Quest'oggi torniamo a parlare di un cantautore che amiamo molto, cui abbiamo di recente dedicato una trasmissione quasi monografica, con la partecipazione dell'amica Barbara Santi di Rumore(qui il podcast).
Si tratta di un artista che seguiamo da più di vent'anni, da quando era il frontman degli Ottavo Padiglione: Bobo Rondelli, cantautore in perenne bilico fra poesia ed ironia, carattere del resto peculiare della gente della sua Livorno.
Lo avevamo ospitato l'ultima volta due anni fa (qui il podcast) per il celebrato Come i Carnevali, che era poi stato seguito l'anno scorso da un toccante omaggio ad un suo illustre concittadino, Piero Ciampi.
Il suo nuovo album, Anime storte, è uscito il 6 ottobre ed è presentato così: "Rondelli continua a vivere la sua seconda giovinezza artistica e per comporre questo disco si fa ispirare dalla figura delle persone semplici dei giorni nostri, virtualmente ingolfati di amicizie social, ma realmente sempre più soli e alienati. La produzione e gli arrangiamenti sono affidati alle sapienti mani di Andrea Appino (Zen Circus), nel disco anche la partecipazione di Bocephus King e Francesco Pellegrini (Zen Circus)."
Un lavoro che se da un lato ci fa ritrovare il suo inconfondibile stile e talento, dall'altro lo vede esplorare sentieri sonori per lui nuovi, con la consueta intensità. Oggi vi presentiamo il nuovo video, Lo storto, scritto e diretto da Tommy Antonini: enjoy!!
Nelle ultime settimane vi abbiamo parlato più volte, sia in trasmissione che qui sul blog, di un progetto molto interessante, di cui vogliamo tornare ad occuparci questo pomeriggio.
Dietro la sigla I'm not a blonde (but I'd love to be blondie) troviamo Chiara "Oakland" Castello, che avevamo già conosciuto come membro di 2Pigeons e collaboratrice di Cesare Malfatti, e Camilla Matley.
Si erano fatte conoscere fra il 2014 ed il 2015, con tre EP che furono poi riuniti nel loro primo LP, Introducing I'm not a blonde, pubblicato nel gennaio 2016. Dopo un gran numero di live (incluse aperture per band quali Bluvertigo, Verdena, Max Gazzé, Planetfunk,,) e buoni riscontri in vari concorsi (vittoria di Musica da Bere 2016, finale ad Arezzo Wave, semifinale allo Sziget and Home Festival), nel prossimo mese di gennaio pubblicheranno il loro nuovo album.
Dopo avervi presentato i primi due singoli, A reason e Daughter, che vedono la collaborazione di Gian Maria Accusani (ex-Prozac+, ora nei Sick Tamburo), oggi tocca al nuovo The road, con il video diretto da Marta Lonardi: enjoy!!
Iniziamo la settimana parlandovi anche qui sul blog di uno splendido film che vi abbiamo presentato sabato in trasmissione (qui il podcast).
Si intitola Sicily Jass - The world's first man in Jazz, è stato diretto da Michele Cinque ed uscirà questa settimana in DVD, dopo un lungo tour di presentazioni nei più importanti festival internazionali (USA, Canada, Brasile, Fancia, Olanda, Italia e nelle prossime settimane UK e Giappone) che gli è valso la finale ai Nastri d’argento nel 2016 ed una menzione speciale al Salina Doc Fest e al Seeyousound di Torino.
Racconta l’appassionante storia del leggendario Nick La Rocca, cornettista, figlio di un emigrante siciliano e leader della Original Dixieland Jass Band, che esattamente cent'anni fa incise il primo disco jazz della storia. Nato a New Orleans alla fine dell’800, La Rocca incise con la sua band nel 1917 Livery Stable Blues, che vendette più di un milione e mezzo di copie nel giro di poche settimane, facendo dell’ODJB la jazz band più pagata al mondo. I suoi brani, da Tiger Rag a Clarinet Marmalade, hanno influenzato i più grandi jazzisti di tutti i tempi, tra cui anche Louis Armstrong.
