Monday, January 25, 2021

The Zen Circus, nuovo singolo e video: Non

Apriamo la settimana tornando ad occuparci di un disco che abbiamo presentato due mesi fa con una bella intervista (qui il podcast), nuovo gioiello di una band che abbiamo già ospitato più volte, ormai affermatasi fra le grandi realtà del rock italiano.

Parliamo di The Zen Circus, che nel 2018 avevano pubblicato il loro decimo album, a due anni dall'ottimo La terza guerra mondiale, che avevamo presentato con un'intervista al batterista Karim Qqru (qui il podcast), cui abbiamo dato il bentornato sabato. Tre anni fa era invece stato con noi il bassista Ufo (qui il podcast), per parlare de Il fuoco in una stanza, che aveva rappresentato un ulteriore passo in avanti nella costante crescita della band toscana. Li abbiamo poi ritrovati due anni fa sul palco di Sanremo, con gioia: siamo sempre felici quando gli artisti che amiamo riescono ad arrivare ad un pubblico più ampio, senza per questo snaturare la propria musica. È sicuramente il caso degli Zen, che al Festival hanno festeggiato i propri (primi) venti anni di musica, celebrati anche con Vivi si muore 1999-2019, raccolta di 17 brani della loro storia, rimasterizzati per l'occasione, con due inediti.

Il loro nuovo splendido album è uscito il 13 novembre e si intitola L'ultima casa accogliente: "Il nostro corpo è l’ultima casa accogliente, l’unica navicella spaziale in grado di farci viaggiare attraverso l’universo dell’esistente. Un corpo trasparente, visibile e vulnerabile che celebriamo con nove canzoni fatte di testa, cuore e polmoni. Case che possono essere sia rifugi che prigioni, circondate da tante altre e tutte diverse, a formare questa enorme metropoli chiamata umanità. Più suonato che pensato, più bene di conforto che prodotto, questo disco è musicalmente il più libero che abbiamo mai fatto." La scorsa settimana è stato pubblicato il nuovo singolo estratto dal disco, Non, che presentano così: "Con questa preghiera per negazioni, cantiamo i nodi di un’esistenza in perenne equilibrio fra quello che vorremmo e quello che riusciamo a mostrare di noi. Appunti sparsi di una liberazione: dall’abitudine alla mancanza di felicità, dalla palude del rimanere fedeli a se stessi, dalle consuetudini che ci confortano tanto quanto ci immobilizzano. Così, paralizzati dalla paura sul sedile posteriore di un’auto lanciata sulla strada, senza nessuno al volante, non ci accorgiamo che la sete di controllo è tutto ciò che ci allontana da chi siamo veramente. Al singolo si accompagna anche l’uscita di un videoclip della versione live del brano, registrata al Fonoprint di Bologna." Enjoy!!


No comments:

Post a Comment