Saturday, September 23, 2023

In onda sabato mattina, ottava ed ultima puntata estiva, riascolteremo le interviste a Paolo Benvegnù, Grimoon e Andrea Poggio!!

È arrivato  il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, l'ottavo ed ultimo dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della scorsa stagione, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
Il 6 maggio siamo in primo luogo stati lieti di dare il benvenuto ad un artista molto interessante, che seguiamo ormai da più di dieci anni.

Parliamo di Andrea Poggio, che abbiamo imparato ad apprezzare come frontman ed autore dei Green Like July, band impostasi all'attenzione di molti con un ottimo folk rock di matrice americana, che avevamo incluso nelle Sentieri Sonori Picks 2011 per Four-legged fortune ed in quelle del 2013 per Build a fire. Già questo ultimo disco denotava un parziale cambiamento nelle sonorità della band, anche per la collaborazione con un altro artista che ben conosciamo, Enrico Gabrielli. Ed è sempre con Enrico che Andrea ha lavorato al suo primo album da solista, che ha segnato anche il suo passaggio all'italiano. Controluce è stato pubblicato da La Tempesta Dischi il 17 novembre 2017, ed è un disco veramente sorprendente, molto originale ed affascinante, ben presentato come "una raccolta di nove canzoni che spaziano dal pop elettronico alla tradizione italiana, dall’art rock, all’avanguardia ed alla musica sperimentale".

Il suo secondo disco da solista si intitola Il futuro ed uscirà domani, 5 maggio, sempre per La Tempesta. Al suo fianco troviamo anche stavolta Enrico Gabrielli ed una serie di validi musicisti, fra i quali citiamo Adele Altro (Any Other), Sebastiano De Gennaro, Luca Galizia (Generic Animal) e Caterina Sforza dei Nicaragua. Un lavoro molto bello, elegante ed affascinante, "allo stesso tempo classico e moderno, antico e avanguardistico, in cui l’autore si diverte, quasi si compiace, a giocare coi generi e a mescolarli, come a creare un insolito ponte tra Paolo Conte e i Dirty Projectors, tra Franco Battiato e Chassol. Il vecchio e il nuovo, il classico e il moderno, il passato e il futuro. Ed è proprio sui binari di questa apparente dicotomia che si muove un disco al cui titolo sembra mancare un punto interrogativo finale."


Sempre il 6 maggio, è stata una gioia dare il bentornato ad un artista ed una persona molto speciale che amiamo profondamente, da tanti anni.

Abbiamo ospitato Paolo Benvegnù più volte, sia in collegamento che qui a Lussemburgo, dove lo abbiamo fatto esibire già a più riprese, l'ultima nel maggio 2016 (qui il podcast della relativa intervista). È seguito nel marzo 2017 H3+, il quinto album della sua carriera da solista, che conta anche tre EP ed un live: un lavoro che ha concluso la trilogia iniziata da Hermann e Earth Hotel, un viaggio a tre tappe all’interno dell’anima. Dopo tanti progetti, da I racconti delle nebbie con Nicholas Ciuferri a vari tour, nel marzo 2020 ha pubblicato un nuovo album, intitolato Dell'odio e dell'innocenza. Un lavoro che ci ha raccontato (qui il podcast) di aver ricevuto "via posta da un mittente sconosciuto. Dopo un sonno relativo, decido che chi ha scritto e registrato in modo rudimentale tali canzoni ne aveva la stretta necessità. La scrittura mi pare abissale e profonda, vagamente imperfetta e verbosa, vanamente protesa alle risoluzioni degli esseri umani. Quasi un campionario ideale di impossibilità." Storytelling a parte, l'ennesimo grande album di un artista fuori dal comune, che riesce sempre a toccare nel profondo.

Negli ultimi due anni lo abbiamo ritrovato per i due volumi di Delle inutili premonizioni - Venti anni di misconosciuto tascabile, in cui ha ripreso in chiave acustica alcuni gioielli del suo repertorio, ed alcune delle tracce più emblematiche della new wave degli anni ’80. Lo scorso 28 aprile abbiamo accolto con gioia l'uscita del suo nuovo EP, prima tappa verso un album in arrivo nei prossimi mesi. Un lavoro che "indugia sul gesto del porgere all'altro, nonostante le asperità e le difficoltà del tempo e delle relazioni, anche solo una piccola intuizione quotidiana, non finalizzata, senza alcuna pretesa di riconoscimento. Come donare un fiore, solo un fiore a chi si ama. Un proponimento, un gesto d'amore, di adesione. A pensarci bene, Amare senza soluzione è sovversivo, rivoluzionario, antistorico, meravigliosamente arcaico e al contempo modernissimo. Forse AMARE è ciò che servirebbe agli esseri umani per respirare meglio. Solo Fiori sono cinque brani come Ginnastica dell'Anima."


La prima intervista del 20 maggio ha visto protagonista una band italo-francese in attività da ormai quasi vent'anni, più volte in passato nelle nostre scalette.