Il film, muovendosi tra elementi di finzione e cinema del reale, racconta la moderna favola di La Rocca, da cornettista autodidatta a musicista di successo: dal ritmo incessante del dixieland alla colonna sonora di Salvatore Bonafede, Sicily Jass è un viaggio introspettivo narrato dalla tromba di Roy Paci, dal gesto e dai pupi di Mimmo Cuticchio. La voce di La Rocca, immortalata in un’intervista inedita, ed il racconto di suo figlio Jimmy guidano lo spettatore alla scoperta del perché La Rocca e i suoi uomini sono stati oggetto di dimenticanza e omissione da parte della storia ufficiale. Un lavoro essenziale che testimonia l'influenza che gli emigranti italiani hanno esercitato sul jazz e il ruolo rilevante svolto nella sua nascita. Come Nick La Rocca, figlio di un emigrante siciliano originario di Salaparuta, provenivano dall’Italiatante delle figure di spicco del jazz americano (Toni Scott, Lawrence Veca, Louis Prima, solo per citarne alcuni), che diedero un apporto fondamentale proprio alla nascita del jazz. Dall’incontro fra la tradizione musicale della minoranza nera, con i suoi gospel, la malinconia del blues e i canti di lavoro nei campi, e quella siciliana fatta di musica da banda, opera lirica e reminiscenze arabe, nascerà la miscela esplosiva che prenderà il nome di jass. La colonna sonora (disponibile in LP o CD) è stata curata dal ricercatore Mark Berresford, uno dei maggiori esperti e collezionisti di jazz e blues delle origini. Una raccolta contenente le storiche incisioni della Original Dixieland Jass Band, insieme ad alcuni loro brani eseguiti da grandi maestri come Louis Armstrong, Fletcher Henderson, Bix Beiderbecke... Un tributo alle origini del jazz, un’antologia di grande valore che, come spiega Berresford, “ci permette di confrontare le migliori registrazioni originali della ODJB dal 1917 al 1918, realizzate con apparecchiature di registrazione primitive, senza l'ausilio di microfoni e amplificazioni, con le versioni degli anni Venti di grandi e piccoli gruppi, per tracciare l'evoluzione del jazz, dalle sue origini grezze alle elaborate orchestrazioni di Fletcher Henderson e di solisti del calibro di Louis Armstrong, Bix Beiderbecke e Coleman Hawkins.” Un film veramente emozionante, che invitiamo tutti, appassionati di jazz o meno, a scoprire: enjoy!!
Anche questa domenica vogliamo proporvi l'abituale video dal vivo, uscendo però in questo caso dai nostri abituali sentieri sonori, come del resto abbiamo fatto già ieri in trasmissione.
Ieri vi abbiamo infatti presentato la prima incisione nella storia del jazz, Livery stable blues, realizzata dalla Original Dixieland Jass Band esattamente un secolo fa, e celebrata in un bel film in uscita. Scoprendo questo film e la sua colonna sonora, ci siamo rituffati in qualche ascolto di un genere che apprezziamo, ma di cui non vogliamo fingerci esperti. Curiosando su YouTube, abbiamo però trovato un fantastico concerto registrato proprio in Italia, ormai più di mezzo secolo fa, che vogliamo condividere con voi. Vi portiamo al Teatro dell'Arte di Milano, l'11 ottobre 1964, e troviamo sul palco il Miles Davis Quintet, che all'epoca vedeva il grande trombettista affiancato da Wayne Shorter al sax, Herbie Hancock al piano, Ron Carter al basso e Tony Williams alla batteria. Erano i primi mesi del cosiddetto Second Great Quintet, creato in seguito all'uscita dal primo di John Coltrane. Un'ora di grandissimo spettacolo, che vi invitiamo a godervi in questa domenica: enjoy!!
