Thursday, May 19, 2022

In onda sabato mattina, ospiti Sesto e Chiara Vidonis!!

Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Vi proporremo un programma molto ricco, incluse due graditi ospiti ed altre interessanti novità: ascolteremo e parleremo di Kendrick Lamar, Willie Peyote, Africa Unite, Train to Roots, Marina Rei e Carmen Consoli, The Leading Guy e The Zen Circus feat. Brunori Sas.
La prima intervista della settimana sarà dedicata al primo album di un cantautore che apprezziamo molto, e che avevamo scoperto ormai ben otto anni fa.

Si faceva chiamare Abbazabba e ci era stato segnalato dai nostri amici e periodici ospiti Ricky ed Elisa Russo per il suo EP di esordio, nel 2014. Sereno era in effetti un lavoro molto interessante, cinque bei brani arrangiati con semplicità e gusto, folk ispirato e valorizzato da una voce intensa ed emozionante. Attivo come produttore e sound engineer, l'artista triestino ha sfruttato le esperienze maturate in studio e dal vivo (che lo hanno portato negli Stati Uniti, in Sud America e quasi ovunque in Europa) per assorbire nuove sonorità e farsi contaminare il più possibile, senza smettere di comporre. Per quattro anni ha scritto senza sosta, ma a dare linfa vitale al nuovo lavoro è stato l’incontro con un personaggio che conosciamo bene ed abbiamo già ospitato due volte. Paolo Baldini, produttore e dub master di fama internazionale (Tre Allegri Ragazzi Morti, Mellow Mood, Almamegretta), lo ha portato a riscrivere, riarrangiare e poi riscrivere ancora gran parte delle canzoni, arrivando ad una tracklist che va a toccare stili diversi mantenendo un unico filo conduttore: la sua voce.

L'album si intitola Pianosequenza ed è uscito lo scorso 29 aprile sotto un nuovo moniker, un po' per un caso di omonimia ma anche per segnare una ripartenza. Ha scelto Sesto perché, come ha spiegato in un'intervista ad Elisa Russo, in un mondo di corse per arrivare primo lui preferisce "camminare, senza guardare a classifiche e graduatorie, senza voler neanche salire su un podio. Nel basket il sesto uomo è l'outsider, pur ricoprendo un ruolo importantissimo per la squadra senza esserne la stella. Sesto è anche quel senso in più, che non tutti hanno, l'intuito, l'istinto."


Saremo poi felici di presentare il nuovo lavoro di un'altra artista che ci era stata segnalata da Ricky ed Elisa, e che avevamo già ospitato per il suo precedente album, ormai sei anni e mezzo fa.

Parliamo di Chiara Vidonis, cantautrice triestina che, dopo diversi anni di attività, molti concerti e riconoscimenti (miglior interpretazione al Premio Bianca D'Aponte nel 2011, Premio Pigro nel 2014), era arrivata nel novembre 2015 al disco di esordio, Tutto il resto non so dove. Undici brani interamente scritti e prodotti da lei, ed arrangiati con la band: Daniele Fiaschi alle chitarre, Andrea Palmeri alla batteria e Simone De Filippis al basso, synth ed ipad, sotto la supervisione del sound engineer Stefano Bechini. Un ottimo lavoro, fra rock e pop, che metteva in valore le sue indubbie qualità di autrice e cantante, e che avevamo come detto presentato con una bella intervista (qui il podcast).

Dopo tanta attesa, lo scorso 29 aprile ha pubblicato con FioriRari il suo nuovo album, La Fame, prodotto da Karim Qqru (The Zen Circus) e registrato e mixato da Andrea Pachetti presso il 360 Music Factory Studio Recording. Uno splendido disco, che ci fa ritrovare il suo talento e la sua splendida voce su sentieri sonori nuovi: "otto brani, essenziali nella durata ed espansi nella pienezza compositiva e autoriale, una prova di maturità che rende questo album profondo nelle parole che declinano amore ed esistenza, accurato nei suoni, contemporaneo e dall’attitudine rock, incisivo ma anche intimo; uno scossone e una carezza."


La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!
Sabato 21 maggio, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Wednesday, May 18, 2022

Train To Roots, nuovo singolo e video: Ancora qui

Questa mattina siamo contenti di tornare a parlare di un'ottima reggae band italiana, già più volte nelle nostre scalette.

