La amiamo e seguiamo da quasi trent'anni, ed abbiamo anche avuto il piacere di portarla a Lussemburgo in concerto ed ospitarla in trasmissione più volte, potendola apprezzare anche dal lato umano. Parliamo di Cristina Donà, che ha pubblicato quello che ad oggi è il suo ultimo album, deSidera, il 3 dicembre 2021: "un album aspro e multiforme, dai tratti marcati, dalle pennellate forti, stratificato e certamente identitario, frutto di un lavoro meditato e accorto." Al suo fianco ritroviamo come ormai è abitudine il musicista e produttore Saverio Lanza, autore con lei delle musiche, che ha anche curato gli arrangiamenti e la produzione. Ritroviamo la splendida voce di Cristina su sentieri sonori per lei nuovi, che la portano spesso lontano dalla tradizionale struttura delle canzoni, con "echi di elettronica preistorica, così definibili per la loro natura primitiva, scarna e minimale."
Torniamo ad occuparci di lei perché il 13 ottobre ha pubblicato un nuovo singolo, prima anticipazione del nuovo disco, in uscita prima della fine dell'anno. Possibili superstiti è stato realizzato ancora a quattro mani con Saverio, ed è liberamente ispirato al film Un sapore di ruggine e ossa (di Jacques Audiard con Marion Cotillard e Matthias Schoenaerts), a sua volta tratto dall’omonima raccolta di racconti di Craig Davidson.
Uno splendido brano, che la stessa Cristina presenta così: "Un uomo e una donna si aggrappano l’uno all’altra per sopravvivere alla brutalità degli eventi. È la vita che li costringe a confrontarsi con improvvise catastrofi personali e repentine cadute a terra dove la polvere annebbia la vista e lascia in bocca un sapore aspro. L’elemento acqua spesso li sommerge, in senso fisico o metaforico: una forza che può farli annegare o sollevarli. Il brano, cantato in punta di voce, descrive la sottile membrana che ci permette di vivere, l’esile filo che sostiene le nostre esistenze. Ogni tanto arriva una cantilena morbida, come le onde di un mare calmo, che apre la vista su un paesaggio fatto di piccoli gesti di resistenza quotidiana e volontà di tenace sopravvivenza."
Nell'attesa di scoprire e presentare questo nuovo album, magari dandole il bentornato, oggi vi proponiamo il video di questo splendido pezzo, "girato ad ottobre 2026 con un'intenzione narrativa ed estetica più vicina al piccolo cortometraggio che al classico videoclip, esplora la memoria e il rapporto con un ambiente naturale vissuto come rifugio in cui ritrovare serenità, ispirandosi all' approccio visivo di Adolpho Veloso in Train Dreams. Ecco quindi che la decisione di lavorare esclusivamente con l'illuminazione naturale nasce da una precisa scelta artistica e fotografica, pensata per restituire l'autenticità dei luoghi e mantenere la figura del protagonista velata fino allo scatto finale a banco ottico: un ritratto volutamente fuori fuoco, simbolo di un equilibrio ritrovato anche nella propria imperfezione." Regia, fotografia e montaggio sono di Marco Jeannin: enjoy!!


No comments:
Post a Comment