Quest'oggi ci pare giusto, ed importante, rendere omaggio alla ricorrenza del giorno, la Festa della Liberazione.
C'è chi vorrebbe eliminarla, o cambiarla, chi dice sia divisiva, mentre dovrebbe essere un momento di unione del nostro Paese, nel ricordo dei sacrifici di chi lo ha liberato.
Non possiamo che augurarci che questo ricordo non si perda, perché "un popolo senza memoria è un popolo senza futuro", come diceva il grande Luis Sepulveda, che ci ha purtroppo lasciati da poco.
Gli anni passano, i testimoni diretti di quel periodo scompaiono, lasciando a tutti noi il compito di serbare e trasmettere i valori rappresentati da questa giornata. Scegliamo una citazione, fra le tante, di uno dei simboli della resistenza, Sandro Pertini, che ricordava che "è meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature".
Bella ciao è il simbolo della resistenza e della liberazione, in tutto il mondo, e ieri sera l'amico Roberto Angelini e la Propaganda Orkestra ne hanno proposto una versione molto bella e sentita, che vi invitiamo a gustare.
Anche, se non soprattutto, in questo periodo difficile, non vi facciamo mancare l'abituale appuntamento del sabato con Sentieri Sonori!!
Appuntamento speciale, questa settimana, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo l'amico Jacopo: ecco nati i Radioracconti di Sentieri Sonori, che vanno in onda una volta al mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.
Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!! 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.
Quest'oggi siamo lieti di tornare ad occuparci di un giovane musicista romano che definire semplicemente cantautore sarebbe oltremodo riduttivo.
Lucio Leoni alterna infatti brani parlati, recitati o rappati ad altri cantati, su ambientazioni sonore molto varie, che vanno dallo musica popolare, all'elettronica o al rock, il tutto con liriche di indubbio valore. Lo abbiamo scoperto per il suo secondo disco, originale e significativo fin dal titolo, Lorem Ipsum, che altro non è che l'inizio del testo segnaposto nei modelli dei programmi di impaginazione. Ve lo avevamo presentato con un'intervista (qui il podcast) e lo avevamo senza dubbio alcuno inserito nelle nostre Sentieri Sonori Picks 2015. Gli abbiamo dato il bentornato nel novembre 2017 (qui il podcast) per il successivo Il lupo cattivo, finito anch'esso nelle Picks 2017: un lavoro che ha confermato la peculiarità di questo giovane artista come il suo grande talento, espresso in modo ancor più convincente e maturo.
Nelle scorse settimane abbiamo presentato due nuovi singoli, Mi dai dei soldi e Il fraintendimento dei John Cage, che anticipano Dove sei pt. 1, disco doppio che sarà pubblicato in due diverse uscite nel corso dell’anno, la prima prevista per l'8 maggio e la seconda in autunno. Nell'attesa di presentarvi questo nuovo splendido album, oggi vi proponiamo il video realizzato da Giulia Natalia Comito e Livia Massaccesi per il terzo singolo, nella nostra scaletta di sabato scorso. Si intitola Il sorpasso, vede la partecipazione del rapper C.U.B.A. Cabbal, e l'autore lo presenta così: "La distanza tra stato (inteso come istituzioni) e "stato dell’arte" è spesso determinata da quello che una società identifica in quanto problema. Spesso il contesto istituzionale segnala come problematiche questioni ormai del tutto elaborate, metabolizzate e, a volte, persino convertite a risorsa dalla società, dal cosiddetto paese reale. È il caso dei moti migratori e dell’integrazione di razze e culture che ancora oggi vengono raccontate come invasioni, o violazioni di chissà quale libertà, quando le nuove generazioni di qualsiasi colore o religione già vivono le une accanto alle altre nelle scuole o sui posti di lavoro; o delle questioni di genere e della libertà di scegliere come vivere la propria sessualità, argomenti ancora tabù per le vecchie generazioni mentre le nuove già vivono maniera del tutto coerente e serena qualsiasi direzione il proprio corpo avverta. Tutto questo avviene, ovviamente, non senza difficoltà a causa proprio di quella distanza che esiste tra vecchio e nuovo, tra istituzione e cittadino, ma avviene, ed è inesorabile. La narrazione delle vecchie generazioni è superata da un pezzo dal mondo nuovo che avanza e che è molto più rilassato e libero di quanto si creda. Non solo, è anche bellissimo." Enjoy!!
