Sunday, April 7, 2019

Shawn Smith at the Crocodile

Questo post è molto più dell'abituale concerto della domenica, è un omaggio sentito, sincero ed anche commosso, ad un artista dall'immenso talento che ci ha purtroppo lasciati venerdì.

Se ne è andato il 5 aprile, come prima di lui Kurt Cobain e Layne Staley, un altro dei grandi cantanti di quell'ondata musicale che all'inizio degli anni '90 partì da Seattle per conquistare il mondo. Un'ondata che fu definita grunge, ma che in realtà musicalmente aveva molte sfaccettature, sonorità ed influenze.
Shawn Smith era probabilmente la voce più particolare, con le sue forti venature soul, e con una capacità di interpretare ed emozionare veramente fuori dal comune. Tante le avventure musicali che lo hanno visto protagonista, dai Pigeonhead ai Brad (con Stone Gossard dei Pearl Jam) ai Satchel, autori in particolare di una gemma, The Family, che non esito a definire uno degli album della mia vita. In parallelo, ha portato avanti una carriera solista che ha regalato non pochi altri gioielli, e che avrebbe meritato certamente molta più attenzione.

Qualche anno fa era circolata sul web la voce di un suo periodo di difficoltà, che lui stesso aveva solo parzialmente smentito con dichiarazioni che mi avevano toccato. Ed era stato toccante ed emozionante per me entrare in contatto diretto con lui, averlo fra i miei "amici" su Facebook, e poter scoprire la persona gentile e sensibile dietro al grande artista. Per rendergli omaggio vi propongo un suo splendido live set di qualche anno fa, 40 minuti in perfetta solitudine sul palco, con picchi come una meravigliosa cover di Purple Rain del suo idolo Prince.
Say hello 2 heaven, Shawn!



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