Monday, December 22, 2014

Paolo Baldini DubFiles

Prima di dedicarci alle Sentieri Sonori Picks, ci pare giusto parlarvi anche qui di un disco che abbiamo iniziato a presentare nella trasmissione di sabato scorso, ed al quale dedicheremo ulteriore spazio a gennaio, anche con un'intervista.

Si tratta del primo disco a proprio nome per un musicista e produttore già attivo da molti anni, Paolo Baldini.
Dopo essersi fatto conoscere con i B.R. Stylers, autori di un reggae molto moderno, con grande uso dell'elettronica, nel 2006 è entrato negli Africa Unite, producendo Controlli e Rootz e finendo per collaborare con Madaski anche per il progetto Dub Sync, come bassista e produttore.
La sua attività di produttore si è allargata negli anni, non solo in ambito reggae (in primis, per tutti e tre i dischi dei Mellow Mood, nostri ospiti ad inizio dicembre) ma anche ad esempio con i Tre Allegri Ragazzi Morti, che si sono affidati a lui per contaminare il proprio rock'n'roll con il reggae in Primitivi del futuro e con la world music in Nel giardino dei fantasmi.


Da questa intensa attività ha inizio nel suo Alambic Conspiracy Studio il progetto DubFiles, inizialmente attraverso una serie di video, pubblicati online, che mostrano la nascita delle versioni dub delle sue produzioni, con Baldini al mixer ed i vari cantanti che interpretano quelli che in gergo si chiamano riddim.
Le tante visualizzazioni di questi video hanno spinto alla nascita di un vero e proprio album,  con la partecipazione di una ricca schiera di cantanti: Jacob, L.O e Julies I dei Mellow Mood, Andrew I, Forelock (cantante dei sardi Arawak) e lo spagnolo Sr. Wilson, con ospiti speciali il portoghese Richie Campbell, l'australiano Dub Fx ed il rapper inglese Rawz.

Il risultato è un disco di dub di grande livello, nel solco della migliore tradizione giamaicana, quella di King Tubby o Scientist, tradizionale anche nell'approccio analogico di suoni ed effetti.
Uno di questi dischi che dimostra che in Italia c'è chi fa musica di livello internazionale, e che conferma la validità della scena reggae (e dintorni) del nostro Paese.



No comments:

Post a Comment