Anche, se non soprattutto, in questo periodo difficile, non vi facciamo mancare l'abituale appuntamento del sabato con Sentieri Sonori!! Appuntamento speciale, questa settimana, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo l'amico Jacopo: ecco nati i Radioracconti di Sentieri Sonori, che vanno in onda una volta al mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.
Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 25 aprile, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.
Questa mattina ci occupiamo di una grande band, che in 25 anni di storia ha saputo evolvere notevolmente, senza per questo perdere l'inconfondibile marchio di fabbrica.
Parliamo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che hanno pubblicato il 25 gennaio 2019 il loro nuovo album: Sindacato dei sogni è uscito a tre anni dal precedente Inumani, ed è stato anticipato da tre singoli che abbiamo presentato sia in trasmissione che qui sul blog, Caramella, Bengala e Calamita, che sono poi i nomi dei tre gatti in copertina. Il titolo è un chiaro omaggio al rock psichedelico (traduzione di The Dream Syndicate, storica band cui abbiamo già parlato qui sul blog) e questo nuovo album, che sembra a primo ascolto un ritorno al sound originale del gruppo, presenta parecchie novità: "batterie essenziali, chitarre elettriche sognanti e liriche poetiche ed ironiche portano questo lavoro in un territorio classico, e la vena psichedelica, filo conduttore del lavoro, ha trovato nel musicista e produttore Matt Bordin, già Mojomatics e Squadra Omega, l’interlocutore perfetto per la ricerca del nuovo sound."
Li abbiamo ospitati in trasmissione per presentarlo (qui il podcast), ed ora torniamo a parlare di loro per presentare una nuova canzone, pubblicata la scorsa settimana ed intitolato Quando. "I Tarm l’hanno scritta assieme a Luca Galizia (aka Generic Animal). Fino a pochi giorni fa non si chiamava ancora Quando ed era in fase di elaborazione, ovvero chitarre e basso già registrati al Bleach Studio di Gittana (LC) da Enrico Molteni, Andrea Maglia e Carmelo Gerace e batterie registrata all’Alambic Studio di San Foca (PN) da Luca Masseroni e Paolo Baldini. Poi è arrivato il virus e i Tarm hanno trovato il modo di chiuderla solo così, ognuno dalla sua stanza, in remoto. Davide Toffolo ha aggiustato il testo alle sue corde e lo ha contestualizzato cercando di infondere un barlume di speranza, evocando una sorta di Romeo e Giulietta ai tempi della quarantena, in motorino. Paolo Baldini ha mixato, Giovanni Versari ha masterizzato, • TATUAGGIMALE • ha disegnato la copertina. Speriamo che ‘Quando’ faccia compagnia in questi giorni di distanziamento sociale. Ascoltiamola e cantiamola che quando finirà, sarà una festa." Enjoy!!
Tre mesi fa abbiamo presentato in trasmissione (qui il podcast) un singolo molto interessante, che segnava l'esordio di un artista di cui torniamo a parlare quest'oggi.
Era di un debutto, ma unicamente da solista, perché si tratta di un musicista con già una lunga storia, che lo ha portato anche ad esibirsi a Lussemburgo. Roberto Dragonetti è infatti un bassista molto attivo ed apprezzato, che ha suonato con molti artisti che seguiamo ed apprezziamo, come Nic Cester, Ghemon o Diodato, ed è arrivato dalla nostre parti due anni fa con i Calibro 35, quando li abbiamo fatti esibire alle Rotondes, al posto di Luca Cavina che era in quel periodo impegnato con gli Arto.
Ad inizio gennaio ha pubblicato il suo primo singolo da solista, Tutto stanotte, sotto il moniker Drago. La prima di una serie di canzoni prodotte da Tommaso Colliva e pubblicate da Solid Records, cui è seguita nei giorni scorsi Siamo universo: "una ballad d'amore che racconta una di quelle relazioni forti, talmente forti e uniche, che segnano attorno a loro limiti invalicabili da chiunque." Un altro gran bel singolo, del quale oggi vi vogliamo proporre il video, per la regia di Fabrizio Solinas: enjoy!!
Ad inizio aprile abbiamo dato il bentornato in trasmissione (qui il podcast) ad un artista che avevamo già ospitato nel dicembre 2016, anche in quel caso in una puntata speciale sul rap (qui il podcast).