Si fanno chiamare Grimoon, sono capitanati da Solenn Le Marchand e Alberto Stevanato, e lo scorso 14 aprile hanno pubblicato con La Tempesta Dischi il loro sesto album, a ben sette anni dal precedente Vers la luneClair obscur continua il loro originale viaggio musicale, partito dalle sonorità folk degli esordi, dominate da violino e fisarmonica, per dirigersi in territori fra rock, elettronica e psichedelia, in cui chitarra elettrica e synth hanno preso un ruolo centrale. Come sempre, le loro canzoni sono accompagnate da cortometraggi di animazione, realizzati per lo più in stop-motion, che vanno in questo caso a comporre il toccante film Il viaggio di Alan, bambino che intraprende un lungo percorso con il padre a bordo di una nave/conchiglia, attraversando i mari e incontrando diversi personaggi.

"Dal 2019 Solenn e Alberto hanno accolto presso il proprio spazio creativo, Anim’arte situato a Mestre, numerosi bambini e adulti rifugiati, condividendo con loro l’amore per l’arte e la creatività. Da questi incontri nasce la volontà di raccontare e condividere. E quale mezzo migliore della musica e dell’animazione per farlo?" Lo fanno in modo poetico e delicato, con un ottimo disco, la cui uscita andrà a supporto della ONG Mediterranea, con un merchandising venduto a sostegno delle sue operazioni di salvataggio nel Mediterraneo.


READY TO TUNE IN?!
11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Thursday, September 21, 2023

In onda sabato mattina, ottava ed ultima puntata estiva, riascolteremo le interviste a Paolo Benvegnù, Andrea Poggio e Grimoon!!

Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, l'ottavo ed ultimo dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della scorsa stagione, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
Il 6 maggio siamo in primo luogo stati lieti di dare il benvenuto ad un artista molto interessante, che seguiamo ormai da più di dieci anni.

Parliamo di Andrea Poggio, che abbiamo imparato ad apprezzare come frontman ed autore dei Green Like July, band impostasi all'attenzione di molti con un ottimo folk rock di matrice americana, che avevamo incluso nelle Sentieri Sonori Picks 2011 per Four-legged fortune ed in quelle del 2013 per Build a fire. Già questo ultimo disco denotava un parziale cambiamento nelle sonorità della band, anche per la collaborazione con un altro artista che ben conosciamo, Enrico Gabrielli. Ed è sempre con Enrico che Andrea ha lavorato al suo primo album da solista, che ha segnato anche il suo passaggio all'italiano. Controluce è stato pubblicato da La Tempesta Dischi il 17 novembre 2017, ed è un disco veramente sorprendente, molto originale ed affascinante, ben presentato come "una raccolta di nove canzoni che spaziano dal pop elettronico alla tradizione italiana, dall’art rock, all’avanguardia ed alla musica sperimentale".

Il suo secondo disco da solista si intitola Il futuro ed uscirà domani, 5 maggio, sempre per La Tempesta. Al suo fianco troviamo anche stavolta Enrico Gabrielli ed una serie di validi musicisti, fra i quali citiamo Adele Altro (Any Other), Sebastiano De Gennaro, Luca Galizia (Generic Animal) e Caterina Sforza dei Nicaragua. Un lavoro molto bello, elegante ed affascinante, "allo stesso tempo classico e moderno, antico e avanguardistico, in cui l’autore si diverte, quasi si compiace, a giocare coi generi e a mescolarli, come a creare un insolito ponte tra Paolo Conte e i Dirty Projectors, tra Franco Battiato e Chassol. Il vecchio e il nuovo, il classico e il moderno, il passato e il futuro. Ed è proprio sui binari di questa apparente dicotomia che si muove un disco al cui titolo sembra mancare un punto interrogativo finale."


Sempre il 6 maggio, è stata una gioia dare il bentornato ad un artista ed una persona molto speciale che amiamo profondamente, da tanti anni.

Abbiamo ospitato Paolo Benvegnù più volte, sia in collegamento che qui a Lussemburgo, dove lo abbiamo fatto esibire già a più riprese, l'ultima nel maggio 2016 (qui il podcast della relativa intervista). È seguito nel marzo 2017 H3+, il quinto album della sua carriera da solista, che conta anche tre EP ed un live: un lavoro che ha concluso la trilogia iniziata da Hermann e Earth Hotel, un viaggio a tre tappe all’interno dell’anima. Dopo tanti progetti, da I racconti delle nebbie con Nicholas Ciuferri a vari tour, nel marzo 2020 ha pubblicato un nuovo album, intitolato Dell'odio e dell'innocenza. Un lavoro che ci ha raccontato (qui il podcast) di aver ricevuto "via posta da un mittente sconosciuto. Dopo un sonno relativo, decido che chi ha scritto e registrato in modo rudimentale tali canzoni ne aveva la stretta necessità. La scrittura mi pare abissale e profonda, vagamente imperfetta e verbosa, vanamente protesa alle risoluzioni degli esseri umani. Quasi un campionario ideale di impossibilità." Storytelling a parte, l'ennesimo grande album di un artista fuori dal comune, che riesce sempre a toccare nel profondo.

