Questa volta lo troviamo al fianco di Matteo Castaldini, in arte AKA5HA, pianista di formazione, da anni produttore in area urban/rap, che nel 2022 ha fondato il collettivo artistico Matching Criteria vol.1 e nello stesso anno ha autoprodotto il suo debutto discografico, Incanto e Disperazione. Un lavoro che confesso avevo perso, ma che ora ho recuperato, con grande curiosità.
Il suo nuovo disco si intitola Rifiorirai, è uscito lo scorso 7 novembre, e mi ha colpito profondamente, in primo luogo per l'originalità e la personalità della proposta, che "nasce dal dialogo costante tra le influenze urban/rap nell’uso delle parole, nel flow, nella postura della voce e dell’autotune, nei synth digitali puliti; il mondo dell’elettronica, più acida, più sporca, più vicina anche a certi contesti techno; fino agli echi più folk, con grandi dinamiche, che spesso incollano i due mondi. Ne viene fuori un cantautorato elettronico a fuoco: la voce si sposta al centro ma resta intrecciata a una ricerca sonora precisa, dove sintetizzatori, campioni e strumenti acustici convivono in un equilibrio di densità controllata." Un lavoro di grande spessore anche dal punto di vista lirico, che nelle sue parole "racconta una rinascita non consolatoria, in cui l’idea di rifiorire non nega il dolore ma ci cresce dentro. Il disco parte dall’addio, attraversa lutto e spaesamento, sfiora la radicalità fino a decantare in una rarefazione lucida."
Il suo nuovo disco si intitola Rifiorirai, è uscito lo scorso 7 novembre, e mi ha colpito profondamente, in primo luogo per l'originalità e la personalità della proposta, che "nasce dal dialogo costante tra le influenze urban/rap nell’uso delle parole, nel flow, nella postura della voce e dell’autotune, nei synth digitali puliti; il mondo dell’elettronica, più acida, più sporca, più vicina anche a certi contesti techno; fino agli echi più folk, con grandi dinamiche, che spesso incollano i due mondi. Ne viene fuori un cantautorato elettronico a fuoco: la voce si sposta al centro ma resta intrecciata a una ricerca sonora precisa, dove sintetizzatori, campioni e strumenti acustici convivono in un equilibrio di densità controllata." Un lavoro di grande spessore anche dal punto di vista lirico, che nelle sue parole "racconta una rinascita non consolatoria, in cui l’idea di rifiorire non nega il dolore ma ci cresce dentro. Il disco parte dall’addio, attraversa lutto e spaesamento, sfiora la radicalità fino a decantare in una rarefazione lucida."
Torniamo ad occuparci di lui perché il 26 giugno Tanca / Trovarobato hanno pubblicato un suo nuovo EP, intitolato non è uno; sono due e prodotto anch'esso con IOSONOUNCANE. Se il suo stile resta riconoscibile, per questo nuovo progetto ha abbandonato quasi completamente l'elettronica, scegliendo "una tavolozza timbrica essenziale e scarnificata: il pianoforte acustico, la voce spesso filtrata attraverso l’harmonizer e la chitarra elettrica cruda sono elementi ricorrenti che tengono insieme un lavoro che rinuncia quasi completamente alle percussioni, presenti solo in rare esplosioni in una traccia. A questi timbri si aggiunge il violoncello di Giordano Bruno Masala, che ha contribuito con alcune sessioni in studio improvvisando liberamente sui brani." Un disco che conferma il grande talento di questo giovane artista, che vi invitiamo a scoprire con il singolo che ne ha anticipato l'uscita, anne: enjoy!!

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