Sono quasi le 11.30 di sabato mattina, pronti come ogni settimana a seguirci su nuovi Sentieri Sonori? Vi proporremo come sempre novanta minuti di ottima musica, incluse alcune novità interessanti, ed un gradito ospite. Per quanto riguarda le novità, vi presenteremo le anticipazioni dai prossimi dischi di Fabrizio Cammarata, Matteo Fiorino e Piccola Orchestra Karasciò, l'esordio solista di Nic Cester, ed il nuovo disco del nostro prossimo ospite Lucio Leoni. Vi parleremo anche di Sicily Jass, uno splendido film in uscita la prossima settimana, che celebra il centenario della prima incisione di jazz, opera della band di un musicista americano figlio di immigrati siciliani. Venendo all'intervista, vi presenteremo il primo album di lezziero., all'anagrafe Luca Lezziero, musicista, autore, scrittore di poesie (due volumi pubblicati) e regista.
Un disco prodotto da e suonato con Cesare Malfatti, nostro recente ospite (qui il podcast), di cui l'artista milanese è amico e collaboratore fin dai tempi dei La Crus, per i quali aveva scritto alcuni testi, come per i successivi dischi da solista. L'approccio è essenzialmente acustico, con pochi tocchi elettronici, e con la misura e l’eleganza tipica dei lavori di Malfatti. Il Maestro Vincenzo Di Silvestro ha arrangiato e suonato gli archi, mentre Stefano Giovannardi si è occupato dell'editing delle batterie, nonché di mix e mastering. "I testi parlano di quello di cui l’autore racconta da sempre, il senso del tempo e il mistero del suo sfuggirci, le cose piccole e insignificanti che però ci sopravvivono (ad esempio i marciapiedi, molto più longevi di un uomo medio) e come fare per capire un po’ più di se stessi (non ci si riesce quasi mai)."
Il risultato è un lavoro che conquista ed affascina con quella che è la ricetta più semplice, ma allo stesso tempo terribilmente difficile: una manciata di belle canzoni, arrangiate ed interpretate con gusto.
READY TO TUNE IN?!! 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.
Questa mattina torniamo a parlare di uno dei principali nomi nuovi degli ultimi mesi, un artista ventiquattrenne che aveva già ottenuto una certa popolarità con i primi singoli, e che sta ora sbancando con un album d’esordio che definire di successo è dire poco.
Si chiama Ghali, è nato e cresciuto a Milano (più precisamente a Baggio) da genitori tunisini, ed è il nuovo fenomeno del rap italiano, o meglio della trap, un “sottogenere” nato nel sud degli USA alla fine degli anni ’90, caratterizzato da ritmi sincopati, bassi profondi ed aggressivi e parti vocali con ampio uso di auto-tune. Superata la repulsione aprioristica che il sottoscritto prova per i fenomeni di massa, ed incuriosito dall’apprezzamento nei suoi confronti degli amici Ricky ed Elisa Russo e di Rumore, ho voluto approfondire, andando oltre un singolo che non mi aveva convinto particolarmente. Ho quindi ascoltato il disco per intero, ed il risultato mi ha sorpreso: sono stato assolutamente conquistato da questo giovane e talentuoso artista, che è diventato la colonna sonora della mia estate.
Album è stato pubblicato il 26 maggio dalla sua etichetta, Sto Records, ed è stato interamente realizzato con il produttore Charlie Charles, anche lui giovanissimo (22 anni). Un lavoro che dalla trap sconfina nel pop dei nostri giorni, percorrendo sentieri sonori molto vari, con echi dance, latini, tribali, reggae.. Le liriche ci portano nel mondo dei giovani di oggi, delle periferie metropolitane multietniche, in modo a volte un po' semplice o ingenuo, ma efficace e a suo modo poetico. Non siamo di fronte ad un rapper dalla grande tecnica, ma il flow è personale ed accattivante. Il disco come dicevo è stato lanciato in maniera totalmente indipendente, fra YouTube (più di 1 milione followers) e social network (quasi 400 mila like su Facebook, quasi un 1 milione e mezzo di followers su Instagram, più di 300 mila su Spotify, con più di un milione di ascolti al mese), arrivando ai vertici delle classifiche di vendita. Un'operazione accompagnata da un'estetica chiaramente definita da video, artwork ed addirittura da una linea di abbigliamento creata l'anno scorso con lo scrittore Antonio Dikele Distefano.