Negli ultimi due anni lo abbiamo ritrovato per i due volumi di Delle inutili premonizioni - Venti anni di misconosciuto tascabile, in cui ha ripreso in chiave acustica alcuni gioielli del suo repertorio, ed alcune delle tracce più emblematiche della new wave degli anni ’80. Lo scorso 28 aprile abbiamo accolto con gioia l'uscita del suo nuovo EP, prima tappa verso un album in arrivo nei prossimi mesi. Un lavoro che "indugia sul gesto del porgere all'altro, nonostante le asperità e le difficoltà del tempo e delle relazioni, anche solo una piccola intuizione quotidiana, non finalizzata, senza alcuna pretesa di riconoscimento. Come donare un fiore, solo un fiore a chi si ama. Un proponimento, un gesto d'amore, di adesione. A pensarci bene, Amare senza soluzione è sovversivo, rivoluzionario, antistorico, meravigliosamente arcaico e al contempo modernissimo. Forse AMARE è ciò che servirebbe agli esseri umani per respirare meglio. Solo Fiori sono cinque brani come Ginnastica dell'Anima."


La prima intervista del 20 maggio ha visto protagonista una band italo-francese in attività da ormai quasi vent'anni, più volte in passato nelle nostre scalette.

Si fanno chiamare Grimoon, sono capitanati da Solenn Le Marchand e Alberto Stevanato, e lo scorso 14 aprile hanno pubblicato con La Tempesta Dischi il loro sesto album, a ben sette anni dal precedente Vers la luneClair obscur continua il loro originale viaggio musicale, partito dalle sonorità folk degli esordi, dominate da violino e fisarmonica, per dirigersi in territori fra rock, elettronica e psichedelia, in cui chitarra elettrica e synth hanno preso un ruolo centrale. Come sempre, le loro canzoni sono accompagnate da cortometraggi di animazione, realizzati per lo più in stop-motion, che vanno in questo caso a comporre il toccante film Il viaggio di Alan, bambino che intraprende un lungo percorso con il padre a bordo di una nave/conchiglia, attraversando i mari e incontrando diversi personaggi.

"Dal 2019 Solenn e Alberto hanno accolto presso il proprio spazio creativo, Anim’arte situato a Mestre, numerosi bambini e adulti rifugiati, condividendo con loro l’amore per l’arte e la creatività. Da questi incontri nasce la volontà di raccontare e condividere. E quale mezzo migliore della musica e dell’animazione per farlo?" Lo fanno in modo poetico e delicato, con un ottimo disco, la cui uscita andrà a supporto della ONG Mediterranea, con un merchandising venduto a sostegno delle sue operazioni di salvataggio nel Mediterraneo.


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!
Sabato 23 settembre, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Sunday, September 17, 2023

Online il podcast di ieri, ospiti Calibro 35, Enrico Gabrielli e Studio Murena!!

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di ieri, ospiti Calibro 35, Enrico Gabrielli e Studio Murena, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:

1

Eurocrime!

Calibro 35

02:56

2

Marionette (feat. Danno)

Studio Murena

03:39

3

Illusioni e astrattismi (feat. Paolo Fresu)

Studio Murena

03:40

4

Dinamometro

Calibro 35

04:04

5

Milan au 30ème siècle

Calibro 35

06:15

6

Il pappagatto (con Andrea Laszlo De Simone e il Piccolo Coro Angelico)

Enrico Gabrielli

02:08

7

Social-Dramma (con Brunori Sas)

Enrico Gabrielli

02:39


Saturday, September 16, 2023

In onda stamattina, settima puntata estiva, riascolteremo le interviste a Calibro 35, Enrico Gabrielli e Studio Murena!!

È arrivato il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, il settimo dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della scorsa stagione, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
L'intervista del 17 giugno ha visto il ritorno di quella che definiamo spesso e volentieri la nostra band del cuore, che l'anno scorso abbiamo ospitato ben tre volte.

Non dobbiamo certo spiegare ai nostri ascoltatori il legame che ci unisce ai Calibro 35: ci vantiamo spesso e volentieri di aver organizzato il loro primo concerto in assoluto, nel gennaio 2008, e da allora li abbiamo riportati live a Lussemburgo tante volte (la più recente nel maggio 2018), ospitati in trasmissione ad ogni uscita, e da molti anni ci regalano la nostra sigla. Nel febbraio 2022 abbiamo dedicato loro una puntata monografica (qui il podcast) per presentare la colonna sonora originale della serie tv Blanca, prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e andata in onda su Rai 1.

