Monday, April 15, 2024

Il ritorno del guaglione sulla traccia

Apriamo la settimana con una nuova uscita a sorpresa, almeno per il sottoscritto, che da qualche giorno a questa parte faccio fatica a smettere di ascoltare.

Lo dico da subito, in questo caso faccio fatica ad essere obiettivo, ad analizzare criticamente questa novità, uscita venerdì scorso dopo che un'anticipazione social aveva già creato un grande buzz online. Si tratta di Foglie morte, il nuovo singolo di 
Neffa, accompagnato per l'occasione da Fabri Fibra, due voci che avevamo ascoltato insieme in un'altra bella sorpresa due anni fa, Universo, il singolo che aveva anticipato l'album di Deda. La grande novità, che non nascondo avermi emozionato fin dal primo ascolto, è che in questo nuovo brano Neffa non "si limita" a cantare, ma torna dopo tanti anni a regalarci qualche strofa in rap.

Parliamo di un artista dalla storia lunga e variegata, che mi pare giusto riassumere in due parole, soprattutto per i più giovani fra i nostri ascoltatori e lettori. Giovanni Pellino nasce a Scafati (Salerno) nel 1967, ma a otto anni si trasferisce con la famiglia a Bologna, dove cresce. I suoi inizi nella musica sono come batterista hardcore, fra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, che lo vedono fra l'altro militare nei grandi Negazione, con cui va in tour anche negli USA e registra il seminale 100% (1990). A seguire, con il nome di un giocatore paraguaiano della Cremonese, Gustavo Neffa, entra nella nascente scena hip-hop da protagonista, prima con l'Isola Posse All Stars, poi creando con Deda e Dj Gruff i Sangue Misto, il cui SXM (1994) resta una delle colonne portanti del rap italiano. Sono seguiti due splendidi album da solista, Neffa & I Messaggeri della Dopa (1996) e 107 Elementi (1998), fino all'EP Chicopisco (2000), che lo vede iniziare a prendere altre strade. Nel 2001 il successo del singolo La mia signorina apre la sua "nuova carriera" da cantante, spingendolo a regalare una serie di basi recuperate da un hard disk ad un giovane rapper, Fabri Fibra, che ne fece il suo esordio da solista, Turbe giovanili (2002). Da allora, confesso di non aver seguito il suo percorso, e forse è meglio così, essendo riuscito ad esempio a evitare di ascoltare fino a ieri un singolo con J-Ax che spero non conosciate.

Lo abbiamo come detto ritrovato con piacere come ospite nel bel disco di Deda, House Party, ed anche in quello di Fabri Fibra, Caos, entrambi inclusi nelle Sentieri Sonori Picks 2022, e la scorsa settimana è arrivata questa ulteriore bella sorpresa. Ero in viaggio in Italia, ed una story subito rimbalzata sui social, dai quali mancava da quasi tre anni, ha diffuso una sua nota audio. Dei dell'Olimpo è una bozza di skit, con versi che non potevano non suscitare grande attesa: "So bene com’è quando sei ragazzino, rappi e fai il figo, ma come fai amico se perdi il filo, ti chiederai come quando mai scriverai il libro, si cresce molto in fretta in questo mondo".
Alla mezzanotte di venerdì ho subito scaricato questo nuovo singolo, con enorme curiosità. Un ululato ed un giro di chitarra introducono il suo cantato soulful, che lascia spazio alle strofe di Fibra, come a voler chiudere un cerchio aperto 22 anni fa? Un nuovo ritornello si sospende, e lancia il momento in cui l'emozione di è fatta visibile sulle mie braccia, in forma di pelle d'oca, a risentire il flow di Neffa: "Ehi, è solo un click, flash ed è andata. Solo un'altra storia che ora ha preso un'altra strada che ora ha preso una tranvata sulla faccia. Piede che schiaccia sul gas mo', posso fare finta ma non fingere un orgasmo. E anche se uno ha detto: "Devi stare molto calmo", non controllo un altro spasmo. Il cuore è a pezzi, ma non volta pagina, corre fino a te mentre sanguina, con le stigmate".
Ancora non ci sono notizie ufficiali su un possibile album, nell'attesa io metto repeat e mi lascio trasportare fra le Foglie Morte.. enjoy!!


No comments:

Post a Comment