" di Andrea Laszlo De Simone, cantautore che aveva realizzato nel 2012 Ecce Homo, disco interamente autoprodotto. Intorno a lui si è formata in seguito una vera e propria band di sei elementi, che aveva pubblicato un primo interessante singolo, Uomo Donna.
Così si intitola anche l’album, che è uscito il 9 giugno 2017 per 42 Records"un disco complesso, articolato e vitale che vive in un tempo tutto suo dove convivono passato, presente e futuro."

È stato "registrato in presa diretta, e successivamente post-prodotto e mixato utilizzando tecniche sperimentali a cavallo tra l’analogico e il digitale fino a creare una sorta di paradosso sonoro che parte dalla canzone italiana anni ’70 per arrivare a oggi. Il mondo sonoro di Andrea Laszlo De Simone nasce dallo scontro di classico e moderno. La canzone d’autore italiana e la psichedelia. Battisti e i Radiohead. Modugno e i Verdena. I Beatles e i Tame Impala. Il “volo magico” di Claudio Rocchi e quello “terreno” di IOSONOUNCANE."
Un lavoro di grande spessore, che potremmo definire vintage e moderno allo stesso tempo, di cui torniamo a parlare per proporvi il nuovo video, Sparite tutti, opera di Irene e Irene: enjoy!!



Monday, January 7, 2019

I hate my village (Rondanini/Viterbini), Alessio Bondì, Barbara Santi e Gianni Maroccolo gli ospiti di gennaio

Come ormai è tradizione, abbiamo dedicato le due puntate a cavallo del Capodanno alle Sentieri Sonori Picks, la nostra carrellata dei dischi italiani che abbiamo preferito nel corso degli ultimi dodici mesi: qui trovate la lista completa, e sul nostro gruppo Facebook un sondaggio per indicare le vostre preferenze cui vi invitiamo a partecipare, curiosi dei vostri feedback.
È venuto ora il momento di lanciarci in questo 2019, annunciandovi il programma del mese di gennaio. Un calendario come sempre bello denso, con un occhio al passato, per presentarvi qualche ultima uscita dell'anno scorso, ed uno al presente ed al futuro, per le prime novità di quello nuovo.

Questo sabato, 12 gennaio, inizieremo infatti presentando in anteprima il debutto di un nuovo progetto, formato però da musicisti molto ben noti dalle nostre parti.

Si chiama I hate my village, ed è il risultato dell'unione della batteria di Fabio Rondanini (Calibro 35 ed Afterhours, fra gli altri) con la chitarra di Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri), con la partecipazione della voce di Alberto Ferrari (Verdena) e la produzione di Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Una collaborazione nata dalla loro comune passione per la musica africana, nata sui palchi accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré. Il primo frutto era stato il singolo che aveva lanciato l'uscita del secondo disco da solista del chitarrista romano, che ci aveva anche parlato di queste loro affinità elettiva nell'intervista che ci aveva concesso all'uscita del disco (qui il podcast).

A partire da là, "jam dopo jam prendono forma 9 incredibili tracce in cui melodie e ritmi dalla Madre Africa si fondono con timbriche occidentali, ottenendo una miscela di straordinario effetto. Questo risultato si amplifica ulteriormente grazie al contributo di uno dei personaggi chiave del rock nostrano dagli anni ’90: Alberto Ferrari si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi - apparentemente lontani - che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre. Il suono che deriva da questo magico incontro è coraggioso ed innovativo. In cabina di regia Marco Fasolo lo restituisce in maniera emozionante, dimostrandosi ancora una volta uno dei produttori più visionari e abili, tanto nel riprendere l’energia dei musicisti in gioco, quanto nel raccontare tutti i variopinti paesaggi sonori della loro scrittura." Uno splendido progetto, ed un disco molto bello e coinvolgente, che sarà pubblicato il 18 gennaio da La Tempesta International, e che siamo fieri di potervi presentare in anteprima.


Sempre questo sabato, ci occuperemo di una delle più liete sorprese degli ultimi mesi, che non abbiamo esitato ed includere nelle nostre Picks 2018.

