Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, ospiti Ricky Russo e Pier Cortese, o forse volete riascoltarla? La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!
Venendo agli ospiti, avremo in primo luogo il ritorno dell'amico Ricky Russo, per un collegamento doppiamente speciale: festeggeremo infatti il suo ritorno a New York, dopo ben 20 mesi, ma anche i 10 anni dalla prima volta che l'ho ospitato, e ci farà ascoltare Silk Sonic e Gabriels.
L'intervista della settimana sarà dedicata al nuovo album di un artista già più volte nelle nostre scalette, per vari progetti.
Parliamo di Pier Cortese, cantautore romano in attività ormai da vent'anni, nel corso dei quali ha pubblicato due album da solista, due con Roberto Angelini nel progetto Discoverland ed altri due dedicati ai bambini, come Little Pier. Oltre a questo, molte sono state le sue collaborazioni, come autore, musicista e produttore (fra gli altri con Niccolò Fabi, Marco Mengoni e Simone Cristicchi) ed ha anche realizzato colonne sonore e lavorato per la televisione. Negli ultimi mesi Fiori Rari, l'etichetta di Roberto Angelini, ha pubblicato vari nuovi singoli, che hanno anticipato il suo terzo disco, uscito venerdì 5 novembre.
Si intitola Come siamo arrivati fin qui ed è stato scritto "tra Berlino e casa in un lungo e intenso periodo durato circa 12 anni. Ogni traccia si muove in una ‘synthesis’ ideale tra acustica ed elettronica, legno e synthetico, retrò e contemporaneo, in una alternanza emotiva che passa dalla ballata più intimista all’uptempo sperimentale." Un lavoro molto ricco, elegante ed emozionante, che ha curato in prima persona a 360 gradi, dall'arrangiamento alla produzione, suonando tutti gli strumenti (a parte pochi ospiti) ed occupandosi con Walter Monzi anche di artwork e video.
READY TO TUNE IN?!!
11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.
A fine giugno abbiamo presentato con una bella intervista (qui il podcast) uno dei dischi più interessanti ricevuti negli ultimi mesi, primo album in italiano di una giovane cantautrice e produttrice sarda, da anni basata a Londra.
Si fa chiamare Bluem e, dopo aver pubblicato nel 2018 un primo EP in inglese, nel gennaio 2020 ha scritto il suo primo album in italiano "in una sola settimana di esplosione creativa, brano dopo brano, giorno dopo giorno. Sette tracce che hanno preso la loro forma primaria al calar del sole nella parte melodica, armonica e nei testi, per poi essere elaborate durante il giorno negli arrangiamenti e nella produzione." Il disco si intitola Notte, è stato prodotto con l'aiuto dell’amico e collega Simone D’Avenia, e colpisce per personalità ed originalità, con "un sound arcaico e lunare, scarno ma potente ed evocativo. Un universo creativo immerso in un’oscurità avvolgente, con lo sguardo volto alla Sardegna, quella più ancestrale e pura. Intarsi raffinati e suggestivi di seconde voci, testi personali capaci di raccontare sentimenti profondi e dolorosi, beat morbidi e intrecci di percussioni, produzioni tanto minimali quanto intense, voci registrate che si intrecciano alle parti melodiche amplificandone l’energia." Un disco che affascina ed emoziona, moderno, ricco e minimale allo stesso tempo, accompagnato da un lavoro visivo interamente curato dalla stessa Bluem, tutto dedicato alla Sardegna e alla memoria delle sue nonne, con le splendide fotografie scattate da Jasmine Färling tra Arbus, Piscinas e le campagne di Oristano: "luoghi, tradizioni, leggende e costumi dell’isola diventano per lei un pozzo infinito di bellezza e poesia da cui attingere, rispettosamente, durante il processo di creazione."
Torniamo ad occuparci di lei perché giusto ieri è uscito un nuovo singolo, Fiamme, che presenta così: "Non parla dell’essere opposti, ma del diventarlo. All’interno del brano, sia da un punto di vista sonoro che tramite le parole, si portano aspetti che ricordano il fuoco e aspetti che ricordano l’acqua. Evidenziare il contrasto e riconoscerlo in quanto qualcosa che può avvenire fra due persone ma anche solo in noi stessi. Diventare l’opposto di ciò che si è stati a volte è guarire." Un altro brano molto bello, che conferma il suo grande talento, e che vi invitiamo a scoprire: enjoy!!
