La nostra rubrica del venerdì, con cui usciamo dall'incessante flusso delle nuove uscite per proporvi un disco da (ri)scoprire insieme nel weekend che sta per iniziare, per una volta non è dedicata ad un disco italiano.
Parliamo infatti di un artista newyorkese, protagonista dalla seconda metà degli anni '80 in una lunga serie di band e progetti, partendo da hardcore e post-hardcore per esplorare in tante direzioni. Dopo gli inizi con Youth of Today e Gorilla Biscuits, Walter Schreifels ha dato vita prima ai Quicksand, poi ai Rival Schools, ma ha anche a Vanishing Life, Walking Concert, Dead Heavens...
Una carriera lunga e coerente, che lo ha visto sempre mettere la sue indubbia capacità di autore e compositore, dal grande gusto melodico, al servizio di band dal grande impatto sonoro.
Una carriera lunga e coerente, che lo ha visto sempre mettere la sue indubbia capacità di autore e compositore, dal grande gusto melodico, al servizio di band dal grande impatto sonoro.
In questi quattro decenni, ha pubblicato un solo disco da solista, ormai più di quindici anni fa. An open letter to the scene è uscito nel maggio 2010, proponendo dieci brani (undici nella versione in vinile), incluse tre cover: Society's sucker degli Agnostic Front riletta in vena psichedelica, Don't gotta prove it dei CIV, brano scritto da lui, ed unicamente in vinile When You Sleep dei My Bloody Valentine.
Uno splendido lavoro, dalle atmosfere principalmente acustiche, di cui si attende ancora il seguito, che sarebbe quasi completato e dovrebbe intitolarsi Jesus is my favorite Beatle. Vi proponiamo di (ri)scoprirlo in questo weekend di metà gennaio: enioy!!
Uno splendido lavoro, dalle atmosfere principalmente acustiche, di cui si attende ancora il seguito, che sarebbe quasi completato e dovrebbe intitolarsi Jesus is my favorite Beatle. Vi proponiamo di (ri)scoprirlo in questo weekend di metà gennaio: enioy!!

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