L'anno scorso è seguita una nuova splendida opera, che ha visto la luce in due volumi, usciti il 10 giugno ed il 14 ottobre: Scacco al Maestro è un tributo che la band ha reso a Ennio Morricone, a due anni dalla sua scomparsa. Un omaggio rispettoso e sentito per quello che è stato uno dei più grandi geni della storia della musica italiana, che hanno presentato fra estate ed autunno in un tour che li ha portati in alcuni dei luoghi più suggestivi d’Italia, e di cui abbiamo parlato in trasmissione a luglio (qui il podcast) con Massimo Martellotta e a dicembre con Tommaso Colliva (qui il podcast). L'annuncio di nuovi concerti nel mese di aprile è stato accompagnato da due novità, una bella una per nulla. Per iniziare dalla seconda, Luca Cavina non fa più parte della band: ci limitiamo a dire che la cosa ci rattrista, non volendo entrare nel merito delle dinamiche all'interno di una band, non sempre semplici. La buona notizia è che chi ha perso i concerti dell'anno scorso si è potuto in parte consolare con la registrazione del concerto all'Auditorium Verdi di Milano, uscita per ora solo in cassetta.

Dopo tutti questi impegni degli ultimi anni, la band ha sentito l'esigenza di chiudersi in studio, suonare per il semplice gusto di farlo e vedere cosa usciva fuori, senza avere un committente o un altro progetto artistico da sposare. Come raccontano, lo hanno fatto a Napoli, in quella che è la prima sala di registrazione in Italia, accompagnati dal bassista Roberto Dragonetti: "Dopo un paio d’anni intensi e pieni di stimoli, avevamo una gran voglia di fare musica nostra. Per farlo abbiamo lasciato casa per chiuderci in una capsula spazio temporale - splendida come Auditorium Novecento - e siamo partiti. Ne sono venuti fuori una serie di viaggi musicali in cui abbiamo canalizzato tutte le esperienze artistiche ed umane vissute fin qui. Come nei viaggi di Verne, immaginari e straordinari, abbiamo esplorato luoghi lontani dove non eravamo mai stati ma ci è capitato anche di tornare senza accorgercene in lidi più familiari per scoprirli con occhi nuovi. Abbiamo rubato il titolo Nouvelles Aventures a György Ligeti proprio perché dopo quindici anni a costruirci per quello che siamo eravamo pronti per nuove avventure." Un nuovo splendido capitolo di una fantastica storia, uscito lo scorso 26 maggio, che abbiamo presentato dando il bentornato a Massimo Martellotta.


Il 1° aprile non abbiamo scherzato, ma dedicato una bella interviista a quello che si può definire un esordio, anche se vede protagonista un musicista dal curriculum già incredibile, che possiamo vantarci di definire un caro amico.

Enrico Gabrielli ha fondato gruppi come Mariposa, Calibro 35, The Winstons e l'etichetta 19’40’, suonato con Afterhours, Mike Patton e PJ Harvey, arrangiato canzoni di Iggy Pop, composto musica contemporanea, colonne sonore per film e pubblicato un libro di racconti. Quello che non aveva ancora fatto era un disco a suo nome, ed è arrivato lo scorso 17 marzo per 42 Records. Si intitola Le canzonine, ed è un disco di canzoni per bambini, "come si faceva una volta ai tempi di Sergio Endrigo, Gianni Rodari, Virgilio Savona, Vinicius De Moraes o Anne Sylvestre, nato inizialmente come gioco per intrattenere i suoi figli e sviluppatosi durante la chiusura forzata in casa nei mesi di pandemia.
"

Diciotto canzoni scritte, composte e arrangiate integralmente da Enrico, ad eccezione di due rielaborazioni (di Anne Sylvestre e Gianni Rodari), nate per giocare con i suoi figli Agata e Martino Durante. Sono state registrate da Giacomo Fiorenza negli studi Fonoprint di Bologna con Valerio "Pecori Greg" Canè al basso, Alessandro Trabace al violino e Marco Santoro al fagotto. A loro si sono aggiunti Sebastiano De Gennaro alle percussioni, Alessandro Grazian alle corde, Fabio Rondanini alla batteria e percussioni e il Piccolo Coro Angelico di Bologna, diretto da Giovanna Giovannini. Per completare il lavoro, una serie di papà che hanno unito le loro voci a quella di Enrico: Alessandro Fiori, Andrea Laszlo De Simone, Brunori Sas, I Cani, Cosmo, Dimartino, Francesco Bianconi, Giacomo Laser, Giovanni Truppi e Roberto Dell'Era.


L'intervista del 3 giugno ha visto protagonista un giovane collettivo dal grande talento, per il loro recente nuovo album, fra i più interessanti di questa prima parte di 2023.

Si fanno chiamare Studio Murena, sono un sestetto riunitosi a Milano nel 2018, e possono essere definiti i "capostipiti italiani di un nuovo sound che attinge dal jazz e dall'elettronica e che trova nel rap il linguaggio che contraddistingue la sua tagliente narrazione". Avevano attirato la nostra attenzione fin dai primi singoli, che avevamo presentato come il loro omonimo primo disco ufficiale, uscito nel febbraio 2021. Un lavoro molto interessante, accolto con entusiasmo dai media del settore e seguito da un'intensa attività live, inclusi alcuni importanti festival, come il MI AMI o la Notte della Taranta 2022, diretta dal Maestro Concertatore Dardust, con cui avevano già collaborato.