Si tratta di Moder, all'anagrafe Lanfranco Vicari, rapper ravennate sulle scene da quindici anni che si è fatto conoscere soprattutto come membro de Il lato oscuro della costa, di cui faceva parte anche quel Dj Nada che è poi diventato Godblesscomputers, a sua volta nostro ospite nel maggio 2015 (qui il podcast). Il 3 novembre 2016 è stato pubblicato il suo primo disco da solista, 8 dicembre: un lavoro molto bello, toccante e vario, che ci ha fatto scoprire un artista dall'indubbio talento, che siamo stati felici di conoscere ed ospitare.
Lo scorso 3 marzo Glory Hole Records ha pubblicato il suo nuovo album, intitolato Ci sentiamo poi. "Ogni pezzo è una polaroid che racchiude in sé l’identità del suo creatore, la ricerca di ogni suono, di ogni nota è parte del suo vissuto e del suo DNA. Liquidando velocemente le distrazioni e le futilità con un classico "ci sentiamo poi" il rapper ha sentito la necessità di creare canzoni vere e proprie, togliendo il superfluo per lasciare solo ciò che serve e ciò che non si può tacere, senza scuse. Prodotto insieme a Duna (b-boy della storica crew Break The Funk e ingegnere del suono) Moder sviluppa un lavoro di arrangiamento sulle proprie canzoni, attraverso macchine analogiche e post-produzione, per oltrepassare il concetto di Beat e Rap. Il tutto farcito dalla collaborazione di numerosi artisti conosciuti durante il percorso, uno strano collettivo che racchiude il riassunto di una vita a inseguire le parole. Le ispirazioni vanno dalla letteratura (Pasolini, Fante, Auster, Blake, Nietzsche), al cantautorato (Cohen, Conte, Filippo Gatti, Flavio Giurato) al rap (J. Cole, Talib Kweli, Stormzy, Mac Miller)."
Un ottimo lavoro, interessante e vario, con la partecipazione di alcuni ospiti a noi ben noti, di cui torniamo ad occuparci per presentare il nuovo video, Birre in lattina, realizzato da Giovani Elettrici Film in questo periodo di lockdown con l'aiuto di tanti amici e fan: enjoy!!
Poco meno di un anno fa abbiamo presentato il nuovo progetto di quello che non esitiamo a definire il gruppo reggae italiano per eccellenza, gli Africa Unite, che l'anno prossimo festeggeranno i 40 anni di carriera!!
Li abbiamo ospitati ormai cinque anni fa (qui il podcast) per presentare il loro penultimo disco, Il punto di partenza, che hanno pubblicato in free download dal loro sito, con ottimi riscontri: già nella prima settimana erano più di 20.000 i download. Il 10 maggio 2019 ci hanno sorpresi con la pubblicazione di In tempo reale, lavoro scritto e registrato con gli Architorti, quintetto d'archi di estrazione classica con cui avevano collaborato in passato, già al lavoro anche con Subsonica, Fabrizio Bosso, Teho Teardo, Blixa Bargeld, Peter Greenaway.. "La visione di Africa Unite allarga e scompone il suo suono attraverso gli Architorti; quintetto e orchestra diventano l’occhio musicale che tesse le trame armoniche e melodiche dell’album. La vocalità di Bunna e i recitativi di Madaski assumono contorni assolutamente inediti e particolari, come tutto il suono che caratterizza l’album, sicuramente un tentativo inedito di trasformare il reggae in un’altra forma musicale. Il focus musicale si sposta in continuazione comprendendo il barocco e gli echi del dub, l’inconfondibile vocalità di Bunna e il suono del quintetto d’archi che, a volte, si moltiplica in una grande orchestra. Con questo cd gli Africa Unite e gli Architorti costruiscono ponti: ponti tra generi, suoni e concetti; ponti che creano condivisione e allargano conoscenza e comprensione. I ponti portano pace ed infatti le guerre li abbattono e costruiscono muri. I ponti che hanno costruito gli Africa Unite insieme ad Architorti soprattutto non mortificano la natura di chi sta sulle rispettive sponde."
