Una delle uscite del nuovo anno che ci sono maggiormente piaciute è sicuramente il nuovo album di un artista che che apprezziamo e seguiamo dalla fine del secolo scorso, già più volte nostro ospite.
Parliamo di Michele Bitossi, che abbiamo conosciuto in primo luogo come frontman di Laghisecchi e Numero 6, poi seguito da solista con tre dischi (i primi due a nome Mezzala) usciti fra il 2011 ed il 2019, ma anche trovato impegnato in altri progetti (come Luvanor e Uomosummer). Oltre a lavorare come autore, scrivendo brani per interpreti pop italiani e collaborando con alcuni tra i più importanti autori del Paese, ha scritto e condotto per RaiPlay Sound Prendo la sciarpa e vengo da te, un podcast sul tifo calcistico e pubblicato o il suo primo romanzo, Ma io quasi quasi.
Negli scorsi mesi ha pubblicato due nuovi singoli, Digadentro e Sono non sono, frutto della collaborazione con Ale Bavo, sfociata nel nuovo album: Tutte Difese è uscito il 6 febbraio per Blackcandy e lo vede affiancato nella scrittura di alcuni brani da Kaballà e Francesco Bianconi. Un ottimo lavoro, che siamo lieti di anticipare che presenteremo presto dandogli il bentornato in trasmissione, lanciato da un singolo di particolare valore, che presenta così: “Prendere posizione costa. Isola. Non ‘conviene’. Eppure, a volte, è necessario difendere certe parole: caricarsele addosso fino a renderle leggere, perché indispensabili. Quando abbiamo scritto questa canzone, insieme a Kaballà, il pensiero era rivolto soprattutto all’Italia. Oggi Partigiano risuona con un respiro più ampio, quasi inevitabile. In uno scenario internazionale sempre più nelle mani di chi non conosce scrupoli né coscienza, l’urgenza di scegliere non è più rinviabile. E la neutralità assomiglia sempre più a una forma elegante di resa. È il lavoro sporco di uscire dal limbo, di dare un nome al nemico, di non chiamare tolleranza ciò che somiglia all’indifferenza.Per noi essere ‘politici’ significa anche questo: fare, se necessario, una guerra a sé stessi. Una guerra non spettacolare, ma interiore, quotidiana, senza divisa. Evitando di urlare, se serve, ma senza abbassare mai gli occhi." Oggi ve ne proponiamo il video, diretto da Irwin Kovac con la partecipazione del comico Paolo Sarmenghi, in arte Turbopaolo, qui in un ruolo drammatico inedito: enjoy!!

No comments:
Post a Comment