Si chiamano Train to Roots, si sono formati nel 2004 e si sono fatti conoscere non solo in Italia, ma in tutta Europa, soprattutto grazie ad un'intensa attività live. "Caratterizzati da una maturazione costante e dai live esplosivi, nei loro dischi hanno mantenuto un mix particolare di stili e lingue, in cui trovano spazio le varie sfumature della musica giamaicana e della black music con testi impegnati e divertenti in italiano, sardo e inglese." Risale ormai a cinque anni fa la pubblicazione del loro ultimo album, Declaration N° 6, distribuito globalmente dalla storica etichetta giamaicana VPAL, come già il precedente. Un ottimo lavoro, impreziosito dalla partecipazione di Bunna (Africa Unite) ed Eugenio Finardi, e che confermava il valore della band.

Nel 2019 avevamo presentato due nuovi singoli, Denaro e Oi, cui è fatalmente seguita una pausa di quasi due anni per la pandemia. Alla fine dell'anno scorso la band sarda ha ripreso il percorso di ritorno alle sue radici musicali con testi in italiano e sardo che musicalmente ricordano il reggae britannico a cui si sono ispirati dal primo momento con un singolo intitolato Pro Tie, che è stato seguito a fine aprile da un nuovo bel brano. Ancora qui è una canzone autobiografica che celebra i loro 18 anni di carriera, spiccatamente roots e con sonorità calde e avvolgenti segnate da una registrazione completamente analogica. Oggi ve ne presentiamo il video, che mescola immagini d'archivio con altre più recenti, prodotto da Roble Factory: enjoy!!


Tuesday, May 17, 2022

Nicola Lotto, nuovo singolo e video dal primo album: Nel volto (feat. Paolo Benvegnù)

Questa mattina torniamo a parlare di un giovane cantautore di talento e del suo primo album, uscito il 29 aprile per Vrec Music Label, che attendevamo con curiosità.

Si tratta del primo album di Nicola Lotto, cantautore e chitarrista padovano che ha esordito due anni fa con l’EP Si comincia così, che vedeva la partecipazione di Edda nel singolo di apertura Una luce. Oltre all’attività cantautorale ha al suo attivo numerose esperienze di drammatizzazione e reading, l’ultima dedicata a Une saison en enfer di Arthur Rimbaud. Il suo primo album si intitola Il canto nudo, ed è stato prodotto da Flavio Ferri (nostro ospite un anno e mezzo fa, qui il podcast) e registrato da Marco Olivotto, che suona anche il basso, mentre alla batteria troviamo Simone Filippi.

Un lavoro molto interessante, la cui uscita è stata lanciata da un nuovo singolo, che vede la partecipazione di un artista che amiamo profondamente. Nel volto è "un brano delicato e intimo, costruito attorno a chitarra acustica e pianoforte. Le note del piano, stirate in un effetto straniante, creano un'atmosfera sospesa, calda e avvolgente quanto curiosamente mistica. Nel testo si affronta il tema del disagio mentale e di certi pensieri oscuri da esso generati. Ma ci si immagina che dal dolore che queste situazioni implicano, possa nascere e fiorire nel volto una forma di nuova bellezza. La voce di Paolo Benvegnù, intrecciata con quella dell'autore, è un contrappunto di luce, che dona alla canzone un'aura particolare." Oggi ve ne presentiamo il bel video, girato da Michele Bacelle presso l'Anfiteatro del Venda, in provincia di Padova: enjoy!!


Monday, May 16, 2022

Kendrick Lamar torna con un disco meraviglioso!!

Apriamo la settimana uscendo per una volta dai confini italiani, per occuparci di quella che è senza dubbio una delle più grandi nuove uscite del periodo.

Venerdì scorso è stato infatti pubblicato Mr. Morale & the Big Steppers, il quinto album di Kendrick Lamar, a cinque anni dal precedente Damn. Un lavoro imponente, 18 brani in due parti, per più di 70 minuti di musica, che lo conferma come il più grande rapper della sua generazione, come testimoniato anche dalla lunghissima lista di riconoscimenti ricevuti in un decennio di carriera, dai 14 Grammy Awards al Premio Pulitzer per la musica.
Questo nuovo album è ancor più ricco dei precedenti, con produzioni che vanno a toccare jazz, soul, funk, ma anche rock e psichedelia, e liriche come sua abitudine di spessore, fra tematiche sociali e spirituali.