Come loro abitudine, il disco è molto significativo anche dal punto di vista testuale, "un concept album sul rapporto uomo rete social che sta creando grandi mutamenti politici e culturali nel nostro paese e nel mondo." È composto da sette brani completamente inediti più una nuova versione di Rughe Indelebili (da Mentre Fuori Piove del 2003), e come il precedente è disponibile in free download sul loro sito.
Quest'oggi ve ne vogliamo presentare la versione live, con il video di uno splendido loro concerto, pubblicato nei giorni scorsi: enjoy!!
È arrivato il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori: anche, anzi soprattutto in questo periodo difficile, non vi facciamo mancare gli abituali 90 minuti di ottima musica italiana.
La prima intervista della settimana ci permetterà di dare il benvenuto ad un artista che conosciamo ed apprezziamo da anni per il suo lavoro in vari progetti, e per un primo disco risalente a tre anni fa.
In quel caso si faceva chiamare Halfalib, all'anagrafe è Marco Giudici, e lo abbiamo scoperto come membro degli Any Other, band che vi abbiamo proposto spesso e volentieri negli ultimi anni, e la cui frontman Adele Nigro collabora anche ai suoi progetti. L'album, uscito nel febbraio 2017, si intitolava Malamocco ed era giustamente presentato come un lavoro che "stupisce ed emoziona, tra sperimentazioni soniche, atmosfere sognanti e improvvise dolcezze pop". Oltre a questo, lo abbiamo anche ritrovato come produttore di altri artisti, come General Animal e Rareș.
A metà marzo ha pubblicato un nuovo singolo, questa volta a suo nome, perché "inventarmi un'altra identità mi sembrava una buona scusa per non espormi". Nei giorni così anticipava Stupide cose di enorme importanza, il suo esordio da solista, uscito ieri per 42 Records: "un disco cantato in italiano, che racconta di Marco e delle persone che gli girano attorno". Un ottimo lavoro, sentito ed originale, che conferma il talento di questo giovane artista.
Saremo poi particolarmente felici, ed anche onorati, di presentare un grandissimo ritorno, di cui abbiamo iniziato a parlare in trasmissione negli ultimi mesi.
A ventun anni dall'ultima uscita discografica, ieri è stato infatti pubblicato il nuovo album dei Ritmo Tribale, "indiscussa icona del panorama musicale italiano anni '90, un percorso di fratellanza e musica che vanta sei album, un EP e infiniti concerti". La formazione è quella storica, che dopo l'uscita di Edda aveva realizzato l'ultimo disco della band, Bahamas: Andrea Scaglia (voce e chitarra), Fabrizio Rioda (chitarra), Alex Marcheschi (batteria), Andrea "Briegel" Filipazzi (basso) e Luca Talia Accardi (tastiera).
Scioltasi all'inizio degli anni '00, la band si era riunita solo per un concerto nel 2007, e tutti i suoi membri tranne Rioda avevano pubblicato nel 2010 un disco a nome NoGuru, più volte nelle nostre scalette, con la partecipazione di Xabier Iriondo degli Afterhours e di Bruno Romani, ex Detonazione. Due concerti, ad aprile e settembre 2017, avevano rallegrato e fatto sperare i tanti fan, ed hanno trovato un seguito nel corso dell'ultimo anno in tre nuovi singoli, ed ora in quest'album.
Si intitola La rivoluzione del giorno prima, e "suona un momento che andava fissato. Dopo anni, grazie all’inconsapevole catalizzatore che innesca la reazione, ci si ritrova con gli strumenti in mano - in realtà come persone mai ci si era perse di vista - e la magia riprende, sorprendendoci disarmati. Fra abbracci e spintoni, discorsi d’amore e d’amicizia e notti irriferibili, che così siamo sempre stati e così sempre saremo. E dunque si registra un pezzo, per tornare a muovere i fader e a dire 'Alzami in cuffia', e il risultato perfino ci piace. Tanto che se ne registra un altro e poi vediamo, non sarà troppo? E invece ne arriva un altro ancora. E si gode di quei momenti in cui si riesce ad andare tutti a ritmo. E ci si nutre del ritrovato affetto di tanti. E si suona, semplicemente. Anzi, non sempre semplicemente, si suona." Il risultato è uno splendido ritorno, dal grande impatto, che unisce mirabilmente l'inconfondibile stile di questa storica band alle sonorità di oggi.
READY TO TUNE IN?!!
11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questolink, podcast a seguirequi.