Due singoli alla fine dell’anno scorso hanno aperto la strada verso il loro secondo album, pubblicato il 12 maggio da Virgin Music Italia e presentato così: "WadiruM è un'istantanea, un fermo immagine concettuale che emerge da un periodo concentrato e bellissimo in cui siamo cresciuti assieme e abbiamo cementificato il nostro essere gruppo - racconta la band - Sono dieci brani che raccontano 3 mesi di palchi in giro per l'Italia e 2 di armonie in cantina. Tutto quello che abbiamo incontrato avremmo voluto accompagnasse anche voi nel disco, per questo ogni singolo elemento che lo costituisce è un pezzo di memoria di questi tempi e per molti versi il loro insieme rappresenta la nostra memoria condivisa." Un lavoro di grandissimo valore, che è stato prodotto da Tommaso Colliva e vede la partecipazione di alcuni ospiti che ben conosciamo, da Danno (Colle der Fomento) ad Enrico Gabrielli, da Ghemon a Laila Al Habash, fino al grande Paolo Fresu. Lo abbiamo presentato la scorsa settimana come CD-tipp, disco della settimana di Radio ARA, ed ora avremo il piacere di accogliere due terzi della band in trasmissione per parlarne.


READY TO TUNE IN?!
11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Thursday, September 14, 2023

In onda sabato mattina, settima puntata estiva, riascolteremo le interviste a Calibro 35, Enrico Gabrielli e Studio Murena!!

Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, il settimo dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della scorsa stagione, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
L'intervista del 17 giugno ha visto il ritorno di quella che definiamo spesso e volentieri la nostra band del cuore, che l'anno scorso abbiamo ospitato ben tre volte.

Non dobbiamo certo spiegare ai nostri ascoltatori il legame che ci unisce ai Calibro 35: ci vantiamo spesso e volentieri di aver organizzato il loro primo concerto in assoluto, nel gennaio 2008, e da allora li abbiamo riportati live a Lussemburgo tante volte (la più recente nel maggio 2018), ospitati in trasmissione ad ogni uscita, e da molti anni ci regalano la nostra sigla. Nel febbraio 2022 abbiamo dedicato loro una puntata monografica (qui il podcast) per presentare la colonna sonora originale della serie tv Blanca, prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e andata in onda su Rai 1.

L'anno scorso è seguita una nuova splendida opera, che ha visto la luce in due volumi, usciti il 10 giugno ed il 14 ottobre: Scacco al Maestro è un tributo che la band ha reso a Ennio Morricone, a due anni dalla sua scomparsa. Un omaggio rispettoso e sentito per quello che è stato uno dei più grandi geni della storia della musica italiana, che hanno presentato fra estate ed autunno in un tour che li ha portati in alcuni dei luoghi più suggestivi d’Italia, e di cui abbiamo parlato in trasmissione a luglio (qui il podcast) con Massimo Martellotta e a dicembre con Tommaso Colliva (qui il podcast). L'annuncio di nuovi concerti nel mese di aprile è stato accompagnato da due novità, una bella una per nulla. Per iniziare dalla seconda, Luca Cavina non fa più parte della band: ci limitiamo a dire che la cosa ci rattrista, non volendo entrare nel merito delle dinamiche all'interno di una band, non sempre semplici. La buona notizia è che chi ha perso i concerti dell'anno scorso si è potuto in parte consolare con la registrazione del concerto all'Auditorium Verdi di Milano, uscita per ora solo in cassetta.

Dopo tutti questi impegni degli ultimi anni, la band ha sentito l'esigenza di chiudersi in studio, suonare per il semplice gusto di farlo e vedere cosa usciva fuori, senza avere un committente o un altro progetto artistico da sposare. Come raccontano, lo hanno fatto a Napoli, in quella che è la prima sala di registrazione in Italia, accompagnati dal bassista Roberto Dragonetti: "Dopo un paio d’anni intensi e pieni di stimoli, avevamo una gran voglia di fare musica nostra. Per farlo abbiamo lasciato casa per chiuderci in una capsula spazio temporale - splendida come Auditorium Novecento - e siamo partiti. Ne sono venuti fuori una serie di viaggi musicali in cui abbiamo canalizzato tutte le esperienze artistiche ed umane vissute fin qui. Come nei viaggi di Verne, immaginari e straordinari, abbiamo esplorato luoghi lontani dove non eravamo mai stati ma ci è capitato anche di tornare senza accorgercene in lidi più familiari per scoprirli con occhi nuovi. Abbiamo rubato il titolo Nouvelles Aventures a György Ligeti proprio perché dopo quindici anni a costruirci per quello che siamo eravamo pronti per nuove avventure." Un nuovo splendido capitolo di una fantastica storia, uscito lo scorso 26 maggio, che abbiamo presentato dando il bentornato a Massimo Martellotta.