L'ho comprato venerdì sera, appena rientrato da una trasferta di 3 giorni e 2.500km, e da allora non sono ancora riuscito a staccarmene, anche a dispetto della stanchezza. Come ho scritto fin dal primo ascolto, è un capolavoro epocale, per quanto possa sembrare strano dirlo il giorno stesso della sua pubblicazione, e del resto è stato unanime e globale il coro degli apprezzamenti entusiasti, che ha unito pubblico, critica ed un gran numero di artisti, anche lontani dal mondo dell'hip hop.
Per presentarvelo non vi voglio proporre il singolo, ma il brano che mi ha maggiormente colpito, Mother I Sober, che vede la partecipazione della splendida voce di Beth Gibbons dei Portishead, e del quale voglio condividere anche il toccante testo: enjoy!!


Mother I Sober

I’m sensitive, I feel everything, I feel everybody
One man standin’ on two words, heal everybody
Transformation, then reciprocation, karma must return
Heal myself, secrets that I hide, buried in these words
Death threats, ego must die, but I let it purge
Pacify, broken pieces of me, it was all a blur
Mother cried, put they hands on her, it was family ties
I heard it all, I should’ve grabbed a gun, but I was only five

I still feel it weighin’ on my heart, my first tough decision

In the shadows clingin’ to my soul as my only critic
Where’s my faith? Told you I was Christian, but just not today
I transformed, prayin’ to the trees, God is taking shape
My mother’s mother followed me for years in her afterlife
Starin’ at me on back of some buses, I wake up at night
Loved her dearly, traded in my tears for a Range Rover
Transformation, you ain’t felt grief ’til you felt it sober

I wish I was somebody
Anybody but myself
Ooh, I wish I was somebody
Anybody but myself

I remember lookin’ in the mirror knowin’ I was gifted
Only child, me for seven years, everything for Christmas

Family ties, they accused my cousin, “Did he touch you, Kendrick?”
Never lied, but no one believed me when I said “He didn’t”
Frozen moments, still holdin’ on it, hard to trust myself
I started rhymin’, copin’ mechanisms to lift up myself
Talked to my lawyer, told me not to be so hard on myself
He has an aura, I hope to achieve, if I find some help
Congratulations, made it to be famous, still I feel uneasy
Water watchin’, live my life in nature, only thing relieves me
Spirit guide whisper in my ear, tell me that she sees me
“Did he touch you?” I said “No” again, still they didn’t believe me
Mother’s brother said he got revenge for my mother’s face
Black and blue, the image of my queen that I can’t erase
‘Til this day can’t look her in the eyes, pain is takin’ over
Blame myself, you never felt guilt ’til you felt it sober

I wish I was somebody
Anybody but myself
Ooh, I wish I was somebody
Anybody but myself

I was never high, I was never drunk, never out my mind
I need control, they handed me some smoke, but still I declined
I did it sober sittin’ with myself, I went through all emotions
No dependents, except for one, let me bring you closer

Intoxicated, there’s a lustful nature that I failed to mention
Insecurities that I project, sleepin’ with other women
Whitney’s hurt, the pure soul I know, I found her in the kitchen
Askin’ God, “Where did I lose myself? And can it be forgiven?”
Broke me down, she looked me in my eyes, “Is there an addiction?”
I said “No”, but this time I lied, I knew that I can’t fix it
Pure soul, even in her pain, know she cared for me
Gave me a number, said she recommended some therapy
I asked my momma why she didn’t believe me when I told her “No”
I never knew she was violated in Chicago, I’m sympathetic
Told me that she feared it happened to me, for my protection
Though it never happened, she wouldn’t agree
Now I’m affected, twenty years later trauma has resurfaced
Amplified as I write this song, I shiver ’cause I’m nervous
I was five, questioning myself, ‘lone for many years
Nothing’s wrong, just results on how them questions made me feel
I made it home, seven years of tour, chasin’ manhood
But Whitney’s gone, by time you hear this song, she did all she could
All those women gave me superpowers, what I thought I lacked
I pray our children don’t inherit me and feelings I attract
A conversation not bein’ addressed in Black families
The devastation, hauntin’ generations and humanity
They raped our mothers, then they raped our sisters
Then they made us watch, then made us rape each other
Psychotic torture between our lives we ain’t recovered
Still livin’ as victims in the public eyes who pledge allegiance
Every other brother has been compromised
I know the secrets, every other rapper sexually abused
I see ’em daily buryin’ they pain in chains and tattoos
So listen close before you start to pass judgement on how we move
Learn how we cope, whenever his uncle had to walk him from school
His anger grows deep in misogyny
This is post-traumatic Black families and a sodomy, today is still active
So I set free myself from all the guilt that I thought I made
So I set free my mother all the hurt that she titled shame
So I set free my cousin, chaotic for my mother’s pain
I hope Hykeem made you proud ’cause you ain’t die in vain
So I set free the power of Whitney, may she heal us all
So I set free our children, may good karma keep them with God
So I set free the hearts filled with hatred, keep our bodies sacred
As I set free all you abusers, this is transformation

