Sunday, January 19, 2025

Paolo Benvegnù: il mio saluto ed il suo recente live @ RSI

Ieri ho aperto la trasmissione (qui il podcast) con un sentito saluto a Paolo Benvegnù, che ci ha lasciati lo scorso 31 dicembre. Quest'oggi a Perugia, alle 15 al Teatro del Pavone, si terrà la cerimonia commemorativa: non potendoci essere fisicamente, partecipo virtualmente pubblicando anche qui quanto gli ho detto ieri, con il suo recente concerto per la RSI.

Ciao Paolo,

confesso che non sapevo proprio come salutarti, poi ho seguito il consiglio di Barbara Santi, e ho deciso di parlarti direttamente.
Sono passate quasi tre settimane, ma ancora non riesco a capacitarmi, e ad accettare, che tu non sia più qui con noi.

In primo luogo dal punto di vista artistico, come accettare di perdere una voce ed una penna come la tua? So che ti scherniresti a sentirmelo dire, ma per tre decenni hai rappresentato una delle vette più alte della Musica italiana, lasciando un segno indelebile a partire dagli Scisma, band seminale, ed unica, di quell’epoca d’oro che sono stati gli anni ’90.
Poi da solista, con una serie di lavori meravigliosi: potremmo dire che avrebbero meritato altri riconoscimenti, ma un pubblico più ristretto, ma così fedele ed intimamente legato a te, era probabilmente il tuo habitat naturale.
Per non parlare del tuo lavoro come produttore, e delle mille collaborazioni cui non ti negavi mai, come quella con Paz Defina, nata proprio a casa mia..

Appunto, come se il lato artistico non bastasse, c’è quello umano, che rende la perdita ancor più grave e dolorosa. Troppi i ricordi con te, qui a Lussemburgo come in Italia, i tuoi concerti che ho organizzato o visto, per non parlare di quelli visti insieme.. come quando ti portammo a vedere i Tindersticks, qui nel Granducato. Uscisti dicendo di aver deciso di cantare solo col vibrato, iniziando a intonare Tungsteno come Stuart Staples, fra i resti degli altiforni di Belval..
Questo eri tu, una persona allo stesso tempo profonda e leggera, sempre piena di entusiasmo e generosità, di iperboli di amore, capace di emozionare ed emozionarsi come di scherzare e ridere, costantemente in bilico fra poesia ed ironia.

Tanti ricordi che resteranno indelebili, per me, come il tuo passaggio è rimasto, rimane, e resterà indelebile per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerti, ed ora come me sentono un grande vuoto.
Resta per fortuna la tua Arte, la tua Musica che sto imparando ad ascoltare con gioia.. all’inizio non è stato facile, lo confesso, ma ce la sto facendo. Non posso rinunciare alla gioia ed alla bellezza, e del resto lo hai scritto a me e Maghy nella tua prima dedica:
"Che non si può spiegare. Ma nemmeno descrivere. Che tutto vi sia restituito. In felicità e bellezza. In precisione di Amore assoluto. Gioire per ogni cosa. Gioire per la vita che regalate. Siate felici. Sempre. Sempre."


No comments:

Post a Comment