Questa mattina usciamo dai tradizionali sentieri sonori italiani, per tornare a parlare di un gruppo di cui a fine marzo vi abbiamo proposto uno splendido vecchio concerto.
Vi rinviamo a quel post per una presentazione completa dei Mazzy Star, che come dicevamo allora si sono riuniti nel 2013, a distanza di ben 17 anni dal precedente album, dando alle stampe Seasons of your day. Un ottimo lavoro, dopo il quale sono tornati ad occuparsi dei rispettivi progetti, fino all'annuncio a sorpresa (almeno per il sottoscritto) di qualche giorno fa. Il primo giugno sarà infatti pubblicato un nuovo EP, Still, che presenteranno partecipando al Vivid Live Festival, in Australia.
Siamo ovviamente molto curiosi di scoprire questo nuovo capitolo di un'avventura così affascinante, che è anticipato da un primo brano, intitolato Quiet, the winter harbor, che vi proponiamo questa mattina: enjoy!!
Quest'oggi torniamo a parlare di una delle novità che vi abbiamo presentato sabato scorso in trasmissione (qui il podcast).
Si tratta del nuovo album della Banda Rulli Frulli, che riunisce oltre 70 tra bambini, adolescenti, abili e diversamente abili. Un bel progetto nato nel 2010 ma lanciato soprattutto durante "il terremoto nel 2012 a Finale Emilia: capitanati da Federico Alberghini (ideatore e fondatore del progetto) insieme a Marco Golinelli, Federico Bocchi e Sara Setti, i giovani inventano un modo nuovo di superare la paura: suonando insieme, suonando più forte del terremoto. Un gruppo dove tutti sono uguali, dove si superano le differenze di età mentre si costruiscono strumenti musicali con materiali di recupero, come per dare una seconda vita agli oggetti: così i ragazzi salgono sul palco con cestelli dell’asciugatrice trasformati in casse da banda, tubi idraulici suonati con racchette da ping pong, manici di scopa siliconati per farne bacchette e pentole a profusione. Un progetto dove si fa musica per davvero, in cui la musica non fa differenze e toglie le distanze. E il risultato è decisamente strabiliante".
L'anno scorso vi avevamo presentato (qui il podcast) il loro quinto album, che ha trovato un seguito sabato scorso, 5 maggio, con l'uscita del nuovo disco, Arcipelago: "un percorso che inizia su disco e continua sul palcoscenico, conducendo l'ascoltatore in un viaggio dalla solitudine alla rete sociale, dal naufragio alla cittadinanza, in pratica: dall'isola all'arcipelago". Speciale guida di questo viaggio è un artista che amiamo molto, Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione, già ospite del precedente singolo Dove dorme la Luna di giorno, che ha dato vita a un amore: “Amo la Banda Rulli Frulli per diversi motivi. Il primo è artistico: hanno un suono devastante. Il secondo è politico: i Rulli Frulli sono un esempio mirabile di quello che possono fare gli individui quando si mettono insieme, quando si uniscono per un obiettivo". Un obiettivo che, dopo mesi di condivisione di spazi e idee, ha spinto la Banda a proporre a Tommaso la direzione artistica del progetto, a 360°, dalla scrittura all’ascolto e alla sperimentazione. In questo nuovo lavoro torna pure Cristina Donà, già sostenitrice e protagonista del progetto per il precedente disco, ed anche a Bob Corn e Bruskers.
Il risultato è un altro album molto interessante, che è lanciato dal primo singolo, title-track del disco, di cui oggi vi proponiamo il bel video, per la regia di Diego Gavioli: enjoy!!
Ad inizio dicembre vi abbiamo presentato in trasmissione (qui il podcast) il nuovo album di un originale artista romano, anche membro del Muro del Canto.