I wish I was somebody
Anybody but myself
Ooh, I wish I was somebody
Anybody but myself

You did it, I’m proud of you
You broke a generational curse
Say “Thank you, dad”
Thank you, daddy, thank you, mommy, thank you, brother
Mr. Morale

Before I go in fast asleep, love me for me
I bare my soul and now we’re free

Sunday, May 15, 2022

Fabrizio Tavernelli live @ Ribalta 10

L'abituale appuntamento con il concerto della domenica del nostro blog vede protagonista un musicista che seguiamo e stimiamo da più di venticinque anni, fin da quando era alla testa prima degli En Manque d'Autre e poi degli AFA (Acid Folk Alleanza), band di culto di quell'epoca ricchissima per la musica indipendente italiana che sono stati gli anni '90.

A seguire, Fabrizio Tavernelli si è dedicato ad un gran numero di altri progetti e ad una carriera solista di grande qualità, iniziata nel 2010 con Oggetti del desiderio e proseguita tre anni dopo con Volare basso, che avevamo inserito nelle Sentieri Sonori Picks 2013, come il successivo Fantacoscienza in quelle di tre anni dopo. Lo abbiamo ospitato più volte, in ben due occasioni nel 2016: a febbraio per presentare in anteprima il disco (qui il podcast), ad ottobre nei Radioracconti fantascientifici (qui il podcast). Sostenuto come sempre da un fundraising di enorme successo, nel maggio 2018 ha pubblicato Infanti, che vi abbiamo presentato anch'esso in anteprima (qui il podcast) ed è stato seguito due anni fa da Homo Distopiens, che ha raccontato nei Radioracconti (qui il podcast).

Il suo nuovo splendido lavoro si intitola Algoritmi, e giusto ieri lo ha presentato partecipando ai Radioracconti di Raf. Questo ci ha dato voglia di proporvi un suo bel concerto dello scorso mese di dicembre, sul palco del Circolo Ribalta di Vignola, per i festeggiamenti dei 10 anni del club: enjoy!!


Saturday, May 14, 2022

In onda stamattina, tornano i Radioracconti!!

È arrivato il weekend, e con esso l'abituale appuntamento con Sentieri Sonori!!

Puntata speciale, questa settimana, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo gli amici Jacopo e Francesco: ecco nati i Radioracconti di Sentieri Sonori, che vanno in onda una volta al mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema. La novità di quest'anno è che ormai è un appuntamento fisso, ogni secondo sabato del mese.


Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
In onda stamattina, 11.30/13, su Radio ARA!!


Friday, May 13, 2022

Marina Rei e Carmen Consoli pubblicano un singolo insieme: Un momento di felicità

Fra le tante novità interessanti di questo periodo c'è un bel singolo nato dalla collaborazione di due artiste che seguiamo ed apprezziamo da tanti anni.

Parliamo in primo luogo di Carmen Consoli, che è tornata a pubblicare un disco nello scorso settembre, a ben sei anni dal precedente. Volevo fare la rockstar è un ottimo lavoro, che ha confermato il grande talento dell'artista siciliana, che lo ha presentato con un bel tour, che ha riscosso un grande successo. Nella band che l'ha accompagnata in questi concerti ha preso posto 
alla batteria un'altra cantautrice in attività dagli anni '90, Marina Rei, di cui avevamo parlato l'ultima volta due anni fa per il suo decimo album, Per essere felici.

Un'amicizia di lunga data, che dopo questa collaborazione dal vivo ha dato un ulteriore frutto, un singolo uscito la scorsa settimana, scritto, suonato e prodotto a quattro mani. Marina lo presenta così: "Ce lo eravamo promesse da tempo, quello stesso tempo che ha generato ispirazione e magia accompagnandoci a scrivere una canzone insieme. Queste sono le parole e la musica della nostra amicizia che vibrano, potenti, come il desiderio costante di stare insieme per creare quanto più possibile Un momento di felicità." Oggi ve ne presentiamo il video, regia e soggetto di Duilio Scalici: enjoy!!


Thursday, May 12, 2022

In onda sabato mattina, tornano i Radioracconti!!

Si avvicina il weekend, e con esso l'abituale appuntamento con Sentieri Sonori!!

