Questo sabato riprenderemo le trasmissioni in diretta, dopo la pausa estiva, per quella che sarà una stagione molto speciale, la TRENTESIMA di Sentieri Sonori.
Oggi ripartiamo invece con i post del nostro blog, ringraziando i tantissimi che ci hanno letto anche durante l'estate, e la prima novità che presentiamo in questa trentesima stagione della trasmissione è un’uscita cui teniamo molto, bella quanto purtroppo triste. Parliamo infatti di una band che seguiamo dal suo esordio, contemporaneo di quello di Sentieri Sonori, e del loro splendido nuovo disco, che resterà purtroppo l’ultimo.
Parliamo degli Yuppie Flu, gruppo nato ad Ancona nel 1995, che aveva debuttato due anni dopo con l'album Automatic but static. Un lavoro interessante, che richiamava ispirazioni d'oltreoceano come Pavement e Sebadoh, a partire dal quale seguirono un percorso che li ha portati a definire un sound molto personale, unione di indie, low-fi ed elettronica. Hanno pubblicato cinque LP e vari singoli, split ed EP, ottenendo un buon successo di pubblico e e di critica anche all'estero, come testimoniano vari tour europei, fino a Fragile forest, disco uscito nel 2008. Nel novembre 2021 è apparso improvvisamente sui social network l'annuncio del loro ritorno, con un EP di tre brani intitolato Hold on, che pareva far presagire ulteriori novità.
Oltre a questo, il frontman Matteo Agostinelli è stato uno dei fondatori e protagonisti di Homesleep Music, etichetta bolognese che ha lasciato un segno importante nella musica indipendente fra il 1999 ed il 2009, pubblicando artisti italiani (Julie's Haircut, Giardini di Mirò, CUT, Amor Fou...) e stranieri (come gli statunitensi Fuck).
Qualche mese fa è purtroppo arrivata una terribile notizia: "Questa è veramente difficile da affrontare. Matteo ci ha lasciato. Restano gli album, le canzoni, i concerti, tutta l'incredibile avventura di Yuppie Flu, che ha sognato e poi costruito attraverso gli anni, con la passione che solo i sognatori possiedono. Sono la testimonianza del suo meraviglioso talento per la musica. Che resterà qui, con noi."
Qualche mese fa è purtroppo arrivata una terribile notizia: "Questa è veramente difficile da affrontare. Matteo ci ha lasciato. Restano gli album, le canzoni, i concerti, tutta l'incredibile avventura di Yuppie Flu, che ha sognato e poi costruito attraverso gli anni, con la passione che solo i sognatori possiedono. Sono la testimonianza del suo meraviglioso talento per la musica. Che resterà qui, con noi."
A diciotto anni dall'ultimo album in studio, venerdì scorso (17 settembre) hanno pubblicato il loro nuovo album, intitolato Kings Without a Crown, con 42 Records e Homesleep Music, che è tornata per l’occasione e ristamperà il loro intero catalogo.
Uno splendido lavoro, cui Matteo stava lavorando negli ultimi anni prima della sua scomparsa, che “spinge ancora oltre quella continua evoluzione sonora che aveva attraversato ogni album degli Yuppie Flu. Le canzoni sono esattamente come Matteo le aveva scritte, registrate e completate. Non una raccolta incompiuta o un archivio riaperto dopo anni, ma un vero album costruito senza la pressione di dover rispettare tempi di mercato o scadenze produttive. Brani pensati lentamente nel corso degli anni, con la libertà di lavorare senza aspettative o compromessi, ed è proprio questa libertà a rendere Kings Without a Crown uno dei lavori più profondi e riusciti degli Yuppie Flu. Dentro il disco convivono ancora tutte le tensioni che hanno reso immediatamente riconoscibile il suono della band: melodie oblique e aperture pop, stratificazioni elettroniche, chitarre liquide, improvvise accelerazioni psichedeliche, ma anche una scrittura più essenziale e diretta rispetto al passato. Al centro resta la voce di Matteo Agostinelli, fragile e intensa allo stesso tempo, una delle caratteristiche più riconoscibili e peculiari della band.”
Uno splendido lavoro, cui Matteo stava lavorando negli ultimi anni prima della sua scomparsa, che “spinge ancora oltre quella continua evoluzione sonora che aveva attraversato ogni album degli Yuppie Flu. Le canzoni sono esattamente come Matteo le aveva scritte, registrate e completate. Non una raccolta incompiuta o un archivio riaperto dopo anni, ma un vero album costruito senza la pressione di dover rispettare tempi di mercato o scadenze produttive. Brani pensati lentamente nel corso degli anni, con la libertà di lavorare senza aspettative o compromessi, ed è proprio questa libertà a rendere Kings Without a Crown uno dei lavori più profondi e riusciti degli Yuppie Flu. Dentro il disco convivono ancora tutte le tensioni che hanno reso immediatamente riconoscibile il suono della band: melodie oblique e aperture pop, stratificazioni elettroniche, chitarre liquide, improvvise accelerazioni psichedeliche, ma anche una scrittura più essenziale e diretta rispetto al passato. Al centro resta la voce di Matteo Agostinelli, fragile e intensa allo stesso tempo, una delle caratteristiche più riconoscibili e peculiari della band.”
Un disco bello e ricco, che colpisce anche per la varietà di suoni e produzioni, che speriamo di presentare presto con un'intervista. Nell'attesa, oggi vi presentiamo il primo singolo, Be Free Now, che "mostra uno dei lati più inaspettati del disco: un brano costruito insieme a Francesco Chielli, storico bassista e co-compositore della band, che firma anche le strofe rappate, attraversato da un’energia irregolare e febbrile che sfocia in un ritornello melodico e apertissimo. Uno dei pezzi più atipici mai pubblicati dagli Yuppie Flu."
Ve ne proponiamo il bel video, realizzato dallo stesso Chielli con materiali d’archivio VHS della band, e vi invitiamo a scoprire ed acquistare questo splendido lavoro tramite il player Bandcamp qui sotto: enjoy!!

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