Il 1° aprile non abbiamo scherzato, ma dedicato una bella interviista a quello che si può definire un esordio, anche se vede protagonista un musicista dal curriculum già incredibile, che possiamo vantarci di definire un caro amico.

Enrico Gabrielli ha fondato gruppi come Mariposa, Calibro 35, The Winstons e l'etichetta 19’40’, suonato con Afterhours, Mike Patton e PJ Harvey, arrangiato canzoni di Iggy Pop, composto musica contemporanea, colonne sonore per film e pubblicato un libro di racconti. Quello che non aveva ancora fatto era un disco a suo nome, ed è arrivato lo scorso 17 marzo per 42 Records. Si intitola Le canzonine, ed è un disco di canzoni per bambini, "come si faceva una volta ai tempi di Sergio Endrigo, Gianni Rodari, Virgilio Savona, Vinicius De Moraes o Anne Sylvestre, nato inizialmente come gioco per intrattenere i suoi figli e sviluppatosi durante la chiusura forzata in casa nei mesi di pandemia.
"

Diciotto canzoni scritte, composte e arrangiate integralmente da Enrico, ad eccezione di due rielaborazioni (di Anne Sylvestre e Gianni Rodari), nate per giocare con i suoi figli Agata e Martino Durante. Sono state registrate da Giacomo Fiorenza negli studi Fonoprint di Bologna con Valerio "Pecori Greg" Canè al basso, Alessandro Trabace al violino e Marco Santoro al fagotto. A loro si sono aggiunti Sebastiano De Gennaro alle percussioni, Alessandro Grazian alle corde, Fabio Rondanini alla batteria e percussioni e il Piccolo Coro Angelico di Bologna, diretto da Giovanna Giovannini. Per completare il lavoro, una serie di papà che hanno unito le loro voci a quella di Enrico: Alessandro Fiori, Andrea Laszlo De Simone, Brunori Sas, I Cani, Cosmo, Dimartino, Francesco Bianconi, Giacomo Laser, Giovanni Truppi e Roberto Dell'Era.


L'intervista del 3 giugno ha visto protagonista un giovane collettivo dal grande talento, per il loro recente nuovo album, fra i più interessanti di questa prima parte di 2023.

Si fanno chiamare Studio Murena, sono un sestetto riunitosi a Milano nel 2018, e possono essere definiti i "capostipiti italiani di un nuovo sound che attinge dal jazz e dall'elettronica e che trova nel rap il linguaggio che contraddistingue la sua tagliente narrazione". Avevano attirato la nostra attenzione fin dai primi singoli, che avevamo presentato come il loro omonimo primo disco ufficiale, uscito nel febbraio 2021. Un lavoro molto interessante, accolto con entusiasmo dai media del settore e seguito da un'intensa attività live, inclusi alcuni importanti festival, come il MI AMI o la Notte della Taranta 2022, diretta dal Maestro Concertatore Dardust, con cui avevano già collaborato.

Due singoli alla fine dell’anno scorso hanno aperto la strada verso il loro secondo album, pubblicato il 12 maggio da Virgin Music Italia e presentato così: "WadiruM è un'istantanea, un fermo immagine concettuale che emerge da un periodo concentrato e bellissimo in cui siamo cresciuti assieme e abbiamo cementificato il nostro essere gruppo - racconta la band - Sono dieci brani che raccontano 3 mesi di palchi in giro per l'Italia e 2 di armonie in cantina. Tutto quello che abbiamo incontrato avremmo voluto accompagnasse anche voi nel disco, per questo ogni singolo elemento che lo costituisce è un pezzo di memoria di questi tempi e per molti versi il loro insieme rappresenta la nostra memoria condivisa." Un lavoro di grandissimo valore, che è stato prodotto da Tommaso Colliva e vede la partecipazione di alcuni ospiti che ben conosciamo, da Danno (Colle der Fomento) ad Enrico Gabrielli, da Ghemon a Laila Al Habash, fino al grande Paolo Fresu. Lo abbiamo presentato la scorsa settimana come CD-tipp, disco della settimana di Radio ARA, ed ora avremo il piacere di accogliere due terzi della band in trasmissione per parlarne.


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!
Sabato 16 settembre, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Monday, September 11, 2023

Spaziotempo delle lili disco della settimana di Radio ARA!!

Come sapete, abbiamo periodicamente l'onore di scegliere e presentare il CD-tipp, disco della settimana di Radio ARA: da lunedì a venerdì, un brano al giorno, alle 18. Ci pare giusto annunciare che questa settimana è nuovamente il nostro turno, anche perché ci occuperemo del ritorno di due musiciste che apprezziamo e seguiamo da lungo tempo, già nostre ospiti ben dieci anni fa.