Venendo agli ospiti, avremo in primo luogo il ritorno dell'amico Ricky Russo, per un collegamento doppiamente speciale: festeggeremo infatti il suo ritorno a New York, dopo ben 20 mesi, ma anche i 10 anni dalla prima volta che l'ho ospitato, e ci farà ascoltare Silk Sonic e Gabriels.
L'intervista della settimana sarà dedicata al nuovo album di un artista già più volte nelle nostre scalette, per vari progetti.
Parliamo di Pier Cortese, cantautore romano in attività ormai da vent'anni, nel corso dei quali ha pubblicato due album da solista, due con Roberto Angelini nel progetto Discoverland ed altri due dedicati ai bambini, come Little Pier. Oltre a questo, molte sono state le sue collaborazioni, come autore, musicista e produttore (fra gli altri con Niccolò Fabi, Marco Mengoni e Simone Cristicchi) ed ha anche realizzato colonne sonore e lavorato per la televisione. Negli ultimi mesi Fiori Rari, l'etichetta di Roberto Angelini, ha pubblicato vari nuovi singoli, che hanno anticipato il suo terzo disco, uscito venerdì 5 novembre.
Si intitola Come siamo arrivati fin qui ed è stato scritto "tra Berlino e casa in un lungo e intenso periodo durato circa 12 anni. Ogni traccia si muove in una ‘synthesis’ ideale tra acustica ed elettronica, legno e synthetico, retrò e contemporaneo, in una alternanza emotiva che passa dalla ballata più intimista all’uptempo sperimentale." Un lavoro molto ricco, elegante ed emozionante, che ha curato in prima persona a 360 gradi, dall'arrangiamento alla produzione, suonando tutti gli strumenti (a parte pochi ospiti) ed occupandosi con Walter Monzi anche di artwork e video.
La raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 20 novembre, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.
Fra le novità presentate nella trasmissione di sabato scorso (qui il podcast) c'era il primo album di una giovane ed interessante cantante che seguiamo da un po'.
Si chiama Laila Al Habash, ed è un'artista italo-palestinese di 22 anni che ha iniziato pubblicando qualche canzone su Bandcamp. È seguito l'incontro con un producer molto in voga nella scena rap, Stabber, che ha portato a tre singoli con Bomba Dischi nel 2019. L'anno seguente è passata a Undamento (etichetta che ha lanciato Frah Quintale, Joan Thiele, Dutch Nazari..), che ha pubblicato prima Rosé, collaborazione con Tatum Rush, poi il suo primo EP, Moquette, uscito lo scorso 26 febbraio e realizzato non solo con Stabber ma anche con Niccolò Contessa, aka I Cani. Un'accoppiata che porta l'EP in territori di mezzo fra l'indie-pop ed il rap, che Laila percorre con un piglio ed una personalità non indifferenti.
Il 5 novembre è finalmente arrivato il suo primo album, Mystic Motel, che ne conferma a pieno il talento. Uno splendido lavoro, che sto ascoltando a ripetizione, dal quale giusto ieri è stato pubblicato il video del brano che abbiamo fatto ascoltare sabato, Gelosa: enjoy!!
Sono passati ormai sette anni da quando abbiamo portato a suonare a Lussemburgo i CUT, gruppo bolognese (almeno di adozione) che nel febbraio 2017 ha pubblicato quello che ad oggi è il suo ultimo disco, Second Skin, che abbiamo avuto il piacere e l'onore di presentarvi in anteprima (qui il podcast). Ma giusto nei giorni scorsi hanno annunciato di aver terminato le registrazioni del nuovo album, che attendiamo con molta curiosità.