Un personaggio molto interessante, che oggi vogliamo farvi scoprire anche dietro le quinte, con il tuo team, proponendovi Il giorno dopo il fallimento, un breve film che ha pubblicato di recente: enjoy!!
La settimana sta come sempre volando via, si avvicina il weekend, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!! Vi proporremo come sempre novanta minuti di ottima musica, incluse alcune novità interessanti, ed un gradito ospite. Per quanto riguarda le novità, vi presenteremo le anticipazioni dai prossimi dischi di Fabrizio Cammarata, Matteo Fiorino e Piccola Orchestra Karasciò, l'esordio solista di Nic Cester, ed il nuovo disco del nostro prossimo ospite Lucio Leoni. Vi parleremo anche di Sicily Jass, uno splendido film in uscita la prossima settimana, che celebra il centenario della prima incisione di jazz, opera della band di un musicista americano figlio di immigrati siciliani. Venendo all'intervista, vi presenteremo il primo album di lezziero., all'anagrafe Luca Lezziero, musicista, autore, scrittore di poesie (due volumi pubblicati) e regista.
Un disco prodotto da e suonato con Cesare Malfatti, nostro recente ospite (qui il podcast), di cui l'artista milanese è amico e collaboratore fin dai tempi dei La Crus, per i quali aveva scritto alcuni testi, come per i successivi dischi da solista. L'approccio è essenzialmente acustico, con pochi tocchi elettronici, e con la misura e l’eleganza tipica dei lavori di Malfatti. Il Maestro Vincenzo Di Silvestro ha arrangiato e suonato gli archi, mentre Stefano Giovannardi si è occupato dell'editing delle batterie, nonché di mix e mastering. "I testi parlano di quello di cui l’autore racconta da sempre, il senso del tempo e il mistero del suo sfuggirci, le cose piccole e insignificanti che però ci sopravvivono (ad esempio i marciapiedi, molto più longevi di un uomo medio) e come fare per capire un po’ più di se stessi (non ci si riesce quasi mai)."
Il risultato è un lavoro che conquista ed affascina con quella che è la ricetta più semplice, ma allo stesso tempo terribilmente difficile: una manciata di belle canzoni, arrangiate ed interpretate con gusto.
La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!! Sabato 11 novembre, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.
Quest'oggi torniamo a parlare di un album che vi abbiamo presentato nella trasmissione di due settimane fa (qui il podcast).
Si tratta del secondo disco di un quartetto fiorentino nato nel 2009, che aveva debuttato nel 2012 con Andrà tutto bene, con la produzione di Taketo Gohara. Si fanno chiamare Le Furie, e nelle loro fila milita Irene Bavecchi, già nostra ospite con i Sex Pizzul.
Il futuro è nella testa è stato pubblicato lo scorso 22 settembre, e li vede sempre al lavoro con Taketo, ma anche con Davide Autelitano, cantante de I Ministri, ed il sound che ne risulta non è distante da quello del gruppo milanese.
Un buon album di alt-rock, che presentano così: "è il frutto del nostro amore. Dentro ci sono tante ore di sala prove, tante ore di servizio ai tavoli per pagare le spese, tante litigate e tante paci, tanti incontri, ci sono chitarre, pianoforti, gong, marimbe batterie, bassi, segnali stradali e mille diavolerie analogiche e digitali. Ci sono fotografie in bianco e nero, a colori, alcune fatte alla tv alcune fatte tra gli amici. Ci sono tutte le possibilità che abbiamo di scegliere cosa succederà domani e cosa vogliamo che accada oggi."
Oggi vi proponiamo il video del brano di apertura, Artisti da fast food, realizzato da Murena Film: enjoy!!
Memorandum è un album scarno, intenso ed ispirato, che mette in risalto le grandi qualità autoriali e la bella voce dell'artista triestino, che lo ha presentato con un gran numero di concerti in giro per l'Italia e l'Europa.
Nell'attesa del suo seguito, che pare sia in lavorazione, quest'oggi siamo felici di potervi presentare un nuovo bel singolo, pubblicato giusto ieri.
Si intitola Times, ed è anche la colonna sonora della nuova campagna di un marchio prestigioso come Davidoff: enjoy!!