Lisa Masia e Marina Cristofalo erano state con noi all'epoca per Dot to Dot, terzo dei quattro album di Lilies on Mars, il progetto che avevano creato a Londra alla fine degli anni zero, quando si erano fatte conoscere anche per la collaborazione con Franco Battiato. Tre anni fa hanno pubblicato un primo brano sotto il nome lili, Ritornare, che le vedeva anche passare all'italiano. Sono seguiti altri singoli, e nello scorso mese di dicembre l'EP Spazio, che hanno aperto la strada al loro primo album.

Spaziotempo è uscito lo scorso 12 maggio per Garrincha Dischi: "sintesi perfetta tra beat travolgenti e melodie fulminanti, è musica che pulsa e fa ballare mentre le voci suadenti di Lisa e Marina raccontano del confine inesistente tra realtà e sogno". Un ottimo lavoro, vario e curato, che siamo stati lieti di presentare con quella che è stata l'ultima intervista della stagione (qui il podcast), e che vi invitiamo a (ri)scoprire da oggi a venerdì alle 18 (circa) su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link.


Saturday, September 9, 2023

Stamattina tornano i Radioracconti di Radio ARA!!

È arrivato il weekend, e con esso l'abituale appuntamento con Sentieri Sonori!!

Questa settimana appuntamento speciale, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo gli amici Jacopo e Francesco: ecco nati i Radioracconti, che vanno in onda ogni secondo sabato del mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.


Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
In onda stamattina, 11.30/13, su Radio ARA!!


Thursday, September 7, 2023

Sabato mattina tornano i Radioracconti di Radio ARA!!

Si avvicina il weekend, e con esso l'abituale appuntamento con Sentieri Sonori!!

Questa settimana appuntamento speciale, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo gli amici Jacopo e Francesco: ecco nati i Radioracconti, che vanno in onda ogni secondo sabato del mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.


Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 9 settembre, 11.30/13, su Radio ARA!!


Sunday, September 3, 2023

Online il podcast di ieri, ospiti Punkreas, Kento e Checco Curci!!

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di ieri, ospiti Punkreas, Kento e Checco Curci, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:

1

Eurocrime!

Calibro 35

02:56

2

Wind day

Checco Curci

03:39

3

Come ragazzi insolenti

Checco Curci

03:28

4

Un mondo perfetto

The Niro

03:26

5

Tempi Distorti

Punkreas

04:08

6

Dai Dai Dai (Die Die Die)

feat. Giancane 

Punkreas

02:51

7

Il colore si perde

Sick Tamburo

03:37

8

Nuovo Classico (Prod. Ydfwñ)

Kento

03:04

9

Non Mi Parli Feat. Claver Gold

(Prod. Gian Flores)

Kento

03:23


Saturday, September 2, 2023

In onda stamattina, sesta puntata estiva, riascolteremo le interviste a Punkreas, Kento e Checco Curci!!

È arrivato il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, il sesto dei Sentieri Sonori estivi: come è ormai tradizione, approfittiamo delle settimane estive per proporvi una carrellata di alcune fra le più belle interviste della stagione appena conclusa, lunga, ricca e quanto mai densa di ospiti.
Il primo ospite del 15 aprile è stato un artista che apprezziamo molto, come testimonia il fatto che è stata la sua quinta apparizione sulle nostre frequenze negli ultimi dieci anni.

Parliamo di Kento, rapper reggino che abbiamo già intervistato (qui l'ultimo podcast) per i due album che ha registrato con una sorta di super-band, The Voodoo Brothers, che includeva fra gli altri nomi a noi noti come Federico JolkiPalki Camici, già bassista di Honeybird & the Birdies, e Cesare Petulicchio, batterista dei Bud Spencer Blues Explosion. Due dischi che, partendo da rap, blues e rock esploravano territori ed epoche musicali anche molto lontane fra di loro, come in una sorta di viaggio nella storia della musica afroamericana, che hanno fatto parte delle nostre Picks 2014 e 2016. 
Lo abbiamo ritrovato all'inizio del 2021 per Barre - Rap, sogni e segreti in un carcere minorili, libro edito da Minimum Fax in cui racconta la sua esperienza maturata in oltre dieci anni di laboratori in vari istituti penitenziari italiani, a contatto con centinaia di ragazzi detenuti, insieme ai quali ha scritto strofe, ritornelli e punchline. La pubblicazione è stata accompagnata dal Barre Mixtape, e presentata da Raf nei Radioracconti (qui il podcast).

