Per la ventinovesima puntata della ventinovesima stagione della trasmissione vi proporremo come sempre un po' di novità interessanti, ed accoglieremo due graditissimi ospiti. Fra le tante uscite di queste settimane, ascolteremo e parleremo di Jolly Mare & Piero Umiliani, C'mon Tigre, Willie Peyote, The Sleeping Tree, Red Red Flamingo feat. Gaia Rollo e Michele Ducci..
Come ogni primo sabato del mese, tornerà la nostra nuova rubrica mensile, che abbiamo deciso di intitolare Radiolescenza. Il protagonista è infatti un teenager italiano cresciuto a Lussemburgo, Roberto, che nonostante la giovane età sta già coltivando una grande passione per la musica. Per me è una gioia vederlo scoprire ed esplorare con crescente interesse mille artisti e generi (dall'hip-hop al punk, dal rock al reggae, alla canzone d'autore..) ed abbiamo pensato fosse giusto introdurre una voce giovane in una trasmissione di cinquantenni: sceglie e ci presenta ogni volta un album, e per la prima volta si occuperà di una nuova uscita, Disincanto, il nuovo disco di Madame.
L'intervista della settimana sarà dedicata per una volta ad una novità che non è discografica ma editoriale, anche se il libro in questione parla (anche) di musica.
Come ogni primo sabato del mese, tornerà la nostra nuova rubrica mensile, che abbiamo deciso di intitolare Radiolescenza. Il protagonista è infatti un teenager italiano cresciuto a Lussemburgo, Roberto, che nonostante la giovane età sta già coltivando una grande passione per la musica. Per me è una gioia vederlo scoprire ed esplorare con crescente interesse mille artisti e generi (dall'hip-hop al punk, dal rock al reggae, alla canzone d'autore..) ed abbiamo pensato fosse giusto introdurre una voce giovane in una trasmissione di cinquantenni: sceglie e ci presenta ogni volta un album, e per la prima volta si occuperà di una nuova uscita, Disincanto, il nuovo disco di Madame.
L'intervista della settimana sarà dedicata per una volta ad una novità che non è discografica ma editoriale, anche se il libro in questione parla (anche) di musica.
Si tratta di Un pubblico meraviglioso, il memoir scritto da Andrea Lai della sua amicizia con il compianto Riccardo Petitti, con il quale cui sotto il nome Agatha diffuse a Roma i suoni più moderni dell’elettronica internazionale, fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo.
Erano gli anni in cui il sottoscritto muoveva i primi passi in radio, proprio a Roma, in un’emittente all’epoca veramente speciale, RadioRock, mentre sia Andrea che Riccardo trasmettevano in un’altra storica emittente indipendente della capitale, Radio Città Futura. Quasi per caso, iniziarono a collaborare per organizzare delle serate a sostegno della radio, e la location scelta fu il Brancaleone, centro sociale nascosto in una stradina a fianco della riserva naturale della valle dell'Aniene, con la sua sala interamente nera.
Erano gli anni in cui il sottoscritto muoveva i primi passi in radio, proprio a Roma, in un’emittente all’epoca veramente speciale, RadioRock, mentre sia Andrea che Riccardo trasmettevano in un’altra storica emittente indipendente della capitale, Radio Città Futura. Quasi per caso, iniziarono a collaborare per organizzare delle serate a sostegno della radio, e la location scelta fu il Brancaleone, centro sociale nascosto in una stradina a fianco della riserva naturale della valle dell'Aniene, con la sua sala interamente nera.
Un'epoca incredibilmente fervida, nella quale il web non esisteva o quasi, in cui Agatha portò Roma a diventare una delle piazze maggiormente al passo con i tempi dei nuovi groove dei breakbeat, della drum'n'bass, della jungle, e dei mille generi e sottogeneri che nascevano senza sosta. Ogni settimana migliaia di persone si perdevano fra i suoni dei DJ e le luci ed immagini dei VJ (altro elemento allora innovativo), per un rito collettivo, pacifico quanto liberatorio, cui ho partecipato tante volte anche dopo essermi trasferito a Lussemburgo, quando il venerdì al Branca era tappa fissa dei frequenti weekend romani.
Una storia splendida, ma anche irta di difficoltà, come succede a tutti i pionieri. Andrea ce la fa rivivere in modo bello e coinvolgente, in un racconto che unisce arte, cultura, società, politica e che offre mille spunti di riflessione, anche personali. Tengo ad esempio a citare un passaggio che mi ha emozionato, come succede quando ti sembra che l'autore stia parlando per te: "Per Riccardo e per me, la musica è arte domestica. Bagna il quotidiano, scorre negli ascensori e nei bar, accompagna la cottura delle torte e l'attesa ai semafori, amplifica il sesso e mitiga il dolore. È un bene comune che nutre in egual modo l'amore e la disperazione, che ti conduce nell'estasi più alta e nel baratro più oscuro. Ti fa sentire una persona irripetibile o ti fa sentire uguale a tutti gli altri. E la colonna sonora di miliardi di vite, eppure, una grammatica per pochi perché è un'arte complessa, altissima, che sfiora la filosofia e la mette alla prova."
Saremo lieti di dare il benvenuto in trasmissione ad Andrea per parlarne, e per rendere un doveroso omaggio a Riccardo, che ci ha lasciati troppo presto.
Saremo lieti di dare il benvenuto in trasmissione ad Andrea per parlarne, e per rendere un doveroso omaggio a Riccardo, che ci ha lasciati troppo presto.
La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!
Sabato 6 giugno, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live stream e podcast a questo link.
Sabato 6 giugno, 11.30/13, su Radio ARA, 87.8, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live stream e podcast a questo link.


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