Ansia e Disagio è il titolo del nuovo disco di Giancane, uscito lo scorso 24 novembre per Woodworm Label. L’album, composto da undici canzoni, "racchiude osservazioni pungenti, ironia e una profonda curiosità nei confronti degli stati ansiosi, propri o altrui. Senza dismettere la vocazione folk’n’roll e country-neomelodica che l’hanno reso celebre, Giancane inaugura una nuova stagione compositiva, inventando una nuova grammatica cantautorale di chiara provocazione e vocazione popolare, adatta a qualsiasi età. Come rivela la copertina, il booklet del disco contiene 11 giochi, uno per ciascun brano del disco, ispirati alla Settimana Enigmistica e dedicati all’ansia e al disagio: cruciverba, rebus, enigmi e passatempi".
Torniamo a parlarne quest'oggi per presentarvi il nuovo singolo, uscito la scorsa settimana, e lo splendido video che lo accompagna. Il brano è Ipocondria, e vede la partecipazione di un altro artista ben noto dalle nostre parti, Rancore, mentre il video, diretto da Davide Bastanimotion, è opera di uno dei migliori disegnatori italiani, Zerocalcare: enjoy!!
Come avevo anche scritto qui sul blog, martedì mi sono voluto rituffare, dopo qualche anno di quasi totale distacco, nel tradizionale Concertone di Piazza San Giovanni. Un po' di giorni dopo, mi è venuta voglia di scrivere qualche riga a riguardo, con cui accompagnare la presentazione delle esibizioni che mi sono maggiormente piaciute.
In primo luogo, tengo a chiarire che voglio fare astrazione dal contenuto politico dell'evento, non perché non mi interessi, ma perché aprirebbe discorsi più lunghi e complessi di quanto abbia il tempo di sviluppare qui, e preferisco quindi concentrare l'attenzione, come sempre, sulla musica. Da quel punto di vista bisogna partire dall'assunto che si tratta di un evento per il "grande pubblico", ed in un duplice senso: da un lato la vasta platea in Piazza San Giovanni, che mi pareva ed immagino composta da molti giovani, anche molti non romani, e dall'altro quella di una televisione generalista in un giorno di festa, il tutto per nove ore di live-show open-air in diretta. Di conseguenza, non potevo di certo attendermi un cast composto solamente da artisti che apprezzo, e del resto non è mai stato così, mutatis mutandis: ho visto come ogni anno molte cose che non mi piacciono, altre che mi lasciano indifferente, alcune che posso anche far fatica a capire.. sarà l'età? Forse non solo quella, ma voglio applicare il principio che cerchiamo di seguire sia in trasmissione che qui sul blog, ed anche più in generale nella vita: cercare di dedicare il mio tempo e le mie energie alle cose che amo, magari per diffonderle a mia volta, piuttosto che a sforzarmi di analizzare o ancor peggio denigrare ciò che non amo.
Posso quindi dire che sono stato molto felice di potermi godere da casa un certo numero di live-set (brevi ma intensi, cit. Enrico Gabrielli), alcuni interessanti altri molto belli, e soprattutto che questa manifestazione abbia permesso ad artisti che apprezzo di potersi mostrare ad un pubblico che raramente possono raggiungere. Fra quelli interessanti citerei Wrongonyou, Maria Antonietta, La Municipàl (con Marco Ancona alla chitarra), Dardust, Ministri e Nitro, tutti in passato ed anche in futuro nelle nostre scalette. Fra i nostri preferiti, in primo luogo i nostri recenti ospiti Willie Peyote, con un set d'impatto accompagnato da un'ottima live band, e The Zen Circus, in gran forma, ormai fra le migliori rockband italiane. Poi John De Leo, già frontman dei Quintorigo, con la sua splendida voce, ed un bell'omaggio agli Skiantos da parte di una "all-star band" (con membri di Calibro 35, BlueBeaters, Ex-Otago, Fast Animals and Slow Kids..) giustamente scanzonata. Due grandi nomi, da sempre nei nostri cuori ed entrambi già nostri ospiti, Max Gazzè nella sua attuale versione orchestrale e Carmen Consoli in trio acustico con violino e violoncello. Un discorso a parte meritano due esibizioni che siamo felici e fieri di aver contribuito più o meno direttamente a portare sui palchi di Lussemburgo in questa prima metà di 2018. In primo luogo Cosmo, che ha fatto ballare San Giovanni come ha fatto al De Gudde Wëllen a febbraio, lanciandosi anche in un crowd-surfing.. coraggioso. E soprattutto i nostri amati Calibro 35, che siamo stati orgogliosi di vedere penultimi in scaletta prima di Fatboy Slim, e come dovreste sapere riporteremo in concerto a Lussemburgo il prossimo 19 maggio (all info here, presales here)!!
Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, ospiti ... A Toys Orchestra e Starship 9, o forse volete riascoltarla? La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!
Venendo agli ospiti, daremo il bentornato ad una band già ospitata ormai tre anni e mezzo fa (qui il podcast) per presentare quello che ad oggi è il loro ultimo disco, ed il benvenuto ad un duo che ha appena pubblicato il debutto sulla lunga distanza.
…A Toys Orchestra è una band campana attiva dal 1996, che ha pubblicato nel 2001 l'esordio Job, cui sono seguiti cinque ottimi lavori, gli ultimi tre entrati nelle Sentieri Sonori Picks (Midnight talks nel 2010, prima edizione delle Picks, Midnight (R)Evolution nel 2011 e Butterfly effect nel 2014). Anche grazie all'intensa attività live in questi anni si sono guadagnati un crescente fedele pubblico, sia in patria che all'estero. Sono senza dubbio fra gli artisti italiani indipendenti più noti oltre confine, aiutati dalla scelta di utilizzare l'inglese ma anche dalle indubbie doti autorali di Enzo Moretto, il frontman della band.
In loro nuovo disco, Lub Dub, è stato pubblicato il 27 aprile da Ala Bianca e segna il ritorno della band di Agropoli a sonorità più organiche, mettendo da parte l'elettronica in primo piano nell'ultimo lavoro. Il risultato è uno dei loro dischi più intensi ed emozionali, come ben testimonia la prima anticipazione e title-track del disco, che presentano così: “Siamo tutti inesorabilmente dentro la stessa macchina, la stessa barca, lo stesso tempo, la stessa vita. Come se chiunque al mondo avesse un medesimo cuore dentro al medesimo petto che batte, adesso, ora, in questo istante: lub-dub, lub-dub, lub-dub, lub-dub”.
Vi presenteremo poi un esordio particolarmente interessante, pubblicato anch'esso la scorsa settimana da un progetto che in realtà esiste da parecchio tempo.
Si tratta del primo omonimo album dei romani Starship 9, ovvero Ernesto Cornetta e Fabio Fraschini, musicisti ed amici che da sempre condividono esperienze in studio e dal vivo, ed avevano pubblicato l'anno scorso un primo EP intitolato Stelvio, in omaggio al Maestro Cipriani. Il loro debutto sulla lunga distanza è uscito il 27 aprile per la Cinevox Record, la storica label di culto per gli appassionati di colonne sonore che può vantare in catalogo autori come Ennio Morricone, Nicola Piovani, Riz Ortolani e Goblin.
Siamo in effetti su sentieri sonori che partono dall'estetica cinematica retrò, fonte di ispirazione anche di band come Calibro 35 o La Batteria, per andare però in direzioni diverse, che si tingono del pop del nuovo millennio, riecheggiando band come Air o Zero7. Un sound che nasce dalla "combinazione tra il loro stile personale e l’ispirazione derivante dalla comune passione per i temi e le melodie delle più oscure musiche da film dall’anima easy listening. Sonorità synthpop retrofuturistiche, ricerca della melodia, sofisticate atmosfere cinematiche condensate nelle aperture strumentali, arrangiamenti stratificati e sobrie sperimentazioni psichedeliche, trovano spazio nel disco in una originale miscela sonora senza riferimenti temporali."
READY TO TUNE IN?!! 11.30/13, suRadio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questolink, podcast a seguirequi.
