Thursday, April 19, 2018

In onda sabato mattina, tornano i Radioracconti!!

La settimana sta come sempre volando via, si avvicina il weekend, e con esso il vostro appuntamento con Sentieri Sonori!!

Appuntamento speciale, questa settimana, quello con lo spazio mensile che ha debuttato a fine 2015, segnando il grande ritorno di Raf, che ha creato e condotto Sentieri Sonori per 12 anni, fino al 2010, quando si è (ri)trasferito per cinque anni nella sua Roma. Tornato a Lussemburgo, ha pensato ad un nuovo progetto da inserire nella grande "casa" della nostra trasmissione, coinvolgendo l'amico Jacopo: ecco nati i Radioracconti di Sentieri Sonori, che vanno in onda una volta al mese, riunendo canzoni, racconti ed ospiti intorno ad un tema.


Curiosi di sapere quale sarà il tema di questa puntata?
Per scoprirlo, la raccomandazione è la solita: READY TO TUNE IN?!!
Sabato 21 aprile, 11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.

Calibro 35 live @ Rotondes in ONE MONTH!!

As announced, ten years after their very first concert, in exactly one month we'll take back to Luxembourg Italian super cult combo CALIBRO 35!!

Calibro 35 enjoys a worldwide reputation as one of the coolest independent band around. During their ten years career, they have been sampled by Dr. Dre on his Compton album and Jay-Z, they shared stages worldwide with the likes of Roy Ayers, Muse, Sun Ra Arkestra, Sharon Jones, Thundercat, Headhunters and as unique musicians they've collaborated with, amongst others PJ Harvey, Mike Patton, John Parish, Stewart Copeland and Nic Cester (The Jet). Their 6th much awaited studio album has been released by Records Kicks on February 2nd and marks their 10 years with an orchestral-inspired enlarged line-up that features horns, strings and percussions. Mixed and recorded by Calibro’s usual suspect and Grammy Award winner Tommaso Colliva, the album gives space to all the influences collected by the band during their last ten years’ journey like music, collaborations, movies, gigs, books.

Decade is their “time capsule”, and it is as rare and complex as a timeless work. Musically, their inner influences like Ennio Morricone, Luis Bacalov and David Axelrod are still there but are now mixed with elements from afrobeat or cosmic jazz. Thanks to the enlarged line-up and the orchestrated parts involved, which pushed the band to experiment new methods of composition, Calibro 35 on Decade sound strong, full and tight as never before.

 


As announced, the complete line-up of the night includes a really good local band, and even two support DJs!!
First of all, the opening band will be one of the most interesting new acts of Luxembourg, already support for Calibro 35 KulturFabrik show of October 2015.

No Metal in this Battle is an afro post-punk quartet from Luxembourg, with a wide range of influences, from "deep down Nigerian afro-beat to post-rock and math-rock, mixed to a punk attitude. Their live shows always turn into a spiritual and powerful sharing experience with their audience." After two EPs and lots of concerts throughout Europe, including an invitation at Primavera Sound Festival, they have published in October 2017 their first album, Paprika.

Last, but not least, to warm up and close the night we won't have just one, but two support DJs: KustonBeater & LeGenco!!
Do not miss the occasion to enjoy this great Saturday night of music, at Rotondes, on Saturday, May 19th: here the FB event, pre-sales are already online here!!

 



Wednesday, April 18, 2018

Matteo Fiorino, nuovo singolo e video: Canzone senza cuore

Quest'oggi vi proponiamo il terzo singolo estratto da una delle prime uscite di questo 2018 che aveva attirato la nostra attenzione.

Parliamo del nuovo lavoro di Matteo Fiorino, cantautore interessante e originale, che torna a due anni dall’esordio Il masochismo provoca dipendenza.
L'album si intitola Fosforo, è stato pubblicato lo scorso 6 gennaio, e ve lo abbiamo presentato sia qui sul blog che in trasmissione, parlandone anche nel collegamento di febbraio (qui il podcast) con l'amico Steven Forti, suo grande estimatore. Un disco che segna un'ulteriore crescita dell'artista spezzino, che veste i suoi brani in abiti sonori mai scontati e molto vari.

Dopo la prima anticipazione, Madrigale, che vedeva la partecipazione di un altro artista che apprezziamo molto, Iosonouncane, ed il secondo singolo Gengis Khan, oggi vi presentiamo il terzo, appena uscito. Si intitola Canzone senza cuore, e l'autore la presenta così: "In questa canzone ripeto la parola "amore" circa quindici volte, malgrado ciò non si tratta di una canzone d'amore. Le persone senza cuore sono quelle che non si pongono il problema dell'amore, perché si bastano a loro stesse e sanno gestire la propria emotività. E se trovano l'amore è proprio perché non lo cercano, perché non ne manifestano il bisogno. Le storie d'amore nate da un bisogno finiscono quasi sempre e quasi sempre sul nascere, perché più che di amore si tratta di horror vacui. Le persone con il cuore, ovvero le persone innamorate dell'amore, invidiano quelle senza cuore per questa loro capacità seduttiva. Quando ho scritto questa canzone avevo ancora il cuore. Quando abbiamo girato il videoclip, sul lago di Massaciuccoli, il cuore non lo avevo più”. Enjoy!!