Dopo un EP nel maggio 2022, intitolato Neanche per sbaglio, lo scorso 31 marzo Time 2 Rap ha pubblicato Kombat Rap, quello che di fatto è il suo primo album solista da 14 anni. Un disco complesso, dalla lunga gestazione, che se dal punto di vista lirico è come sua abitudine carico allo stesso tempo di messaggi e di poesia, dal punto di vista musicale riserva parecchie sorprese. Frutto del lavoro di 12 diversi produttori, l’album passa dal boombap originale agli esperimenti rock, fino ad arrivare anche alla techno e alla trap, ovviamente rivisitate attraverso la sua personalità ed il suo stile. Molte anche le collaborazioni al microfono, fra rapper come Lucariello e Claver Gold, featuring inaspettati come Johnson Righeira, ed ospiti internazionali come l'attrice e cantante neozelandese Lucy Lawless e la leggenda della dancehall giamaicana Burru Banton. Uno splendido lavoro, che lo stesso Kento presenta così: "Volevo un disco che avesse la libertà e la forza della musica indipendente ma con un livello di sound e collaborazioni degno di una major, e sono molto, molto contento del risultato. Non credo che in molti si aspettassero da me un lavoro del genere, che ribalta tante scelte musicali del passato e forse scontenterà qualcuno tra i miei storici ascoltatori. Ma non sono mai riuscito nella vita a scegliere la strada facile, e preferirei smettere di fare musica piuttosto che ridurmi ad essere la cover band di me stesso."


Sempre il 15 aprile siamo stati lieti di accogliere per la prima volta un gruppo presente nelle mie scalette da quando ho iniziato a fare radio, ormai più di 25 anni fa.

Si tratta di una storica band del punk italiano, di cui mi ero innamorato fin dal nome, Punkreas. Nati nel 1989, hanno esordito l'anno seguente con un demo, cui sono seguiti ad oggi ben 11 album di inediti, più vari live, raccolte ed EP. Il tutto con un'invidiabile stabilità nella formazione, che in questi tre decenni abbondanti ha visto pochi cambi, ed include ancora oggi tre membri fondatori su cinque. Dopo aver celebrato i trent’anni di carriera con XXX 1989-2019: The Best, ed essersi dati una veste acustica dal vivo e nel disco Funny Goes Acoustic del 2021, tornano a "lasciare il segno con l'attitudine e l'impegno che li ha resi tra i principali esponenti del punk rock e ska punk in Italia, suggellando il loro percorso con un nuovo ed energico lavoro discografico"
.

Lo scorso 31 marzo è infatti uscito Electric Déjà-vu, il loro nuovo album, scritto in parte prima della pandemia, che ha come filo conduttore il concetto dei corsi e ricorsi storici: la guerra e la propaganda, la destra al governo, gli imbonitori di regime, i diritti calpestati e lo sfruttamento del lavoro, sono alcuni dei temi presenti in questo lavoro, con il loro triste sapore di già visto. Un ottimo disco, prodotto e registrato come il precedente da Roberto Rhobbo Bovolenta ed impreziosito da ospiti come Giancane, Francesco Fry Moneti e Franco D’Aniello dei Modena City Ramblers e Raphael, una delle più belle voci del reggae italiano.


L'intervista del 18 marzo è stata dedicata a quella che non esitiamo a definire una delle più belle sorprese di questo inizio di anno.

Si tratta del disco di esordio di Checco Curci, cantautore nato e cresciuto a Noci, in provincia di Bari, che si è in seguito trasferito prima a Venezia per studiare architettura, poi a Milano per specializzarsi in urbanistica, materia che oggi insegna al Politecnico. In questi anni ha militato in vari gruppi, ed ha anche fondato l’associazione BucoBum e curato per 10 anni la direzione artistica dell’omonimo festival, portando a Noci una lunga lista di ottimi artisti italiani (Dente, Dimartino, Giovanni Truppi, Motta, Edda e tanti altri).

Lo scorso 27 gennaio l’etichetta-collettivo Dischi Uappissimi (con distribuzione ArtistFirst) ha pubblicato il suo primo album, Anche solo per un saluto: undici canzoni che "penetrano nelle pieghe nascoste dei pensieri e dei comportamenti umani per provare a svelare i significati complessi e profondi che si celano dietro azioni e fatti apparentemente semplici o scontati". Suoi sono i testi, le musiche e gli arrangiamenti, mentre la produzione è di Giacomo Carlone con la partecipazione di Leo Steeds. Last, but not least, il disco si pregia della supervisione artistica di quello che ci piace definire un vecchio amico della trasmissione, Riccardo Sinigallia, che già prima di entrare nel progetto aveva più volte descritto il lavoro di Checco Curci come una delle novità più interessanti e originali nel panorama della canzone italiana.
Un disco ricco e vario, ma mai sovraccarico o sfocato, profondo e complesso, ma mai ostico o pretenzioso, che sorprende e conquista per maturità e personalità. Canzoni che "più che attraversare i generi e gli stili, li scavalcano e si presentano come tessere di un grande mosaico, articolato e complesso, ma al tempo stesso compatto e lineare, astratto eppure incredibilmente realistico. Che siano imperniati sul suono solitario di un pianoforte verticale o su ricchi incastri armonici e timbrici, i brani di Checco Curci trasudano contemporaneità senza mai tradire la forma canzone. L’anima del cantautore, l’acume del compositore, il gusto del musicista, il coraggio dello sperimentatore si conciliano nello spazio finito di una canzone."


READY TO TUNE IN?!
11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.