Ci lanciamo verso il weekend presentandovi il nuovo singolo e video di quello che da una ventina d'anni è uno dei protagonisti del rap italiano.
Stiamo parlando di Piotta, rapper romano in attività dagli anni '90, che dopo vari singoli e collaborazioni aveva pubblicato nel 1998 il suo primo album, Comunque vada sarà un successo, ottenendo enormi riscontri soprattutto con il singolo Supercafone, che all'epoca divenne un vero e proprio tormentone anche presso il grande pubblico. Un successo che non lo allontanò dalla sua cultura e dalla sua gente, anzi lanciò una carriera che è proseguita con tanti progetti, una propria etichetta, trasmissioni radiofoniche e ben otto album in studio, più uno dal vivo.
Il suo nuovo singolo, prima anticipazione dal nuovo album in arrivo, si intitola Domani è un altro giorno, e lo vede nuovamente collaborare con con Daniele Coccia Paifelman: "il brano si sviluppo su un beat energico e trascinante, dove le rime supersoniche di Piotta si intrecciano alla voce profonda di Coccia, combo già sperimentata con successo per 7 Vizi Capitale".
Il video, diretto da Glauco Citati, è "il racconto dell’Italia di oggi, vista attraverso prospettive diverse ma unite dalla speranza per un futuro comune e la necessità di condividere assieme il domani che è un altro giorno, perché nessun temporale può durare per sempre": enjoy!!
Questa mattina torniamo a parlare di un bel disco che vi abbiamo presentato a metà ottobre (qui il podcast), per poi includerlo nelle Sentieri Sonori Picks 2017.
Una band nata nell'ottobre 2012 dall'altra parte dell'oceano, nei boschi fuori Boston, dove Cristiano Pizzuti (voce e chitarra) si trova temporaneamente. Tornato a casa, porta avanti il progetto continuando a "preservare un carattere sospeso tra un’americana slack e dimessa, la dimensione defilata della provincia, l’indole ritrosamente boschiva dell’alt folk".
Siamo insomma nei sentieri sonori di artisti come Wilco, Sparklehorse o Elliott Smith, percorsi con buon piglio e talento, ed indubbie capacità autoriali.
Oggi siamo lieti di presentarvi un loro nuovo video, A fox in versione live in studio, pubblicato nelle scorse settimane: enjoy!!
La settimana sta volando via, si avvicina il weekend, e con esso il vostro abituale appuntamento con Sentieri Sonori!! Come sempre tanta carne al fuoco, anzi tanta musica per le vostre orecchie, incluse un po' di novità interessanti, come gli album di Makai, The Sweet Life Society e Gabriella Martinelli ed i singoli di Verano,Margherita Vicarioe della Banda Rulli Frulli, con Cristina Donà e Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione. Venendo agli ospiti, daremo il bentornato ad una band già ospitata ormai tre anni e mezzo fa (qui il podcast) per presentare quello che ad oggi è il loro ultimo disco, ed il benvenuto ad un duo che ha appena pubblicato il debutto sulla lunga distanza.
…A Toys Orchestra è una band campana attiva dal 1996, che ha pubblicato nel 2001 l'esordio Job, cui sono seguiti cinque ottimi lavori, gli ultimi tre entrati nelle Sentieri Sonori Picks (Midnight talks nel 2010, prima edizione delle Picks, Midnight (R)Evolution nel 2011 e Butterfly effect nel 2014). Anche grazie all'intensa attività live in questi anni si sono guadagnati un crescente fedele pubblico, sia in patria che all'estero. Sono senza dubbio fra gli artisti italiani indipendenti più noti oltre confine, aiutati dalla scelta di utilizzare l'inglese ma anche dalle indubbie doti autorali di Enzo Moretto, il frontman della band.