Guano Padano, splendido vecchio video: Prairie Fire (feat. Mike Patton)

Questa mattina vogliamo proporvi un piccolo salto nel passato, di giusto sei anni, per proporvi uno splendido video di una band che amiamo molto.

Stiamo parlando dei Guano Padano, trio formato da Alessandro “Asso” Stefana alle chitarre (P.j. Harvey, Vinicio Capossela), Zeno De Rossi alla batteria (Vinicio Capossela) e dal bassista Danilo Gallo, che avevamo ospitato a fine 2014 per presentare il loro terzo e ad oggi ultimo disco, Americana.
La band ha recentemente accompagnato Sam Amidon nel suo tour italiano, aperto per gli amici Calexico a Bologna, ed annunciato altre date, fra cui l'invito al Primavera Sound Festival: speriamo che siano i primi segnali verso un nuovo disco.

In questo caso andiamo ancora più indietro nel tempo, e li troviamo all'epoca del loro secondo album, 2, accompagnati da una voce di eccezione, quella di Mike Patton.
Il brano di intitola Prairie Fire, ed il video che lo accompagnava è diretto da Graziano Staino: enjoy!!




Tuesday, April 17, 2018

Kento, nuovo singolo e video, feat. DJ Fastcut: Mia (Ode alla cultura Hip-Hop)

Quest'oggi vogliamo proporvi il bel video che ha accompagnato l'uscita di uno dei nuovi singoli che vi abbiamo presentato sabato scorso (qui il podcast), per un artista già più volte nostro ospite.

Parliamo infatti di Kento, rapper reggino che abbiamo già intervistato (qui l'ultimo podcast) per i due album che ha registrato con una sorta di super-band, The Voodoo Brothers, che includeva fra gli altri nomi a noi noti come Federico JolkiPalki Camici, già bassista di Honeybird & the Birdies, e Cesare Petulicchio, batterista degli altri nostri recenti ospiti Bud Spencer Blues Explosion. Due dischi che, partendo da rap, blues e rock esploravano territori ed epoche musicali anche molto lontane fra di loro, come in una sorta di viaggio nella storia della musica afroamericana, che hanno fatto parte delle nostre Picks 2014 e Picks 2016.

Il suo nuovo singolo ce lo fa ritrovare, con grande piacere, nei sentieri sonori per lui più abituali, accompagnato da un producer e DJ che amiamo molto, DJ Fastcut, anche lui nostro ospite all'inizio dell'anno scorso (qui il podcast), per lo splendido Dead Poets, per il quale come dicevamo sabato sta preparando un seguito che si preannuncia molto interessante. In questo brano, Mia (ode alla cultura hip-hop), Kento si rivolge alla cultura Hip-Hop vista come una donna, di cui il protagonista si innamora da ragazzino e che diventa la compagna e l’ispirazione di una vita intera, e cui rivolge tre strofe dense di passione e fedeltà: “Lascia che racconti di come ti ho conosciuta, bella che sei vita che mi guida e che mi aiuta. Resta con me: lascia che tutto sia forza, calma ed energia, amore della vita mia”.
Oggi ve ne presentiamo il bel videoclip, girato tra le opere di street art del quartiere romano di Tor Marancia e nel centro sociale Spartaco al Quadraro, e diretto da Michele Imperio, regista di serie tv italiane di successo (Unti e Bisunti, Le Ragazze del ’68), che vede come protagonista la giovane rapper e cantante Rosa White nei panni di Mia. "L’atmosfera sospesa ed incantata è quella di una favola urbana, dove l’amore per la cultura Hip-Hop porta all’elevazione personale e alla riscoperta di se stessi": enjoy!! 




Monday, April 16, 2018

Eels, primo video dal nuovo disco: Bone Dry

Lo abbiamo fatto stamattina per Josh Rouse, ed anche questo pomeriggio vi portiamo su sentieri sonori statunitensi, per parlare di un altro artista che seguiamo dai suoi esordi.