Nel frattempo, nel 2018 e nel 2019 abbiamo dedicato due interviste (qui il primo podcast, qui il secondo) ai due volumi dell'esordio da solista di Ferro Solo, ovvero Ferruccio Quercetti, una delle due voci e chitarre della band, ed è ora giunto il momento dell'altra. Carlo Masu ha infatti iniziato nel 2019 a lavorare ad appunti raccolti nei vent'anni con i CUT, "per dare un paesaggio sonoro a quelle che non erano altro che canzoni spoglie e scheletriche. Belle ma incomplete." Per aiutarlo in fase di arrangiamento e incisione si riuniscono Le Ossa, ensemble formato da Mariagiulia Degli Amori (membro della Mandria, backing band di IRA di IOSONOUNCANE), Stefano Orzes (Eveline, The Crazy Crazy World of Mr. Rubik) e Peppe Randazzo (Entrofobesse).
Carlo Masu e Le Ossa pubblicheranno il 26 novembre il loro esordio con Seltz Recordz, Viceversa Records e Bare Bones Productions e distribuzione Audioglobe. "Ombre di un corpo estraneo è un paesaggio interiore, una visione soggettiva, prospettica e intimamente declinata nella propria esperienza di vita, dove nervi, sangue, sudore, bile e inquietudine si traducono in sonorità definibili come blues esistenziale." Nell'attesa di presentarvelo, oggi vi proponiamo il video scritto e diretto da Tore Manca e pubblicato la scorsa settimana per uno dei brani più belli: "Il mondo che brucia parla del confrontarsi con le proprie ombre interiori, avvertendo che queste non solo abitano dentro di noi, ma si allungano, permeando la percezione del mondo che uno ha." Enjoy!!
Apriamo la settimana del nostro blog con una notizia per noi bella e sorprendente, il ritorno di una band che abbiamo amato molto.
Parliamo degli Yuppie Flu, gruppo nato ad Ancona nel 1995, che aveva debuttato due anni dopo con l'album Automatic but static. Un lavoro interessante, che richiamava ispirazioni d'oltreoceano come Pavement e Sebadoh, a partire dal quale seguirono un percorso che li portò a definire un sound molto personale, unione di indie, low-fi ed elettronica. Hanno pubblicato sei LP e vari singoli, split ed EP, ottenendo un buon successo di pubblico e e di critica anche all'estero, come testimoniano vari tour europei, fino al loro ultimo disco, Fragile forest, uscito nel 2008.
Il 2 novembre è apparso improvvisamente sui social network l'annuncio del loro ritorno, con un EP che a quanto pare anticipa altre novità in arrivo l'anno prossimo. Si intitola Hold on, include tre brani, ed è disponibile da oggi su Spotify: enjoy!!
Il live della domenica vede questa settimana protagonista una band che abbiamo già ospitato più volte (qui il podcast dell'ultima), ormai affermatasi fra le grandi realtà del rock italiano.
Parliamo di The Zen Circus, che sono stati con noi a prima volta nel 2016 per l'ottimo La terza guerra mondiale, che avevamo presentato con un'intervista al batterista Karim Qqru (qui il podcast), cui abbiamo dato il bentornato un anno fa. Nel 2018 era invece stato con noi il bassista Ufo (qui il podcast), per parlare de Il fuoco in una stanza, che aveva rappresentato un ulteriore passo in avanti nella costante crescita della band toscana. Li abbiamo poi ritrovati due anni fa sul palco di Sanremo, con gioia: siamo sempre felici quando gli artisti che amiamo riescono ad arrivare ad un pubblico più ampio, senza per questo snaturare la propria musica. È sicuramente il caso degli Zen, che al Festival hanno festeggiato i propri (primi) venti anni di musica, celebrati anche con Vivi si muore 1999-2019, raccolta di 17 brani della loro storia, rimasterizzati per l'occasione, con due inediti.
Il loro bellissimo ultimo album è uscito il 13 novembre 2020 e si intitola L'ultima casa accogliente: "Il nostro corpo è l’ultima casa accogliente, l’unica navicella spaziale in grado di farci viaggiare attraverso l’universo dell’esistente. Un corpo trasparente, visibile e vulnerabile che celebriamo con nove canzoni fatte di testa, cuore e polmoni. Case che possono essere sia rifugi che prigioni, circondate da tante altre e tutte diverse, a formare questa enorme metropoli chiamata umanità. Più suonato che pensato, più bene di conforto che prodotto, questo disco è musicalmente il più libero che abbiamo mai fatto." Torniamo a parlarne per presentare il video di una splendida esibizione negli studi Fonoprint, per la regia di Paolo Mercadante, pubblicato venerdì: enjoy!!
Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, ospiti Matilde Davoli e Marta Del Grandi, o forse volete riascoltarla? La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!
Si avvicina il sabato, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!
Vi proporremo come sempre un programma molto ricco, incluse due belle interviste e qualche altra interessante novità: ascolteremo e parleremo di Damon Albarn, Nic Cester, Piotta, I'm not a blonde, Erica Mou e Laila Al Habash. La prima intervista della settimana sarà dedicata ad uno dei dischi più belli e sorprendenti di questo autunno, opera di un'artista nata e cresciuta in Italia, ma vissuta per molti anni all'estero.
Si chiama Marta Del Grandi ed è "una cantautrice eclettica che raccoglie influenze vicine e lontane per creare uno stile originale, fusione di generi: partita dal jazz, ora percorre il suo viaggio, unico e inesplorato." Ha studiato canto jazz al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano ed a quello di Gent, diplomandosi ed impegnandosi in vari gruppi e progetti. Ha visitato la Cina, e si è stabilita in Nepal, dove ha insegnato al Conservatorio di Jazz di Kathmandu, prima di tornare in Italia, riportando a casa le influenze e le ispirazioni che aveva assorbito. Riallacciati i contatti con vecchi amici e collaboratori, "ha affrontato la musica con uno sguardo nuovo, frutto dell'educazione, dei suoi viaggi e di quello che ha visto nelle news, per creare un album che racconta storie di fossili marini sulle vette dell'Himalaya, miti di pietre preziose e specie sull'orlo dell'estinzione."
Il 5 novembre Fire Records ha pubblicato il primo lavoro a suo nome, Until We Fossilize: un disco molto interessante ed originale, moderno ed ancestrale allo stesso tempo, di cui ha curato anche la produzione, con l'incoraggiamento di Shahzad Ismaily (Laurie Anderson e Lou Reed, John Zorn, Bonnie Prince Billy), che ha registrato batterie e synth ed anche mixato l'album a Brooklyn.
Saremo poi felici di dare il benvenuto in trasmissione ad un'altra artista dal grande talento, già più volte in passato nelle nostre scalette.
Si fa chiamare Matilde Davoli (all'anagrafe Matilde De Rubertis), ha pubblicato nel giugno 2015 il suo primo disco da solista, I'm calling you from my dreams, ma è in realtà attiva dai primi anni 2000. Ha pubblicato infatti prima due album con gli Studiodavoli, progetto che condivideva con il fratello Gianluca (nelle nostre scalette prima con Il Genio, poi da solista), poi altri due con Girl with the Gun, con l'amico e produttore Populous, altro habitué delle nostre trasmissioni, anche come ospite. Sempre più impegnata anche come sound engineer e produttore, la musicista salentina si è poi trasferita a Londra ed ha pubblicato il suo primo album: un lavoro molto interessante, in cui synth fluttuanti si uniscono a beats incalzanti, per dare vita a quello che avevamo definito un dream pop pulsante, impreziosito da una voce affascinante. L’album ha ricevuto un caloroso benvenuto nel Regno Unito, in Italia e soprattutto negli Stati Uniti, dove è arrivato in heavy rotation sulle collage radio americane, scalando la classifica CMJ e portando Matilde sul prestigioso palco del Primavera Sound di Barcellona nel 2016. Sempre nel 2016 è tornata in Italia, intensificando gli spettacoli dal vivo e continuando a lavorare come produttore ed ingegnere del suono presso lo studio di registrazione Sudestudio (Salento), una delle realtà più interessanti nel panorama musicale indipendente italiano, che ha ospitato diversi artisti internazionali.
Il 5 novembre l’etichetta Loyal To Your Dreams, di cui è cofondatrice, ha pubblicato il suo nuovo disco, Home: uno splendido lavoro, che parte delle sonorità del precedente per arricchirle ulteriormente, portando le sue esplorazioni fino a territori jazz, che stiamo presentando anche come CD-tipp di questa settimana di Radio ARA.
READY TO TUNE IN?!!
11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.