In loro nuovo disco, Lub Dub, è stato pubblicato il 27 aprile da Ala Bianca e segna il ritorno della band di Agropoli a sonorità più organiche, mettendo da parte l'elettronica in primo piano nell'ultimo lavoro. Il risultato è uno dei loro dischi più intensi ed emozionali, come ben testimonia la prima anticipazione e title-track del disco, che presentano così: “Siamo tutti inesorabilmente dentro la stessa macchina, la stessa barca, lo stesso tempo, la stessa vita. Come se chiunque al mondo avesse un medesimo cuore dentro al medesimo petto che batte, adesso, ora, in questo istante: lub-dub, lub-dub, lub-dub, lub-dub”.
Vi presenteremo poi un esordio particolarmente interessante, pubblicato anch'esso la scorsa settimana da un progetto che in realtà esiste da parecchio tempo.
Si tratta del primo omonimo album dei romani Starship 9, ovvero Ernesto Cornetta e Fabio Fraschini, musicisti ed amici che da sempre condividono esperienze in studio e dal vivo, ed avevano pubblicato l'anno scorso un primo EP intitolato Stelvio, in omaggio al Maestro Cipriani. Il loro debutto sulla lunga distanza è uscito il 27 aprile per la Cinevox Record, la storica label di culto per gli appassionati di colonne sonore che può vantare in catalogo autori come Ennio Morricone, Nicola Piovani, Riz Ortolani e Goblin.
Siamo in effetti su sentieri sonori che partono dall'estetica cinematica retrò, fonte di ispirazione anche di band come Calibro 35 o La Batteria, per andare però in direzioni diverse, che si tingono del pop del nuovo millennio, riecheggiando band come Air o Zero7. Un sound che nasce dalla "combinazione tra il loro stile personale e l’ispirazione derivante dalla comune passione per i temi e le melodie delle più oscure musiche da film dall’anima easy listening. Sonorità synthpop retrofuturistiche, ricerca della melodia, sofisticate atmosfere cinematiche condensate nelle aperture strumentali, arrangiamenti stratificati e sobrie sperimentazioni psichedeliche, trovano spazio nel disco in una originale miscela sonora senza riferimenti temporali."
La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!! Sabato 5 maggio, 11.30/13, suRadio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questolink, podcast a seguirequi.
Questa mattina vogliamo condividere con voi una bella esibizione in acustico di una giovanissima artista dal notevole talento e dalla splendida voce, che è stata nostra ospite prima in trasmissione nel settembre 2016 (qui il podcast), poi nel nostro ultimo appuntamento live dello stesso anno, alle Rotondes.
Birthh è "l’oscuro alter-ego di Alice Bisi, la coscienza di una diciannovenne che spende la maggior parte del proprio tempo a pensare a eventi apocalittici”.
Ed in effetti i brani del suo disco di esordio, Born in the woods, sono permeati da quell'inquietudine che accompagna la fine dell'adolescenza, come si può intuire già dai titoli: si parte da Prelude for the loveless, per continuare fra l'altro con Interlude for the lifeless e Interlude for the Hopeless, e finire con For the heartless.
Con lei, hanno dato vita a questo progetto altri due giovani musicisti, Massimo "Maci" Borghi e Lorenzo Borgatti, già collaboratore di un'interessante band che è stata in passato nelle nostre scalette, i Three in One Gentleman Suit. Ne è nato un album è molto particolare ed interessante anche dal lato musicale, che riesce ad unire la sensibilità di una scrittura cantautorale, dalle evidenti radici folk, alle ricercatezze degli arrangiamenti elettronici. Elettronica usata in modo originale, ad esempio facendo a meno del basso, ed usando suoni percussivi in gran parte presi dalla quotidianità: snap, battiti di mani, acqua, porte che sbattono… Il risultato è come dicevo un disco molto affascinante, che ha ottenuto notevoli riscontri anche oltre confine, portandoli fra l'altro a suonare per due volte al prestigioso festival SXSW di Austin, USA.
Questa mattina vi voglio proporre un bel video di Alice in solitaria, ospite di Sofar Milano per eseguire uno splendido brano inedito, Elephants sing backward: enjoy!!