Puntata speciale, questa settimana, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo gli amici Jacopo e Francesco: ecco nati i Radioracconti di Sentieri Sonori, che vanno in onda una volta al mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema. La novità di quest'anno è che ormai è un appuntamento fisso, ogni secondo sabato del mese.


Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 14 maggio, 11.30/13, su Radio ARA!!


Wednesday, May 11, 2022

Calibro 35, primo video dal loro omaggio a Morricone: La classe operaia va in paradiso

Sabato scorso abbiamo aperto la trasmissione (qui il podcast) con una grande novità, per quella che definiamo spesso la nostra band del cuore.

Non dobbiamo certo spiegare ai nostri ascoltatori il legame che ci unisce ai Calibro 35: ci vantiamo spesso e volentieri di aver organizzato il loro primo concerto in assoluto, nel gennaio 2008, e da allora li abbiamo riportati live a Lussemburgo tante volte (la più recente nel maggio 2018), ospitati in trasmissione ad ogni uscita, e da molti anni ci regalano la sigla di Sentieri Sonori. L'ultima intervista risale allo scorso mese di febbraio, quando abbiamo dedicato loro una puntata monografica (qui il podcast) per presentare la colonna sonora originale della serie tv Blanca, prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e andata in onda dal 22 novembre in prima serata su Rai 1: "un lavoro imponente e corale, che ha impegnato tutti i componenti dei Calibro per molto tempo, dando modo alla band di sviluppare un panorama sonoro molto vasto che va dal retro funk di alcune musiche diegetiche al modern crime "in salsa Calibro 35" delle scene investigative e di tensione. La colonna sonora di Blanca è un concentrato dei quindici anni di attività dei Calibro 35 e lascia probabilmente intravedere i semi di quello che verrà nei prossimi."

Due settimane fa hanno annunciato una splendida novità: "siamo felici e orgogliosi di annunciare Scacco al Maestro, il nostro nuovo progetto discografico e live dedicato a Ennio Morricone che ci impegnerà per tutto l’anno. Il primo dei due capitoli discografici, Scacco al Maestro - Volume 1 uscirà il 10 giugno e sarà disponibile in preorder dal 3 maggio in formato LP, CD, digitale standard e HD e Dolby Atmos. Ad anticiparlo, un estratto a cui teniamo particolarmente: La classe operaia va in paradiso, disponibile dal Primo Maggio. Sarà un primo assaggio del disco e la prima occasione per rivederci dal vivo, prima di ripartire questa estate con Scacco al Maestro - Calibro 35 plays Morricone, il tour che ci porterà in alcuni dei luoghi più suggestivi d’Italia con un nuovo spettacolo."
Nell'attesa di scoprire e di presentare con una nuova intervista questo splendido progetto, oggi vi proponiamo il video di questo primo brano, diretto da Trilathera: enjoy!!


Tuesday, May 10, 2022

LupMorthy, nuovo video dal recente album: Stones

Tre settimane fa abbiamo ospitato in trasmissione (qui il podcast) un musicista che conosciamo da tanti anni e abbiamo anche portato a suonare in Lussemburgo.

Luca Recchia ha infatti suonato il basso elettrico per 20 anni, sia in tour che in studio, con artisti come GoodMorningBoy, Songs for Ulan, Musical Buzzino e Cesare Basile, con cui ha stabilmente suonato fin dal 2003 ed ha vinto due Targhe Tenco. Nel contempo, si è laureato presso la Civica Classica Claudio Abbado di Milano in Composizione e in Didattica della Musica, ha conseguito un diploma in Musicoterapia, insegna teoria dei linguaggi musicali, dirige musica d’insieme e realizza progetti musicali con bambini e adolescenti.

Lo ritroviamo ora sotto il moniker LupMorthy per un progetto "sperimentale, dai confini che sfumano fra diversi generi, dall’elettroacustica all’ambient, dal minimalismo al field recording". Il 15 aprile Urtovox Records ha pubblicato Requiem for a tree, "un album strumentale di quasi 50 minuti di musica essenziale dove la microgestualità ritmica è l’elemento di continuità fra i brani, su uno sfondo comune fatto di elementi contrastanti, fra musica scritta, eseguita, e momenti di libera improvvisazione". Uno splendido lavoro, intenso ed originale, che ha realizzato quasi totalmente da solo, con pochi ospiti fra i quali citiamo Enrico Gabrielli, Rodrigo D’Erasmo e Stefano Pilia.
Oggi vi presentiamo il secondo video estratto dal disco, Stones, opera di Simone Varano, videomaker, regista di teatro e tanto altro: enjoy!!