All'anagrafe è Mark Oliver Everett, molti lo conoscono semplicemente con Mr E., e da vent'anni produce dischi di grandissimo valore con un progetto chiamato Eels.
Un artista dall'enorme talento e sensibilità, segnato anche da una storia personale spesso dolorosa, che abbiamo avuto l'occasione di vedere due volte sui palchi lussemburghesi (nel 2011 a Den Atelier e nel 2015 al Grand Théâtre) e che farà ritorno dalle nostre parti giusto a fine giugno, più precisamente il 30, come headliner del Siren's Call Festival.

Il suo nuovo album si intitola The deconstruction, è uscito lo scorso 6 aprile, ed è l'ennesima conferma delle sue straordinarie doti: musicalmente ricco, liricalmente toccante e più che mai maturo.
Lo stiamo scoprendo, come sempre con emozione, e quest'oggi vogliamo condividerne con voi il primo singolo e video, Bone Dry: enjoy!!



Josh Rouse, primo singolo e video dal nuovo disco: Love In The Modern Age

Apriamo la settimana come abbiamo aperto la trasmissione di sabato (qui il podcast), uscendo per una volta dai confini italiani, per andare.. fra gli Stati Uniti e la Spagna.

Parliamo infatti di Josh Rouse, artista nato in Nebraska, che ha iniziato la propria carriera a Nashville, ma che ormai da più di dieci anni vive principalmente in Spagna, Paese della seconda moglie. Il sottoscritto lo aveva scoperto ed amato fin dal suo debutto, uscito ormai vent'anni fa ed intitolato Dressed up like Nebraska: un album sorprendente, per qualità e maturità di composizione ed arrangiamenti, lanciato da un brano che ancor oggi mi emoziona, Late night conversation.

Doti confermate dai successivi dischi, su tutti probabilmente 1972 (uscito nel 2003), ma che poi negli anni erano sembrate appannarsi, con lavori senza dubbio meno ispirati. La fedeltà con cui ho continuato a seguirlo pare infine nuovamente appagata dal suo nuovo disco (il dodicesimo!), uscito venerdì, e ben rappresentato dal primo singolo e video.
Love in the Modern Age è la title-track ed in qualche modo il manifesto di questo album, che lo vede cambiare ancora una volta sentieri sonori, per tuffarsi in un raffinato pop che rimanda alle cose migliori degli anni '80, da Blue Nile a Style Council. Oggi siamo lieti di proporvene il bel video: enjoy!!



Sunday, April 15, 2018

Don Antonio: live ed intervista per la TV serba

Questa domenica l'abituale spazio dedicato a video di concerti ed interviste ci porta a parlare di un musicista che abbiamo portato a suonare a Lussemburgo con la sua band due anni fa, e che abbiamo nuovamente accolto in trasmissione l'anno scorso (qui il podcast) per presentare il suo debutto da solista.

Stiamo parlando di Antonio Gramentieri, chitarrista dei Sacri Cuori, protagonisti della prima Panoplie Night @ Rotondes nel gennaio 2016, poi tornato ad esibirsi nel Granducato anche a fine anno con Hugo Race Fatalists.
Il 7 aprile 2017 Santeria ha pubblicato l'esordio di Don Antonio, il suo progetto solista, "che si lascia il continente dietro le spalle, e suona con la faccia rivolta verso il mare, affacciato sull’ultimo lembo di Italia e di Europa. Racconta una storia vera e un viaggio a Sud."
Uno splendido lavoro, vario ed affascinante, nel quale ritroviamo l'inconfondibile mano del musicista di Modigliana, ma lo scopriamo percorrere sentieri sonori nuovi: "ci sono melodie romantiche che profumano di Sud, strappi blues, reminiscenze ambientali, twang adriatici, balli di gruppo, paesaggi cinematici, aiuole fiorite, navi al porto, personaggi misteriosi, donne eleganti. L’amore e il dolore del viaggio, del trovare e del lasciare. Con l’assoluta-poesia e l’assoluto-kitsch che, esattamente come nella vita vera, danzano abbracciati al mercato del pesce di Catania." A Catania è stato infatti registrato, con la collaborazione di un altro nostro recente ospite, Cesare Basile, ed è stato presentato in tour europeo prima con Alejandro Escovedo, poi con Dan Stuart. Stavolta purtroppo non è passato da Lussemburgo, ma speriamo capiterà nuovamente presto.

Torniamo a parlarne quest'oggi per proporvi una testimonianza del suo passaggio in Serbia, con un'intervista ed un live-set alla televisione: enjoy!!




Saturday, April 14, 2018

Fabrizio Tavernelli e Low Standards, High Fives nel podcast della settimana, già online!!

Non avete potuto ascoltare in diretta la trasmissione di oggi, ospiti Fabrizio Tavernelli e Low Standards, High Fives, o forse volete riascoltarla?
La trovate a questo link, in streaming o download: enjoy!!