Si tratta del secondo album di Alessio Bondì, giovane e talentuoso cantautore siciliano che ha esordito nel 2015 con Sfardo, raccogliendo consensi e riconoscimenti. È stato definito come "una via di mezzo tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri", per la sua capacità di unire le moderne sonorità internazionali alla tradizione musicale della sua terra, testimoniata anche dal cantato in siciliano. Nel 2017 il disco è stato ristampato in 10 Paesi, e Bondì ha iniziato a farsi conoscere internazionalmente, finendo per innamorarsi della musica brasiliana ed imparare il portoghese, ed andando anche a vivere per qualche tempo a Barcellona, dove ha appreso anche un po’ di spagnolo.

Un percorso che pare aver lasciato un segno importante nella sua carriera, a giudicare da Nivuru, il suo secondo disco, prodotto da Fabio Rizzo ed uscito il 2 novembre per 800A Records. Un titolo che in siciliano significa nero, per un album che è invece un'esplosione di suoni e colori, "un viaggio dentro la potenza della Sicilia tra ritmi vivaci e sospensioni improvvise. Lontano da climi folkloristici o tradizionali, la tracklist rappresenta piuttosto un ponte tra una Sicilia profonda, l’Africa e l’America Latina, il cui sound si snoda tra ritmi afro-funk, soul, musica popular do Brasil e scenari poetici, umidi di sesso e disperazione, spaesamenti e momenti luminosissimi." Un lavoro che sorprende, conquista e che si fatica molto ad estrarre dallo stereo, per freschezza, originalità e qualità della proposta.

 

Sabato 19 ci sarà il ritorno del nostro appuntamento speciale, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 13 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma.
Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo l'amico Jacopo: ecco nati i Radioracconti di Sentieri Sonori, che vanno in onda una volta al mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.
Curiosi di sapere quale sarà il tema del mese?


Chiuderemo il mese, sabato 26, con una puntata speciale, interamente dedicata ad un musicista che seguiamo ed amiamo dalla nostra adolescenza, e che abbiamo avuto il piacere di ospitare più volte, sia in collegamento in trasmissione che in concerto a Lussemburgo.

Parliamo di Gianni Maroccolo, che si è appena lanciato in un'iniziativa molto particolare: Alone non è infatti un album isolato, ma una vera e propria collana con cadenza semestrale pubblicata da Contempo Records. Il primo volume è uscito il 17 dicembre, vede fra l'altro la partecipazione di altri due artisti che amiamo molto, Edda ed IOSONOUNCANE, e lo abbiamo immediatamente incluso nelle Picks 2018. Un progetto che è presentato come "un esperimento privo di confini musicali e sonori, visionario e psichedelico, dove sono la musica e il suono a dettare immaginario e suggestioni. Non vi saranno che poche parole; quelle necessarie, non necessariamente cantate. Chi scoprirà alone avrà il piacere di trasformare ciò che sentirà in pensiero o parola, sfogliando le bellissime illustrazioni di Marco Cazzato che curerà con sue opere inedite l’intero artwork della collana, e leggendo i racconti visionari ed immaginifici di Mirco Salvadori, a loro volta ispirati ai singoli volumi della collana e creati per essa."

Un lavoro ambizioso ed affascinante, per un artista che dopo una carriera lunghissima e costellata di grandi opere e successi, dai Litfiba ai C.S.I. a tanti altri progetti, non cessa di voler sperimentare ed esplorare nuovi sentieri sonori. Lo presenteremo non solo dandogli il bentornato in trasmissione, ma dedicandogli l'intera trasmissione, per quella che abbiamo scherzosamente definito una Marokgrafia. Sarà anche l'occasione per ospitare nuovamente l'amica Barbara Santi di Rumore, con cui parleremo del precedente lavoro da "solista" di Gianni, A.C.A.U. La nostra meraviglia.


Il programma è come sempre molto denso e vario.. non ci resta che raccomandarvi di continuare a seguirci, tutti i sabato mattina dalle 11.30 alle 13, in diretta FM (102.9 & 105.2) o live streaming su Radio ARA, o quando volete comodamente in podcast.. STAY TUNED!!