Tracklist:
1
Eurocrime!Calibro 35
2
Love in the modern ageJosh Rouse
3
Alfabeto illustratoFerraniacolor
4
AcrobazieDorso
5
Vivere o morireMotta
6
Bite meLow Standards,
High Fives
7
Distance by connectionLow Standards,
High Fives
8
Rock'n'Roll MusicGiuda
9
Debutto (prod. DJ Fastcut)Ape
10
Mia (Ode alla Cultura Hip-Hop) (feat. DJ Fastcut)Kento
11
Figlia di guerraFabrizio Tavernelli
12
InfantiFabrizio Tavernelli


In onda fra poco, ospiti Fabrizio Tavernelli e Low Standards, High Fives

È arrivato il weekend, pronti come ogni sabato a seguirci su nuovi Sentieri Sonori?

Sabato scorso ci siamo parzialmente allontanati dalle novità per dedicare un'intera puntata a Roma (qui il podcast), mentre questa settimana ci ritufferemo nelle ultime uscite, spaziando nei generi ed uscendo anche dall'Italia, per parlare di (e soprattutto ascoltare) Josh RouseFerraniacolorDorsoMottaGiudaApe e Kento.
Come sempre, o quasi, avremo due graditi ospiti: una band all'esordio sulla lunga distanza ed un musicista che invece seguiamo ed amiamo da molti anni.
Accoglieremo infatti in primo luogo un'interessante band torinese per presentare il suo recente e convincente primo album.

È uscito il 31 marzo per l'inglese Engineer Records, si intitola Are we doing the best we can?, ed è opera dei Low Standards, High Fives, gruppo nato nel 2012 nel torinese con "l'intento di fondere la passione per l'emo di fine/inizio secolo (Texas Is The Reason, Mineral, Christie Front Drive, American Football) con ascolti e influenze personali, senza porsi alcun vincolo di genere, con la certezza di essere fuori moda e allo stesso modo con il desiderio di scrivere canzoni che durino più di un'estate." Hanno debuttato nel 2013 con un primo EP, Revolushhh, cui è seguito un secondo due anni dopo, Enough, con la collaborazione di Garrett Klahn, voce dei Texas Is The Reason, con cui hanno diviso il palco più volte.

Sempre nel 2015, la formazione è cambiata, passando a quella attuale con tre chitarre, con la quale hanno iniziato a lavorare a questo primo album, registrato alla fine dell'anno scorso: "ad eccezione di Remember Me e Crazy Boy, già comparse negli EP e qui riproposte con un nuovo arrangiamento, le canzoni che compongono il disco sono totalmente frutto del percorso intrapreso con la nuova formazione: tre chitarre sono molte, quindi è stato essenziale lavorare per sottrazione. Anche la sezione ritmica cerca di tessere un groove che non sia cervellotico ma nemmeno scontato, che sia funzionale anche se ricercato. A livello di produzione l’intento principale è stato subito chiaro: che il disco fosse molto onesto e sapesse trasmettere il suono live della band."



Saremo poi felici di dare il bentornato in trasmissione ad un musicista che seguiamo e stimiamo da più di vent'anni, fin da quando era alla testa prima degli En Manque d'Autre e poi degli AFA (Acid Folk Alleanza), band di culto di quell'epoca ricchissima per la musica indipendente italiana che sono stati gli anni '90.

A seguire, Fabrizio Tavernelli si è dedicato ad un gran numero di altri progetti e ad una carriera solista di grande qualità, iniziata nel 2010 con Oggetti del desiderio e proseguita tre anni dopo con Volare basso, che avevamo inserito nelle Sentieri Sonori Picks 2013, come il successivo Fantacoscienza in quelle di due anni fa. Lo abbiamo ospitato più volte, in ben due occasioni nel 2016: a febbraio per presentare in anteprima il disco (qui il podcast), ad ottobre nei Radioracconti fantascientifici (qui il podcast).

Sostenuto anche questa volta da una campagna di fundraising di enorme successo, il 4 maggio pubblicherà per il suo nuovo lavoro, intitolato Infanti, che vi presenteremo anch'esso in anteprima e che descrive così: "è un disco denso, pieno di domande, visioni, riflessioni, provocazioni e orbiterà intorno ai bambini, al corpo dei bambini sempre più usati per le guerre mediatiche, nelle trincee del social, nella propaganda. In questi anni siamo stati bombardati da immagini oscene, dall'artificio, dal sacrilegio, dalla pornografia dei corpi martoriati dalle bombe fisiche e mentali. Non aspettatevi un disco consolatorio, rassicurante, pacificato. Lo sapete che pesco spesso nelle acque profonde, nel torbido."


 

READY TO TUNE IN?!!
11.30/13, su Radio ARA, 102.9 & 105.2 in FM a Lussemburgo, live streaming a questo link, podcast a seguire qui.